5 Marzo 2021

U.S. Catanzaro: Foresti-Cerri un marchio di qualità con il sigillo di Noto di stampo Calabro

scritto il: sabato, 08 Agosto 2020 - 08:49

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E’ giunta al termine la settimana che ha incastrato le varie tessere del puzzle giallorosso, sistemati i quadri dirigenziali con l’innesto di Diego Foresti nel ruolo di Direttore Generale e con Massimo Cerri come Direttore Sportivo è stata poi la volta dell’allenatore Antonio Calabro. Ogni cosa al suo posto per quello che si vede all’esterno, ma c’è ancora tanto da fare in profondità e da lunedi si torna a lavoro per proseguire l’opera di rinnovamento organizzativo che in via definitiva darà un taglio netto alle gestioni passate.

Il Direttore Generale Diego Foresti ha dalla sua il carisma e le competenze necessarie per rimettere ordine in un apparato organizzativo in grado di assestare la società sui giusti binari di quella che dovrebbe essere una società di calcio che vuole fare le cose per bene partendo appunto dall’organizzazione. Ma per riuscire nella missione la società deve comunque metterlo nelle condizioni ottimali investendolo dei giusti  poteri di autorità e la porta della presidenza dovrà rimanere chiusa a chi si sentirà tagliato fuori. Il presidente Floriano Noto sembra voler davvero proseguire su questa strada, che poi a pensarci bene, ai più attenti osservatori non sarà sfuggito che di fatto è il progetto iniziale con cui lo stesso Noto aveva iniziato la sua avventura alla guida dell’Uesse partendo con il duo Maglione-Doronzo che per quanto possano essere sembrate scelte discutibili erano comunque due uomini di calcio smontati e rimossi sotto la pressione dei “consiglieri”.  Non bisogna infatti dimenticare che all’insediamento della Holding Noto, lo stesso presidente parlava di un progetto Catanzaro che si sarebbe dovuto costruire sulla falsa riga del modello Atalanta. Ma Catanzaro scalpita per ritornare nel calcio che conta e lo fa nella maniera sbagliata bruciando progetti, uomini ed idee costruttive lasciando posto a venditori di fumo.

Significativo il passaggio del Direttore Sportivo Massimo Cerri nel corso della sua presentazione “Se vogliamo arrivare in Serie B dobbiamo prima costruire una base solida che ci permetterà poi di mantenerla o perché no migliorarla”. Un pensiero che condividiamo totalmente, e non poteva essere diversamente perché partorito con la giusta razionalità ed intelligenza doti che il buon Cerri ha dimostrato di avere nelle prime due uscite pubbliche. Non una parola fuori posto, nessuna presunzione di arrogarsi scelte e diritti a fronte di una scala gerarchica che ha in Foresti il direttore di orchestra.

Una accoppiata che ci sembra bene assortita, nessuno ruba la scena all’altro, si va avanti in sinergia con responsabilità e con la consapevolezza che il lavoro da fare è tanto e in alcuni casi magari si scontrerà con la stessa diffidenza del patron Noto che sappiamo essere una prerogativa che gli appartiene.

Un Catanzaro quello prossimo, che sarà di stampo Calabro, quello del mister che per idee e temperamento chiude bene l’assortimento e pone l’accento su un passaggio fondamentale “del calciatore prima di tutto guardo l’aspetto dell’uomo e poi quello tecnico”,  e per le cose dette, viste e sentite negli ultimi 30 mesi sembra essere quello ci vuole.

Chiusa la triade Foresti-Cerri-Calabro la stessa ora dovrà essere messa in condizione di lavorare serenamente con i mezzi che più ritiene soddisfacente per il raggiungimento degli obiettivi, è questo il compito di Foresti che già da lunedi dovrà rimboccarsi le maniche escludendo tutto ciò che può essere deleterio, soprattutto se residui di passate gestioni organizzative/tecniche.  

Noi guardiamo con tanta fiducia ed ottimismo al nuovo corso. Avanti Catanzaro!

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