Condicio sine qua non

scritto il: mercoledì, 05 Agosto 2020 - 16:11

Tempo di lettura: 4 minuti

Dunque, si riparte. Rompendo un silenzio a dir poco indicativo di un disagio comprensibilmente accentuato dopo l’ennesimo KO nei playoff, questa volta per mano della corazzata Potenza, il Presidente Floriano Noto ha di fatto inaugurato ieri, martedì 4 agosto, la nuova stagione agonistica dei giallorossi edizione 2020-21.

Lo ha fatto nel modo più classico ed usuale, cadenzando parole e gesti nonchè sfruttando una conferenza stampa in cui ha tra l’altro presentato le due nuove colonne portanti di una nuova Uesse che, agendo dietro la scrivania ma anche direttamente dentro lo spogliatoio, cercherà di uscire dall’anonimato della terza serie che avvinghia da quasi un trentennio il club: il Direttore Sportivo Massimo Cerri ed il Direttore Generale Diego Foresti.

Novità? Sì, certo.

Prima di tutto perché, per la prima volta da quando Floriano Noto ha ben salde in mano le redine dell’Uesse, si è apertamente parlato di una disponibilità ad aprire a nuovi soci per le cause che tutti ben conosciamo (Covid-19 imperat), annuncio che forse avrà spiazzato i fan talebani del Presidente ma che ci sentiamo di condividere.

Addirittura si è anche parlato di cessione completa del pacchetto azionario qualora le condizioni lo consentissero, con l’entità aziendale del Presidente stesso a fungere da sponsor primario.

Tutto bene quindi se non fosse che a questo punto sorge una domanda spontanea: ma quando il Presidente Noto ha preso la dirigenza e la gestione dell’Uesse qualcuno gli avrà riferito che la Serie C è tendenzialmente una rimessa economica (se non gestita in un ottica di lancio di giovani calciatori per rivenderli a club di A), e che sarebbe stato quindi opportuno puntare subito al salto in Serie B e non attraverso una politica dei piccoli passi?

Perché oggi, inaugurando il quarto anno della Sua Era e pur riconoscendo la lucidità di queste parole, viene istintivo domandarsi se il Presidente avesse fatto bene i propri calcoli, onde evitare esattamente quello che potrebbe già essere accaduto dopo questi tre anni: una naturale perdita d’entusiasmo, oltre economica, alla luce dei risultati deludenti sul campo, checché poi se ne dica.

Pertanto la frase “…E’ chiaro che se nessuno collabora, dobbiamo prendere atto di questa cosa. Ed i nostri obiettivi e le nostre scelte potranno cambiare”, sebbene appaia assolutamente legittima e direi anche logica, non suona certo come una sinfonia di Beethoven per l’ambiente intero!!

Attenzione però.

Prima di fasciarsi la testa senza nemmeno aver preso una botta in testa, non si può rimarcare come le vittorie sul campo dei giallorossi, eccezione fatta per la promozione sul campo nell’ormai mesozoico 2003-04, non sono mai state legate ad ingenti somme denaro (frase di poggiana memoria), semmai a compagini garibaldine, coese e forti mentalmente, in grado di portare il risultato a casa sfruttando altri valori, anche perché quando i favori del pronostico hanno detto “Catanzaro favorita” da tempo a questa parte, le cose sono sempre andate alla pene di segugio!!

E’ perciò molto probabile da quest’anno lo start (come scrivono quelli bravi), di un nuovo “progetto” (non so se ridere o piangere), sperando che questa volta sia quello buono con la vittoria del campionato di Lega PRO senza passare dai playoff, con l’augurio che il Presidente Noto questa volta abbia fatto tesoro degli errori del passato, sfruttando quindi l’esperienza che potrebbe aver rivelato il corretto dosaggio degli ingredienti che servono per apparecchiare una tavola ricca di pietanze alla Master Chef!

L’unica nota dolente è che ad oggi non si sa chi sia il Nocchiero, colui che avrà il maggior peso tecnico sul campo nella gestione della rosa.

Secondo Catanzarosport24.it sarà Antonio Calabro, ex-Viterbese ma questo dato ci preoccupa in modo relativo.

Sì perché è vero che nelle categorie inferiori il peso dell’allenatore cresce in proporzione al campionato che si disputa dalla A in giù.

Ma è anche vero che la bravura di un allenatore è sempre molto relativa (in Lega PRO non allenano i fenomeni se non qualche vecchio lupo di mare attempato o giovani rampanti in rampa di lancio), anzi, semmai molto spesso connessa alla capacità della proprietà/dirigenza presso cui lavora di sostenerlo, aiutarlo, supportarlo ma anche di tenerlo in riga qualora debordasse.

La querelle di Antonio Conte e l’Inter di questi giorni dimostra quanto sia importante un fattore come questo all’interno di una società professionistica sportiva e sui risultati che riesce od ambisce a cogliere!

L’importante è che chiunque salirà sui tre colli in qualità di allenatore abbia ben chiaro cosa voglia fare e soprattutto come debba farlo, sfruttando le new entries come il Direttore Sportivo Massimo Cerri ed il Direttore Generale Diego Foresti.

Nella conferenza di ieri abbiamo ascoltato le solite parole di rito, sinceramente anche un po’ stucchevoli come “Catanzaro, piazza importante” su tutte direi, che alla orecchie dei supporters dell’Uesse suona sempre più come una beffa e non come un encomio.

E che ve ne pare di “Adesso nell’ambiente sanno che a Catanzaro si può fare calcio?”. Questa è la mia preferita nella playlist decennale delle frasi stereotipate e che hanno stancato!!

Non potendo perciò esprimere un parere valoriale su questa coppia essendo nuova di zecca ed essendo il sottoscritto incline a giudicare i fatti che verranno e non il passato, l’augurio che mi sento però di fare e che questi due manager non siano lasciati oppure “abbandonati” a se stessi, semmai a loro volta supportati nel loro lavoro quotidiano con altre figure di tono minore, questo per la legge dei pesi e contrappesi che indicano quanto equilibrio ci sia in un’azienda: dove c’è equilibrio, i risultati si raggiungono meno difficilmente.

Bene dunque, attendiamoci ad ore il nome del nuovo allenatore ed auguriamoci che questo sia VERAMENTE l’anno buono!

Commenti da Facebook