Un commosso saluto al presidente Cosentino

scritto il: martedì, 14 Luglio 2020 - 12:47

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A distanza di 24 ore è ancora forte la commozione per la scomparsa del Presidente Cosentino. E già, il Presidente come ci piace ancora definirlo nonostante siano trascorsi ormai tre anni da quando è avvenuto il cambio al vertice societario con il passaggio della proprietà alla famiglia Noto.

In questa sede non vogliamo disquisire su come, nel bene o nel male, abbia operato il presidente Cosentino nel corso dei 6 anni a capo della società. Abbiamo già dedicato alla sua gestione un articolo sufficientemente dettagliato. Vogliamo ricordare ora Giuseppe Cosentino contestualizzando la sua figura sotto due aspetti, quello imprenditoriale e quello umano e caratteriale.

A mister Gicos, come affettuosamente veniva chiamato, si deve il grande merito di avere “salvato” il Catanzaro dal baratro del fallimento. Lui, imprenditore reggino a capo di un’azienda di import-export nota anche fuori dai confini nazionali, legato da una forte passione per i colori giallorossi ha avuto il coraggio di rilevare una società ormai praticamente fallita che nessuno in città voleva acquisire. IL suo amore per i colori giallorossi lo ha spinto a tirare dal fango nel quale stava sprofondando una società che gente disfattista e senza scrupoli aveva affossato rischiando di cancellare un sodalizio che ha tracciato un percorso nel panorama calcistico regionale. Sotto l’aspetto gestionale si potrà discutere su tutte le scelte che il presidente ha preso, ma anche se non tutte accettabili, il suo operato è stato sempre e solo nel bene e nell’interesse del Catanzaro. Il popolo giallorosso gli deve quindi molto e se ancora si parla delle Aquile del Sud lo si deve soprattutto a lui.

Giuseppe Cosentino era un uomo verace, passionale, diretto e sempre molto disponibile al dialogo. Non si tirava mai indietro nel rilasciare interviste ed era molto informale. Erano frequenti le sue chiacchierate fuori dai contesti formali che tv e testate giornalistiche richiedevano. Nonostante lui stesso dicesse che era una persona non particolarmente istruita, che non aveva frequentato molte scuole, non si tirava mai indietro nell’esprimere le sue idee dimostrando l’amore profondo e sincero che aveva per la squadra, verso i tifosi. Difendeva di continuo ed in ogni situazione quella che era diventata una sua creatura. Persona schietta e fuori le righe non rappresentava certo il prototipo del classico Presidente di una società di calcio. Era fuori dai canoni che questo mondo impone, ma comunque una persona rispettata e stimata da tutti. Generoso con i suoi ragazzi e con l’intero staff, tecnico e dirigenziale, non lesinava inviti a pranzo e a cena, come capitava il mercoledì prima o dopo gli allenamenti, forse per una forma scaramantica? Chissà! Sempre molto vicino alla squadra, nonostante spesso i suoi impegni di lavoro lo costringessero a stare lontano dal suo Catanzaro.

Ora non resta che tributargli i giusti meriti e il suo ricordo rimarrà indelebile nei cuori e nella mente di tutti i tifosi giallorossi perché dopotutto…  ”Noi amiamo solo un COSENTINO”

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