Catania Calcio, fallimento sempre più vicino. La situazione

scritto il: giovedì, 16 Luglio 2020 - 16:38

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di Claudio Cutulinewscatania.com

in mattinata è arrivata la notizia che il tribunale di Catania ha dichiarato fallita la società Finaria che detiene il 95% del Catania Calcio e controllava Wind Jet.

Abbiamo chiesto al collega Claudio Cutili di newscatania.com di farci il punto sulla situazione.

Ennesima mattinata travagliata quella vissuta oggi dai tifosi rossazzurri. Come riportato dalla testata giornalistica MeridioNews, stamane è arrivata la sentenza del Tribunale Fallimentare di Catania che ha dichiarato fallita la holding Finaria (già precedentemente in liquidazione, ndr) che detiene il 95,4% del pacchetto azionario del club. La causa in corso con gli eredi del presidentissimo “Massimino” (per alcune somme dovute mai versate) avrebbe giocato un ruolo importante, ma certamente non decisivo: l’altra motivazione riguarderebbe il mancato impegno da parte dei vertici di Finaria nel redigere un piano di rientro richiesto dal Tribunale nell’ambito del concordato preventivo in bianco concesso nel mese di marzo.


Conseguentemente, la decisione potrebbe avere anche dei pesanti strascichi sulla procedura competitiva per la cessione del club, con base d’asta riferibile a 1.304.000 ed apertura delle buste  di tutti i soggetti interessati prevista in data del 23 luglio. La palla adesso, utilizzando un termine del gergo calcistico, passerà ai due curatori fallimentari nominati dal Tribunale, che avranno l’arduo compito di decidere sulla revoca o meno del bando sopracitato entro le prossime 48 ore


A tal proposito, osserva interessata la Sigi (unica S.p.A. ad aver manifestato un interesse concreto per l’acquisizione del pacchetto azionario, nonostante la gravosa montagna di debiti tra titolo sportivo e mutuo di Torre del Grifo, che si è riunita subito dopo aver appreso la notizia nello studio dell’avvocato Augello (rappresentante legale della suddetta società per azioni) per capire come impostare le strategie future: restare in corsa oppure gettare le armi e defilarsi definitivamente? La Sigi, peraltro, era stata già messa a dura prova pochi giorni fa dall’arresto del commercialista Paladino, avvenuto per affari personali, ma che comunque faceva parte del Consiglio d’Amministrazione e ricopriva un ruolo rilevante all’interno dell’organigramma.


E se la procedura competitiva venisse realmente annullata, quali conseguenze si avrebbero nell’immediato? In quel caso il destino del Calcio Catania sarebbe inevitabilmente già segnato: fallimento, perdita della storica matricola 11700 e ripartenza dalla Serie D con una società ex-novo (come accaduto già ad altri club blasonati come Bari, Palermo o Avellino) col titolo sportivo che verrebbe assegnato al miglior offerente tramite bando emanato direttamente dal sindaco Pogliese.

Il Catania, come se non bastasse, non ha adempiuto al pagamento degli stipendi del bimestre aprile-maggio (con la scadenza che era fissata per ieri 15 luglio) e, a fare da sfondo all’intera vicenda extracampo, c’è anche il grosso punto interrogativo legato alla formalizzazione dell’iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro, da effettuarsi irrimediabilmente entro il 5 agosto. Tempi strettissimi e futuro del Catania ormai appeso ad un flebile filo, con la telenovela che sembra davvero essere arrivata ai titoli di coda e di cui nessuno conosce il finale, dolce o amaro che sia.

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