U.S. Catanzaro: Noto: “A volte devi fingerti fesso ma solo per capire dove può arrivare la gente che pensa di essere furba”

scritto il: sabato, 25 Luglio 2020 - 20:18

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“A volte devi fingerti fesso ma solo per capire dove può arrivare la gente che pensa di essere furba”.

Lo abbiamo virgolettato attribuendolo al presidente ma in realtà non ci ha rilasciato nessuna dichiarazione, siamo solo un po’ presuntuosi da interpretare il suo pensiero.. La stessa presunzione e testardaggine che ci ha portati su strade opposte da tutto ciò che è stato scritto in questi giorni sulle intenzioni della famiglia Noto.Abbiamo indagato, scandagliato a fondo isolandoci dal pettegolezzo cittadino creato ad arte da chi avesse interesse a smembrare l’ambiente.La stessa presunzione che per primi ci ha fatto vedere le cose in maniera diversa, quella presunzione che per prima ci ha portati ad anticipare che Logiudice fosse giunto al capolinea, la stessa presunzione che per primi ci ha portati sulla pista di Perinetti. Una alleanza Noto-Perinetti (e non importa se rivestirà una carica in veste ufficiale) che può rappresentare la giusta occasione per il rilancio.Una cosa è certa, Noto a sue spese ha imparato la lezione, il calcio non si improvvisa e non si fa con alcuni soggetti, e a giorni altre figure prenderanno la via dell’addio. C’è da costruire il futuro partendo dalle macerie da un ambiente dilaniato da questi personaggi che con la nostra passione non hanno nulla da spartire. Le vittorie si costruiscono se tutto l’ambiente è sano e non si fa trascinare da dirigenti improvvisati che come obiettivo hanno solo quello di portare a casa lo stipendio. È la natura della loro professione che li porta ad essere “mercenari” per professione. Ai tifosi non è permesso essere mercenari, perché la loro passione e la fede per la squadra del cuore nessun stipendio potrà mai metterle a libro paga.Ma un pensiero vogliamo rivolgerlo anche al presidente. Il calcio è anche passione e come tale va trattato soprattutto se a guidare un club è un imprenditore del posto. Al tifoso non interessa se gli sponsor promessi dalle istituzioni hanno rispettato i patti, soprattutto se la società è in mano ad una forza imprenditoriale così importante. Ora ha l’occasione di fare le cose per bene supportato da chi di calcio ne capisce. In tre anni sotto la sua presidenza il destino è stato beffardo con la tifoseria che ha visto gioire i rivali di Cosenza, Reggio e Crotone. Anche da parte sua serve quella spinta emotiva che non può prescindere dalla passione autentica.

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