16 Gennaio 2021

Esclusiva – mr Calabro si racconta a viso aperto. E tira le orecchie al presidente Noto.

scritto il: lunedì, 07 Dicembre 2020 - 20:31

Quarto posto in classifica, 22 punti il Catanzaro sta disputando il suo onesto campionato con la consapevolezza di potersi e doversi migliorare. Non è mai facile realizzare i desideri, figuriamoci nel calcio. E lo sa bene mr Calabro alla sua prima esperienza sulla panchina dell’U.S. Catanzaro, una esperienza già piena di gioie e dolori, perché Catanzaro è una piazza assai difficile, molto esigente.

Tracciamo un primo bilancio dalla viva voce del protagonista, mr Antonio Calabro.

Mister a quattro mesi di distanza proviamo a tirare un consuntivo di questa esperienza, Catanzaro calcistica è come l’aveva immaginata?

“Assolutamente si, esigente, innamorata della sua squadra di calcio, con una grande passione ed altrettanta passione. Tutte caratteristiche che sono comuni a chi ha alle spalle una grande tradizione ed ambisce di potersi migliorare”.

Lei in diverse situazioni, in queste prime 14 giornate di campionato è già stato oggetto di qualche critica. Anzi c’è già chi l’avrebbe sollevata dall’incarico.

“Fa parte del gioco del calcio, cosi come lo sono gli applausi lo sono anche le critiche, anche se feroci. Chi sceglie di fare questo mestiere mette in preventivo a cosa va incontro”.

Le trova esagerate?

“Rispetto il punto di vista di tutti, il confronto mi piace ed aiuta a migliorarsi, a volte mi capita di essere critico con me stesso e con la squadra, ed una critica la faccio anche io a viso aperto, dobbiamo soprattutto migliorare ed essere bravi nella gestione del risultato quando passiamo in vantaggio. Ad esempio, contro la Turris è riaccaduto che sul 2-1 abbiamo permesso a loro di prendere coraggio, e crearci qualche problema. Sono cose che non devono succedere”

Se tornasse indietro accetterebbe la panchina del Catanzaro?

“E’ una panchina che non si può rifiutare, anzi ne approfitto per chiarire un concetto che credo che sia un po’ stato travisato. Nella conferenza post Bari ho detto che nessuno mi aveva mai chiesto di venire a Catanzaro per arrivare primo. Sento il dovere di doverlo approfondire questo passaggio perché qualcuno ha tentato di far passare un messaggio che non corrisponde al vero.

Ho accettato con entusiasmo di venire a Catanzaro sulla base di un progetto biennale, buttando le basi nel primo anno in un’ottica di una costruzione solida che ci proponesse degli obiettivi importanti nel biennio, non arrivare primo non significa rinunciare a vincere e non voler arrivare a vincere. So benissimo dove sto allenando e le apirazioni che nutre la piazza sono identiche a quelle del sottoscritto, della proprietà, della dirigenza e della squadra”.

Un nuovo percorso di ricostruzione porta sempre a doversi misurare con degli ostacoli, come reputa il cammino del Catanzaro in queste 14 giornate?

“Sono soddisfatto, ma sono anche consapevole che avremmo potuto avere qualche punto in più. Sull’economia della classifica pesano i due punti persi in casa con il Palermo, come pure qualcosa in più avremmo potuto ottenere dalla trasferta di Caserta. Non ho invece rimpianti sulla prima giornata in quel di Potenza dove ci siamo presentati con una squadra ancora lontana dall’assetto definitivo”.

Nel bene e nel male le riconosciamo di averci sempre messo la faccia assumendosi in pieno le responsabilità, ad esempio nella sconfitta di Terni. Sei le fosse il presidente del Catanzaro ci dica un motivo per cui Calabro potrebbe essere esonerato o tenuto al suo posto.

“Sinceramente non so come rispondere, non sono il presidente del Catanzaro, come ha detto lei ci metto sempre la faccia per il lavoro che sono chiamato a fare. Ho la fortuna di avere a disposizione una squadra fatta da uomini per bene e di professionisti capaci, mi limito a questo, tenendo lontano la squadra dalle pressioni esterne, preferisco caricarmi le critiche sulle mie spalle quando le cose non girano per il verso giusto”.

Come dire se a Catanzaro piove è per colpa di Calabro?

“Più o meno il concetto è questo… Fa parte del mestiere dell’allenatore”

In casa il Catanzaro viaggia con una media promozione, fuori casa avviene il contrario, da cosa dipende?

Vuol dire che dobbiamo continuare ad impegnarci sempre di più nel lavoro, a volte non ci riesce di mettere in pratica quello che in settimana prepariamo durante gli allenamenti, accade sia per demerito nostro che per merito degli avversari. Ma sono ottimista perché abbiamo ottimi margini di crescita”.

E’ soddisfatto dell’organizzazione societaria?

“Soddisfattissimo, ho un rapporto quotidiano sia con il presidente che con i direttori Foresti e Cerri, l’obiettivo comune è quello di migliorarci giorno dopo giorno e raggiungere obiettivi importanti”

Quello che è stato fatto in sede di calcio mercato l’ha soddisfatta?

“Certo, abbiamo una rosa competitiva, con dei giovani di prospettiva interessante che quando chiamati in causa portano il loro contributo importante. Uno su tutti Evan’S, vuol dire che qualcosa di buono la stiamo facendo anche noi a Catanzaro, dobbiamo solo essere bravi a non bruciarli”.

Tra poco più di tre settimane riaprono i battenti del calcio mercato, come si muoverà il Catanzaro?

 “Io mi occupo dell’aspetto tecnico in campo. preferisco concentrarmi sulle restanti partita che ci separano dalla prossima sezione di calcio mercato, chi si occupa della gestione del calcio mercato sa già come e in cosa intervenire al momento opportuno”.

Ci tolga una curiosità, ha avuto modo di assaggiare il piatto tipico catanzarese, “u  Morzeddhu”?

“No, mi sono perso qualcosa?”

Diremmo di si… è comunque una mancanza grave da parte della società, vogliamo tirare le orecchie al presidente Noto?

“Assolutamente si, tiriamo le orecchie al presidente Noto, però allo stesso tempo gli dò una attenuante che è riconducibile alla situazione del lockdown che non ci ha permesso di vivere la città ed i tifosi a braccia aperte. Spero quindi che il “Morzeddhu” quanto prima posso mangiarlo in compagnia di tutta la tifoseria del Catanzaro festeggiando qualcosa di bello”.

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