Gallo, qui qualcosa puzza (e non sono i piedi) e allora 10,100,1000 Floriano Noto

“Albano vattene”: per gli irriducibili degli ultimi trent’anni di calcio, per i tifosi giallorossi che soffrono ogni maledetta domenica, questa frase suona famigliare. Due parole lette e sentite spesso negli anni ’90 quando si contestava il primo presidente non catanzarese (ma solo di origine), reo – secondo molti – di far vivacchiare la squadra in anonimi campionati di C2. “Albano vattene”: due parole che, a dieci anni dalla sua morte, stridono pensando a quello che succede oggi nel mondo nel pallone tra società che falliscono e altre piene di debiti. Ma a Catanzaro si è fatto spesso l’errore di non guardare oltre le scalee del “Ceravolo” e così criticare, avere da ridire, contestare chi ha tenuto in vita il giocattolo, senza essere oggettivi. Non è un caso quindi se alla frase “Albano vattene”, nel corso degli anni, si sia sostituita la prima parola con altri cognomi celebri del mondo pallonaro catanzarese, il tutto fatto come al solito – salvo in rari, sacrosanti, casi – senza la giusta lucidità, lasciandosi guidare solo dalla carenza di risultati sportivi. La stessa cosa è successa pure all’attuale presidente Noto, anche se con toni e modalità differenti, sebbene da più di una bocca siano sibilate quelle due parole: “Noto vattene”. Ma il destino presenta sempre il conto e così avviene che nel giorno in cui ricade l’anniversario della scomparsa del presidente Albano e la squadra non si può criticare per “colpa” della nebbia, dalla vicino Reggio Calabria arrivano voci di presunti problemi societari. Riusciranno i nostri eroi, i critici a prescindere, a non vedere la pagliuzza nei propri occhi e allagare lo sguardo sullo stretto, a guardare la trave sulla cresta del Gallo? E già, perché proprio lui, Luca Gallo, il presidentissimo, il deus ex machina disceso a far tornare la Reggina in serie A, l’uomo della rinascita, sembra sia un po’ in crisi. Parrebbe infatti che la società amaranto abbia chiuso con un bilancio molto in rosso e sia in debito anche con il Comune di Reggio Calabria. E questo per il lato sportivo, ma anche sul piano della propria azienda privata sembra che qualcosa non vada, come ha messo in luce il programma “Le Iene”. Il diretto interessato smentisce e, ovviamente, tutto è da dimostrare ma di sicuro non “si muove foglia” senza una base di verità e le voci non nascono dal nulla. Staremo a vedere, quel che è certo che nella vicina Reggio non possono certo vantarsi di un presidente che economicamente e moralmente fa tremare i polsi. Tutto il contrario di Floriano Noto, il Signor Floriano Noto. Società solida, stipendi pagati con regolarità ai calciatori e ai dipendenti della sua azienda, nemmeno un minimo brusio sulle sue attività. Lindo, puro, pulito. Capace con tanti sforzi, specie in quest’anno di Covid, di acquistare giocatori e staff tecnico, di allargare la dirigenza, di non far mancare nulla. D’accordo, i risultati non sono arrivati, ma solo sul prato verde perché tutto intorno il presidente Noto ha già vinto. Ha battuto, ad esempio, un Trapani che, nonostante davanti al Catanzaro in classifica due stagioni fa, ora non esiste più, e già solo questo dovrebbe far riflettere. Ma nel caso ancora non bastasse, basti pensare all’elenco di società fallite o quelle che rischiano, che prendono sempre punti di penalizzazione per mancati emolumenti. Come dire meglio “vivacchiare” in C1 che morire per sempre. O essere nell’occhio del ciclone come il presidente Gallo. Anche a lui il destino ha presentato il conto. Da quella famigerata maglietta post derby infatti a qualcuno, anche sullo Stretto, è cominciato a non piacere. In molti i piedi se li sono lavati ma la puzza si sente ancora e invece di dormire hanno aperto gli occhi. La stessa cosa che dovrebbero fare i criticoni in giallorosso, capace da oltre 30 anni di chiedere a tutti di andarsene, salvo poi richiamare quegli stessi uomini quando il malato sta morendo come succedeva praticamente sempre con il presidente Albano. Anche lo stesso Noto veniva chiamato in causa ogni qualvolta c’era una crisi societaria e ora che è al posto di comando, chi lo implorava lo vorrebbe mandare via. “Contestatore vattene” verrebbe da dire. Dove? Beh, un’idea ce l’avremmo ma, siccome siamo educati, lo mandiamo a Reggio Calabria dove, dopo essersi lavati i piedi e andati a dormire sono risvegliati, loro malgrado, da un antipatico Gallo.

Foto: Romana Monteverde /US Catanzaro 1929


Commenti

5 risposte a “Gallo, qui qualcosa puzza (e non sono i piedi) e allora 10,100,1000 Floriano Noto”

  1. Avatar Giuseppe mauro
    Giuseppe mauro

    Bravo ottimo articolo dice per intero la verità. Un grazie di cuore al presidente Noto

  2. Avatar francesco
    francesco

    E vabbè andiamo a fanReggioCalabria,sulla solidità e serietà del gruppo Noto non c’è dubbio, ma insomma alzi la mano ✋ il tifoso che dopo 4 anni di gestione s’aspettava ancora di vivacchiare in C.io credo che con l’avvento alla presidenza del Catanzaro, il gruppo Noto abbia guadagnato ulteriore visibilità,secondo me poi utile anche in termini di fatturato.Poi certo non è detto che la promozione la conquisti subito però quantomeno ci si poteva aspettare d’assistere ad uno spettacolo migliore, che non contemplasse Casoli,Contessa ed altri anchilosati,ed una programmazione migliore,ma come continuiamo a vedere le mosse societarie (sul mercato in particolare) sono sempre in ritardo….

  3. Avatar Andrea Bressi
    Andrea Bressi

    Io dico a tutti i tifosi giallorossi (i veri tifosi) nn quelli che ogni domenica fanno gli allenatori e sanno solo criticare, di tenerci molto stretta questa società e sosterla …con questi tempi che corrono, e di dire NOTO resta , resta nn vattene.
    Grazie presente e sempre forza CZ. Nel bene e nel male ????????♥️????♥️????♥️

  4. Avatar Eugenio
    Eugenio

    Voglio, per una volta, parlare d’altro: puzzano i piedi del Gallo, bene! Ma la puzza di bruciato sale alta dallo stretto fino a Catanzaro, fino alla nostra clinica S.Anna (dove. sono stato operato qualche anno fa). Stanno cercando di rubarcela i reggini!!!!!!!!. Così ci faranno di nuovo le scarpe: dopo la serie B si prenderanno la cardiochirurgia. Chissà…..ma il commissario alla sanità non è di RC? Honny soi qui mal y pense

  5. Avatar ALESSANDRO MANCUSO
    ALESSANDRO MANCUSO

    Ottimo articolo, condivisibile in pieno.

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