U.S. Catanzaro: Foresti-Cerri un marchio di qualità con il sigillo di Noto di stampo Calabro

E’ giunta al termine la settimana che ha incastrato le varie tessere del puzzle giallorosso, sistemati i quadri dirigenziali con l’innesto di Diego Foresti nel ruolo di Direttore Generale e con Massimo Cerri come Direttore Sportivo è stata poi la volta dell’allenatore Antonio Calabro. Ogni cosa al suo posto per quello che si vede all’esterno, ma c’è ancora tanto da fare in profondità e da lunedi si torna a lavoro per proseguire l’opera di rinnovamento organizzativo che in via definitiva darà un taglio netto alle gestioni passate.

Il Direttore Generale Diego Foresti ha dalla sua il carisma e le competenze necessarie per rimettere ordine in un apparato organizzativo in grado di assestare la società sui giusti binari di quella che dovrebbe essere una società di calcio che vuole fare le cose per bene partendo appunto dall’organizzazione. Ma per riuscire nella missione la società deve comunque metterlo nelle condizioni ottimali investendolo dei giusti  poteri di autorità e la porta della presidenza dovrà rimanere chiusa a chi si sentirà tagliato fuori. Il presidente Floriano Noto sembra voler davvero proseguire su questa strada, che poi a pensarci bene, ai più attenti osservatori non sarà sfuggito che di fatto è il progetto iniziale con cui lo stesso Noto aveva iniziato la sua avventura alla guida dell’Uesse partendo con il duo Maglione-Doronzo che per quanto possano essere sembrate scelte discutibili erano comunque due uomini di calcio smontati e rimossi sotto la pressione dei “consiglieri”.  Non bisogna infatti dimenticare che all’insediamento della Holding Noto, lo stesso presidente parlava di un progetto Catanzaro che si sarebbe dovuto costruire sulla falsa riga del modello Atalanta. Ma Catanzaro scalpita per ritornare nel calcio che conta e lo fa nella maniera sbagliata bruciando progetti, uomini ed idee costruttive lasciando posto a venditori di fumo.

Significativo il passaggio del Direttore Sportivo Massimo Cerri nel corso della sua presentazione “Se vogliamo arrivare in Serie B dobbiamo prima costruire una base solida che ci permetterà poi di mantenerla o perché no migliorarla”. Un pensiero che condividiamo totalmente, e non poteva essere diversamente perché partorito con la giusta razionalità ed intelligenza doti che il buon Cerri ha dimostrato di avere nelle prime due uscite pubbliche. Non una parola fuori posto, nessuna presunzione di arrogarsi scelte e diritti a fronte di una scala gerarchica che ha in Foresti il direttore di orchestra.

Una accoppiata che ci sembra bene assortita, nessuno ruba la scena all’altro, si va avanti in sinergia con responsabilità e con la consapevolezza che il lavoro da fare è tanto e in alcuni casi magari si scontrerà con la stessa diffidenza del patron Noto che sappiamo essere una prerogativa che gli appartiene.

Un Catanzaro quello prossimo, che sarà di stampo Calabro, quello del mister che per idee e temperamento chiude bene l’assortimento e pone l’accento su un passaggio fondamentale “del calciatore prima di tutto guardo l’aspetto dell’uomo e poi quello tecnico”,  e per le cose dette, viste e sentite negli ultimi 30 mesi sembra essere quello ci vuole.

Chiusa la triade Foresti-Cerri-Calabro la stessa ora dovrà essere messa in condizione di lavorare serenamente con i mezzi che più ritiene soddisfacente per il raggiungimento degli obiettivi, è questo il compito di Foresti che già da lunedi dovrà rimboccarsi le maniche escludendo tutto ciò che può essere deleterio, soprattutto se residui di passate gestioni organizzative/tecniche.  

Noi guardiamo con tanta fiducia ed ottimismo al nuovo corso. Avanti Catanzaro!


Commenti

5 risposte a “U.S. Catanzaro: Foresti-Cerri un marchio di qualità con il sigillo di Noto di stampo Calabro”

  1. Avatar Salvatore Panetta
    Salvatore Panetta

    Condivido appieno l’articolo del Dr. La Cava. Nella conferenza stampa c’è stato un discorso da uomini prima di tutto e un parlare di obbiettivi coi piedi per terra,un cambiamento col passato,adesso c’è aria nuova,si respira calcio vero, come sarebbe stato giusto farlo,come Catanzaro merita,abbiamo sempre masticato calcio a Catanzaro più di quanto dovevamo,abbiamo dato lustro e competenze,correttezza nei tifosi e calore per la maglia, le illusioni di qualcuno hanno scatenato diatribe insormontabili portando verso l’ opposto del buon vivere e socializzare,non remando nella giusta direzione. Chi ben comincia è a metà dell’opera, e il buongiorno si vede dal mattino, se son rose fioriranno…..Dobbiamo crederci, potrebbe essere la volta buona.

  2. Avatar MASSIMO LABATE
    MASSIMO LABATE

    Rimane il fatto che la Reggina in un anno éandata in B investe do su calciatori con la C

    1. Avatar Salvatore Panetta
      Salvatore Panetta

      Anche la Reggiana è andata in B ma con meno soldi,bisogna investire e fare gli acquisti giusti al giusto prezzo,è inutile compra calciatori tutto fumo e niente arrosto,spendendo una cifra e mantenerli per passeggiare in campo e fuori…..almeno su questo penso sarete d’accordo.Mi piacerebbe che quest’anno il Catanzaro salisse in serie B con un squadra mite ma piena di uomini,quanti saranno le persone a criticare ?

  3. Avatar Antonio da Castrovillari
    Antonio da Castrovillari

    Finalmente uomini giusti al posto giusto e con tanto entusiasmo di poter lavoarare in una societa’ vera e blasonata come quella del Catanzaro. Tanti gia’ giudicano l’operato della societa’, ma questo allenatore mi sembra uno con le idee chiare ed esaltato al punto giusto per essere nel Catanzaro. Che nn fa’ male. Forza Aquile.

  4. Avatar Giuseppe
    Giuseppe

    Ogni fidanzamento è sempre bello all’inizio, bisogna aspettare per dare giudizi, qui si parla di uomini, nel gioco del calcio ci vuole molto di più, e siccome non ho la memoria corta ricordo che lo scorso anno davano favorite, reggina, Bari, ternana, Catania e il giudizio di basava sui calciatori, sulle rose sulla struttura societaria, la reggina era favorita perché ha speso molto, calciatori importanti presidente che ha voluto subito la b, il Bari per poco non l’ha seguita e veniva dalla d, il Monza era strafaforito, infatti…..sono dubbioso non mi ispirano parole dettate dalle circostanze, spero di sbagliarmi e che la triade faccia veramente il miracolo. Forza giallorossi!!!!

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