16 Gennaio 2021

Catanzaro: un calendario pazzesco come grande alleato fino alla conclusione del campionato.

scritto il: martedì, 01 Dicembre 2020 - 14:56

Dal “ci vo a punta” a “u manicu on bala”, ovvero “Serve un attaccante” il leitmotiv degli anni passati fino a giungere ai giorni nostri dove il tema ricorrente è quello riconducibile al tecnico “Non è l’allenatore adatto”.

La sconfitta di Bari ha lasciato strascichi accentuando un disagio che parte della piazza ripone nel tecnico Calabro ritenendolo inadeguato.

Questa volta il tecnico giallorosso i guai è andato a cercarseli con l’atteggiamento rinunciatario adottato a Bari. Una interpretazione della gara che non è piaciuta a nessuno.Le critiche all’operato del mister questa volta ci stanno tutte, sono sacrosante e condivisibili. Il Catanzaro aveva tutte le carte in regola per giocarsela a viso aperto al “San Nicola” non l’ho ha fatto per “scelta” del tecnico e per niente convincono le sue dichiarazioni al termine dei 90 minuti.

Questa volta Calabro non ha attenuanti, né intendiamo fornirgliene né può farsi scudo sulle spalle della squadra. Perdere a Bari, che comunque non è una squadra di Marziani, può anche starci, perdere per aver rinunciato a giocare è invece inaccettabile per un squadra come il Catanzaro che ha elementi di categoria e che non hanno nulla da invidiare a nessuno.

Perdere non fa piacere a nessuno figuriamoci ad una piazza come questa. La distanza tra la frustrazione e la razionalità si assottigliano a tal punto da diventare taglienti come un rasoio. E si fanno danni seri capaci di generare ferite insanabili. E la storia recente lo insegna proprio (caso del destino) con lo sconclusionato allontanamento nella scorsa stagione di mr Gaetano Auteri oggi sulla panchina del Bari.E si badi bene che Auteri non è andato ad allenare in Bisceglie (con tutto il rispetto) qualsiasi ma è andato sulla panchina di una squadra e società importante che si chiama Bari.

Torniamo in casa nostra e cerchiamo di vedere le cose da una prospettiva diversa non perdendo di vista quello che il campionato può ancira darci. Il cammino è ancora lungo e malgrado la Ternana è ad una distanza che sembra incolmabile al Catanzaro si presenta una grossa occasione aiutato da un calendario abbastanza agevole può risalire posizioni velocemente.

Un calendario che per le Aquile può essere un grosso alleato in più. E potrà esserlo da qui a fine campionato.

Procediamo per gradi.

Da qui alla fine del girone di andata mancano sei giornate al termine, 3 gare in casa e 3 in trasferta e ad eccezione della Turris che proprio domenica arriva al Ceravolo le altre cinque gare sono tutte con avversarie di modesta caratura che viaggiano alle spalle delle Aquile con l’ostacolo più ostico nella trasferta di Catania il 23 dicembre che segnerà il passo alla pausa natalizia. Alla ripresa del 10 gennaio sarà la Viterbese a presentarsi al Ceravolo per chiudere poi il girone sei giorni più tardi a Monopoli.

Anche il girone di ritorno sorride alle Aquile si apre il 24 gennaio ospitando il Potenza per osservare poi un turno di riposo per il ritiro del Trapani. Ma non è tutto, il girone di ritorno mette il Catanzaro nella condizione di disputare due gare in più al Ceravolo tra cui le due consecutive con Ternana e Avellino cosi come il Bari che dovrà venire a giocare a Catanzaro.

Un calendario davvero incredibile, un grande alleato per il Catanzaro una occasione più unica che rara che può imprime una svolta importante alla stagione. È vero che le partite bisogna giocarsele tutte fino alla fine ma non vorremmo che poi un un atteggiamento troppo prudente ci faccia rivivere quello che abbiamo visto a Bari. Rispetto per tutti timore per nessuno!

Dopo 13 giornate crediamo che siano state più che sufficienti per far capire a Calabro pregi e difetti sia personali che collettivi. Ha tutte le carte in regola per svoltare la stagione, cominciando a battere già da domenica prossima la Turris.

Foto :Romana Monteverde /US Catanzaro 1929

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