Le bordate di Palanca sulla sanità:“Gaudio che errore, mia moglie scenderebbe anche domani. Gino Strada scelta giusta”

scritto il: mercoledì, 18 Novembre 2020 - 18:03

“Per una sanità messa all’angolo, Palanca commissario”: lo slogan c’è, la disponibilità di O’Rey pure e soprattutto sua moglie “scenderebbe a Catanzaro anche domani”. Ci scherza su direttamente Massimè, contattato dal programma radiofonico della rai “Un giorno da pecora”. A intervistarlo i conduttori Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, con tanto di cravatta giallorossa (forse non volutamente). Palanca, presentato ironicamente come “il più forte giocatore della storia”, ricorda il suo passato sul campo, i gol dalla bandierina e tutto quello che alle latitudini giallorosse si conosce del calciatore. Ma stavolta c’è di più. Perché il tono leggero si fa serio quando a Palanca viene chiesto un parere su quella che è la sua regione adottiva e sul momento che sta passando. O’Rey dimostra di essere un grande anche in questa occasione: “la decisione di Gaudio di non venire mi da fastidio. Per la motivazione data, poi, mi dispiace perché la Calabria va conosciuta a fondo prima di giudicarla”. E Palanca la conosce benissimo tanto che “ho grandi affetti e migliori amici e anche mio figlio è nato a Catanzaro, mia moglie ci verrebbe anche domani: Gaudio ha fatto un grosso errore”. Un errore invece non sarebbe Gino Strada, “uno per cui parlano i fatti”. Così come i fatti han sempre parlato per Palanca che, a un carattere taciturno, rispondeva con prestazioni e gol da urlo. Quelle prestazioni e quei gol che per anni sono stati “la migliore medicina” per la Regione e che per questo, scherzosamente, ha spinto qualcuno davvero a proporre Palanca commissario alla Sanità. Nel calcio in cui spesso si insigniscono i calciatori di titoli quali sindaco o ministro, il Re di Catanzaro sarebbe disposto a scendere di livello e diventare un “semplice” commissario. Più facile questo o fare tre gol alla Roma? Si scherza e ci sta, ma la questione è seria. Anche per questo le parole di Palanca – anche quando dice che “sono anni che è così” – risultano bordate potenti come le sue punizioni, parabole taglienti come i suoi calci d’angolo. In quelli c’era anche la complicità di “portieri non tanto svegli”, peccato solo che oggi i portieri si siano trasformati in commissari e politici e solo chissà come batterli ce ne può sbarazzare. Palanca commissario, peccato sia solo un gioco alla radio.

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