Catanzaro: un calendario pazzesco come grande alleato fino alla conclusione del campionato.

Dal “ci vo a punta” a “u manicu on bala”, ovvero “Serve un attaccante” il leitmotiv degli anni passati fino a giungere ai giorni nostri dove il tema ricorrente è quello riconducibile al tecnico “Non è l’allenatore adatto”.

La sconfitta di Bari ha lasciato strascichi accentuando un disagio che parte della piazza ripone nel tecnico Calabro ritenendolo inadeguato.

Questa volta il tecnico giallorosso i guai è andato a cercarseli con l’atteggiamento rinunciatario adottato a Bari. Una interpretazione della gara che non è piaciuta a nessuno.Le critiche all’operato del mister questa volta ci stanno tutte, sono sacrosante e condivisibili. Il Catanzaro aveva tutte le carte in regola per giocarsela a viso aperto al “San Nicola” non l’ho ha fatto per “scelta” del tecnico e per niente convincono le sue dichiarazioni al termine dei 90 minuti.

Questa volta Calabro non ha attenuanti, né intendiamo fornirgliene né può farsi scudo sulle spalle della squadra. Perdere a Bari, che comunque non è una squadra di Marziani, può anche starci, perdere per aver rinunciato a giocare è invece inaccettabile per un squadra come il Catanzaro che ha elementi di categoria e che non hanno nulla da invidiare a nessuno.

Perdere non fa piacere a nessuno figuriamoci ad una piazza come questa. La distanza tra la frustrazione e la razionalità si assottigliano a tal punto da diventare taglienti come un rasoio. E si fanno danni seri capaci di generare ferite insanabili. E la storia recente lo insegna proprio (caso del destino) con lo sconclusionato allontanamento nella scorsa stagione di mr Gaetano Auteri oggi sulla panchina del Bari.E si badi bene che Auteri non è andato ad allenare in Bisceglie (con tutto il rispetto) qualsiasi ma è andato sulla panchina di una squadra e società importante che si chiama Bari.

Torniamo in casa nostra e cerchiamo di vedere le cose da una prospettiva diversa non perdendo di vista quello che il campionato può ancira darci. Il cammino è ancora lungo e malgrado la Ternana è ad una distanza che sembra incolmabile al Catanzaro si presenta una grossa occasione aiutato da un calendario abbastanza agevole può risalire posizioni velocemente.

Un calendario che per le Aquile può essere un grosso alleato in più. E potrà esserlo da qui a fine campionato.

Procediamo per gradi.

Da qui alla fine del girone di andata mancano sei giornate al termine, 3 gare in casa e 3 in trasferta e ad eccezione della Turris che proprio domenica arriva al Ceravolo le altre cinque gare sono tutte con avversarie di modesta caratura che viaggiano alle spalle delle Aquile con l’ostacolo più ostico nella trasferta di Catania il 23 dicembre che segnerà il passo alla pausa natalizia. Alla ripresa del 10 gennaio sarà la Viterbese a presentarsi al Ceravolo per chiudere poi il girone sei giorni più tardi a Monopoli.

Anche il girone di ritorno sorride alle Aquile si apre il 24 gennaio ospitando il Potenza per osservare poi un turno di riposo per il ritiro del Trapani. Ma non è tutto, il girone di ritorno mette il Catanzaro nella condizione di disputare due gare in più al Ceravolo tra cui le due consecutive con Ternana e Avellino cosi come il Bari che dovrà venire a giocare a Catanzaro.

Un calendario davvero incredibile, un grande alleato per il Catanzaro una occasione più unica che rara che può imprime una svolta importante alla stagione. È vero che le partite bisogna giocarsele tutte fino alla fine ma non vorremmo che poi un un atteggiamento troppo prudente ci faccia rivivere quello che abbiamo visto a Bari. Rispetto per tutti timore per nessuno!

Dopo 13 giornate crediamo che siano state più che sufficienti per far capire a Calabro pregi e difetti sia personali che collettivi. Ha tutte le carte in regola per svoltare la stagione, cominciando a battere già da domenica prossima la Turris.

Foto :Romana Monteverde /US Catanzaro 1929


Commenti

4 risposte a “Catanzaro: un calendario pazzesco come grande alleato fino alla conclusione del campionato.”

  1. Avatar Saverio Mirarchi
    Saverio Mirarchi

    Inutile fare voli pindarici e studi di calendari. Fin quando un allenatore continua a parlare di partite ostiche (che segnale manda alla squadra), anche prima di affrontare l’ultima della classe, la Cavese in casa, invece di dire ai suoi che noi siamo il Catanzaro e che la partita va chiusa subito, non vedo spiragli per questo Catanzaro. Dove saremmo, adesso, se contro la Cavese Risolo non avesse trovato il jolly dai 25 metri? Non abbiamo una squadra che martella l’avversario, che impone il gioco. Non abbiamo la mentalità di aquadra forte. Sopratutto questa squadra non ha una sua identità di gioco. Spero, con tutto il cuore, di sbagliarmi ma Calabro non è adatto a guidare il Catanzaro. A me non sono mai piaciuti i calcoli in campo, i tatticismi esasperati. Il calcio è uno sport semplice: per vincere devo mettere la palla in rete e per farlo devo attaccare l’area avversaria. Tutto ciò, nel Catanzaro di oggi, non lo vedo.

  2. Avatar francesco
    francesco

    Allora indipendentemente dal valore di Calabro (che anch’io ho criticato per l’atteggiamento di Bari o i cambi sbagliati),ogni anno arriviamo in questo periodo e comincia il tiro all’allenatore.E’ evidente che sbagliamo obiettivo.Il mio pensiero è già “Noto” percui non lo ripeto,ma decidiamo ,tifosi, giornalisti, opinionisti,se vogliamo continuare a stagnare in serie C o
    crescere e cercare una possibilità diversa di fare calcio.Ora può essere che chi succederà a questo presidente,farà anche peggio ma com’è fatale prima o poi avverrà un cambio di proprieta’,nessuno è eterno,ed allora il potere che hanno appunto,tifosi giornalisti ,opinionisti ,è di fare accadere la cosa o prima o dopo,perché come ben sappiamo se le categorie succitate, decidono che non gradiscono più il presidente di turno,questo per forza di cose dovrà abbandonare.Altrimenti continuiamo a farci ridere dietro dai nostri dirimpettai…UN PO’ D’ORGOGLIO CAZZO!!!

  3. Avatar Giuseppe
    Giuseppe

    Non sono sorpreso dell’atteggiamento del Catanzaro a Bari, si sono incontrate due filosofie, una, quella di Auteri, votata al calcio offensivo, l’altra, quella di Calabro, prima non prenderle, dai e dai, alla fine la palla è entrata nella porta giallorossa. D’altronde è quello che ha voluto questa proprietà!!!!

  4. Penso che purtroppo bisognerebbe osare di piú perchè abbiamo un organico importante, non discuto la preparazione, la correttezza, la bela persona che é il mister ma purtroppo gli manca l’elasticitá di capire che la sua idea di gioco che ha inculcato alle Piazze di Viterbo eFrancavilla non vá per nulla bene e non incalza con la Piazza di Catanzaro e tanto meno a questa ottimo squadra che ha a disposizione. Se hai una piccolo Cinquecento mi metti in terza corsia a DC in autostrada, se hai un Ottimo BMW ti metti nella corsia di sx e cerchi di capire come attaccare/superare chi ti stá davanti. Grazie Carlo di Monza

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