Fuori Logiudice, Fhora u Gabbu!

scritto il: giovedì, 23 Luglio 2020 - 09:30

Dunque è arrivata una notizia o meglio, la notizia.

La notizia che sembra impatti in modo perentorio sulle future sorti della causa giallorossa, sorti di un recente e perennemente perdente passato sportivo: Pasquale Lo Giudice non è più il Direttore Sportivo dell’US Catanzaro.

Notizia ufficiale data in pasto alla comunicazione martedì 21 luglio i cui effetti, ci si augura benefici, dovrebbero vedersi a breve, od almeno così si spera.

Perché si spera? Non giriamoci attorno.

Da quando l’US è saldamente in mano al Presidente ing. Floriano Noto, all’incirca da un paio di anni, di parole e buone intenzioni se ne sono sentite tante, sebbene non si sia mai affermato perentoriamente che la promozione in Serie B fosse l’obiettivo primario in questi primi anni della sua gestione.

Del resto, Fhora u Gabbu!!

Comunque sia, i fatti dicono invece che ad oggi l’arrivo della nuova proprietà (a proposito, mi sia consentito un sincero pensiero di vero cordoglio per un altro presidente dell’US purtroppo prematuramente deceduto nei giorni scorsi, Giuseppe Cosentino), abbia generato solo forti illusioni con conseguenti, inevitabili e cocenti delusioni.

Delusioni innescate, o se preferite, agevolate anche da scelte discutibili proprio come, ad esempio, quella di affidarsi ad un DS come appunto Pasquale Lo Giudice.

Una presenza ingombrante, quasi dappertutto a volte, ingaggiato in un mondo di personcine particolari, per usare un eufemismo, come ormai da tanto tempo è diventato il calcio italiano, ove l’unica religione praticante sembra essere non la professionalità verso il team che t’ingaggia bensì il proprio ego, per non scrivere d’altro.

Ormai avviene a qualunque latitudine ed anche in Serie A, pensate solo cosa possa avvenire nelle serie inferiori…

Senza per questo voler insinuare nulla contro l’ormai ex-DS giallorosso, come si può però sperare di essere vincenti con un dirigente così “importante” nella costruzione della squadra e nei rapporti con l’allenatore e del suo staff che s’inserisce in ogni vicenda del quotidiano e con risultati come questi?

Da quando il sottoscritto vive nel mondo della comunicazione sportiva, una cosa del genere l’ha vista o ne ha vissuto in prima persona gli effetti, solo una volta ed in un altro sport: nella pallacanestro, e cinque anni fa per ragioni di classica miopia gestionale della dirigenza, affidare cioè il totale controllo della squadra ad un sol uomo.

Non dirò i nomi dei peccatori né tantomeno quella della squadra coinvolta (anche se chi mi segue con attenzione sul mio sito baskettaro potrebbe intuirlo molto bene…), ma vi dirò che le vicende agonistiche di quel club andarono parecchio male quell’anno, sebbene alla fine sopraggiunse l’happy ending finale con una sudatissima permanenza nella serie A2 Nazionale (equivalente alla Serie B di calcio), non senza ringraziare però un numero imprecisato di santi in paradiso, probabili autori di una salve d’incidenti e malanni fisici ai giocatori della squadra avversaria che giunse letteralmente decimata al match decisivo per le sorti della stagione.

E glisso anche sul fatto che il proprietario di quel sodalizio cestistico sia molto simile all’attuale Presidente Noto quantomeno in termini patrimoniali-economici.

Poi magari sarà anche stata una scelta voluta dal Presidente Noto quella di dare ampio spazio gestionale a Pasquale Lo Giudice, nessuno di noi può saperlo. Intanto son già passati due anni ed in questi due anni di sua gestione come DS il vento che spesso ravviva le giornate in città non ha mica invertito la sua direzione.

Tutto frutto di un operato la cui summa è difficile si possa scriverne in termini squisitamente positivi.

Troppi calciatori, troppi e tra l’altro poco funzionali al gioco di Mister Auteri.

Come se non bastasse, dopo la rivoluzione del mercato di gennaio tanti nuovi arrivati con pochi minuti nelle gambe a causa di infortuni pregressi, quasi fossero “a buon mercato” ed un rapporto con lo staff tecnico a dir poco complesso: insomma un fallimento su tutta la linea!

Ma tornando al mondo del calcio e dell’US, ben venga dunque un nuovo Direttore Sportivo che abbia pieni poteri, augurandosi che voglia arrivare in alto ma che soprattutto possa dedicarsi a tempo pieno alla causa.

Tra l’altro, come da tempo è stato sottolineato da catanzarosport24.it, la persona sarebbe stata già individuata, perciò se ne attende solo l’ufficializzazione.

Vogliamo dargli ancora fiducia a questa US? Ma sì, diamine, auspicandoci anche un assetto differente in società con figure aggiuntive di supporto all’area tecnica come auspicato nel precedente articolo anche se…

…Prima di chiudere (sennò me la menano che scrivo tanto), un sereno auspicio. Mi era parso di aver letto o sentito a mezzo web che aleggiasse sull’US di nuovo l’ombra nefasta e a dir poco mefistofelica di Gianni Improta.

Se così fosse, la domanda sorgerebbe però spontanea: ma è possibile che quando si parla di calcio a Catanzaro possano o (temo) debbano accostarsi sempre e soltanto gli arnesi di un tempo?

Ma che soprattutto il tempo non pare insegni nulla a chi di dovere?

Non dimentico mai le frasi di un certo Massimo Poggi, pochi mesi prima del fallimento della vecchia US, allorquando mi rivolsi a lui a Pescara, facendogli notare pacatamente il mini-disastro che aveva e che stava perpetrando assieme ad un certo Claudio Parente (salvo poco dopo subire una mini-aggressione personale in piena regola in quanto troppo adito alla contestazione in quel periodo):

“Ma cosa volete di più? Vi abbiamo riportato Gianni Improta!!”.

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