Esclusiva – Ivan Zazzaroni direttore del Corriere dello Sport: “Noto rappresenta la speranza”

scritto il: martedì, 14 Luglio 2020 - 20:44

Presidenti, ci vuole passione”. 

Così Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, commenta in un editoriale del maggio 2019 il momento di tanti presidenti italiani.

“Le comprano per passione (sempre più di rado negli ultimi anni) oppure per far soldi apparentemente facili, o ancora per “changing business”, per urgenza di consenso e obiettivi politici, perché “è un’occasione imperdibile”, per semplice speculazione, molto spesso per cattiva informazione. Le comprano senza sapere di calcio e trascurando i problemi derivanti dalla gestione di un’azienda atipica, irregolare; un’azienda che chiede insistentemente denaro, idee, competenza e fortuna per produrre emozioni, risultati, profitti”.
“Le comprano carichi di entusiasmo e ottimi propositi ricevendo le prime e talvolta uniche gioie: ma dopo qualche anno in altalena emotiva si accorgono che il calcio pretende soltanto e non contempla la gratitudine, perché è un’industria nella quale uno vince e tutti gli altri perdono. Titoli, denaro e serenità. Quando poi il tifoso-cliente comincia a lamentarsi apertamente o scende addirittura in strada, quando i giornali e le tv non risparmiano critiche e accuse e insulti, quando il consenso sparisce per far posto all’indigeribile, angosciante protesta, cresce la voglia di mollare tutto ma non si trova qualcuno disposto a rilevare il pacchetto, diventato nel frattempo un pacco.Le difficoltà aumentano in modo esponenziale quando, quasi subito, i presidenti si rendono conto che i loro interessi e progetti raramente collimano con quelli dei colleghi della concorrenza e che è impossibile fare sistema e percorrere una direzione comune oltretutto in un Paese dominato dalla burocrazia e portato a moltiplicare gli ostacoli […]
E allora i presidenti diventano schiavi più o meno ricchi; schiavi di una situazione rischiosissima dalla quale sembra impossibile uscire. E le cose peggiorano sensibilmente poiché viene a mancare la voglia di lottare, investendo in qualcosa in cui non si crede più. 

Un Editoriale di straordinaria “bellezza” che sarà sempre di estrema attualità. Ed allora abbiamo chiesto al Direttore del Corriere dello Sport Stadio di dedicare un pensiero al presidente del Catanzaro Floriano Noto, ha raccolto il nostro invito con grande disponibilità.

Albert Guinon, l’autore di ‘Remarques autour de la Guerre’, è il padre di un aforisma centratissimo, poiché sempre attuale: «Gli appassionati sollevano il mondo, e gli scettici lo lasciano ricadere». Nel calcio, così come nella vita, la passione è la chiave e se abbinata all’intelligenza e alla lucidità può produrre risultati eccezionali. Non conosco personalmente Floriano Noto, ma ne sento parlare molto bene. Noto rappresenta la speranza.

Conservo piacevoli ricordi della Catanzaro calcistica, formidabili i racconti di Gianni Di Marzio e Ranieri, la storia di amicizie che proprio grazie a Claudio sopravvivono al tempo e alle esperienze, e purtroppo registro l’evidenza di un recente passato pieno di difficoltà e cadute.

Anni fa ebbi uno scontro con alcuni tifosi per un titolo che non voleva essere offensivo, tutt’altro, “Catanzero”. Riassumeva l’amarezza del giornalista che vedeva sparire una piazza importantissima, una squadra e dei colori che avevano fatto parte della sua adolescenza di appassionato, appunto.

     Il calcio calabrese sta vivendo una fase di rilancio, Noto ha il compito di completarla alimentando entusiasmo e sogni.

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