U.S. Catanzaro: da “u palluni” al calcio la rivoluzione è dura

scritto il: sabato, 05 Settembre 2020 - 14:02

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Urge un intervento di rinnovazione molto più approfondito e serio di quanto si possa immaginare per fare calcio a Catanzaro. Non basta solo intervenire a livello tecnico sulla squadra l’impressione è quella che il rinnovamento vada anche e soprattutto indirizzato a chi ritiene di avere doti innate da considerarsi presidente, direttore sportivo e allenatore. Un tutt’uno da sballo!
Questa città ha la fortuna di avere questi grandi talenti ed invece di tendergli una mano si accontenta di lasciarli allo sbando nella rete dei social a dispensare lezioni di managerialita di calcio.
Catanzaro città è una città ingrata, l’U.S. Catanzaro è una società sorda e cieca da non saper raccogliere questa grande occasione.
Che dire poi di quei giornalisti che attraverso i social, autori di una importante testata online, si autoproclamano portatori di verità assoluta invitando la gente che dopo il 5 ottobre sapranno “almeno” quale testata leggere!
Che “giornalismo” di basso profilo! Soprattutto se consideriamo che 3/4 quarti dello staff della comunicazione dell’U.S. Catanzaro sono giornalisti di quella testata. Nulla contro la testata anche perché e soprattutto dovrebbe essere lo stesso autore di alcuni post a portare per prima rispetto ai suoi colleghi di redazione.
Non si offenda il presidente Noto se lo etichettiamo come il peggior presidente dell’Uesse nella comunicazione. I suoi interventi hanno sempre fatto venire la depressione e in alcuni casi l’hanno anche accentuata. Ed è un peccato per uno che nella scorsa stagione ha speso la bellezza di 5 milioni di euro per essere poi dato in pasto da colui che in quel piatto ci ha mangiato e di colui che si vantava che la sua conferma per la tifoseria giallorossa sarebbe stata peggio della notizia del Covid 19.
Se lei caro presidente, pensava che un certo tipo di comunicazione potesse essere recepita e compresa ha davvero toppato.
Per non parlare poi dell’ingaggio di Foresti e Cerri che parlando di Calcio lo chiamano Calcio e non “u palluni”. Ma come lei sia potuta venire una così scellerata idea in testa soprattutto in una situazione in cui ci son ben 21 tesserati di cui la metà percepiscono cifre faraoniche per la categoria e che oggi da Catanzaro non se ne vogliono andare perché non sono così talmente scemi per cambiare aria in società, anche importanti che quegli stipendi non glie li vogliono dare.
Lei presidente di errori ne ha fatti a vagonate, soprattutto fidandosi di chi le ha fatto credere che il calcio si facesse con due soldi e poi le ha fatto spendere cinque volte di più!
Ora intende porre rimedio affidandosi a due direttori che alla piazza parlano in maniera chiara ed inequivocabile, che parlano senza vendere fumo, che dicono di puntare all’obiettivo di finire nei prime tre. Certezza che ad ogni modo nessuno ti potrà mai dare.
Si chiara una cosa Riggio e Salines non possono essere comunque gli obiettivi massimi su cui fare affidamento, questo per scansare il campo a chi possa pensare che noi così ci possiamo sentire appagati e soddisfatti.
Questa è una stagione molto complessa in sede di calcio mercato, soldi da buttare non ne ha neanche il Bari di De Laurentis e diverse operazioni si concluderanno al fotofinish.
Il nostro pensiero è chiaro da diverso tempo, non facciamo il processo alle intenzioni e non lo faremo neanche alla chiusura del calcio mercato. Aspettiamo che sia il campo, unico giudice supremo, ad emettere il verdetto. Ma di certo non apparteniamo a quella schiera di opinionisti che sono pronti a remare contro pur di poter dare ego al loro “lo avevo detto io”. Le nostre posizioni sono state e saranno sui fatti e non sono mancate le occasioni in cui da queste colonne sono arrivate le critiche più feroci sia alla proprietà che alla dirigenza.
Parafrasando ad una famosa citazione di Massimo D’Azeglio possiamo dire “fatta la squadra poi bisogna fare il contorno” perché la rivoluzione del passaggio da “u palluni” al calcio sarà ardua

Foto: Romana Monteverde /US Catanzaro 1929

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