Dai social il cordoglio per la scomparsa del presidente Cosentino

scritto il: martedì, 14 Luglio 2020 - 11:51

Tempo di lettura: 4 minuti

Una foto in cui sorride, un cuore e poche semplici parole: hanno tutti più o meno lo stesso stile i ricordi del presidente Cosentino che molti ex giocatori del Catanzaro stanno postando sui social. Da quando, infatti, è giunta la notizia della scomparsa dell’ex patrono delle Aquile in tantissimi tra atleti, dirigenti e collaboratori hanno voluto rivolgere un pensiero a colui che per tutti è stato non un semplice presidente, ma un qualcosa di più. Un legame che, nella maggior parte dei casi, è andato oltre il semplice rapporto di lavoro e si è trasformato in un vincolo affettivo, quasi famigliare. Prima l’uomo e poi il calciatore: era il diktat del “pres” che da signore di altri tempi trattava il Catanzaro come il buon padre di famiglia con i suoi stipendiati (anche quelli della sua azienda di Polistena) trattati come dei figli.

IL “FIGLIOCCIO” RUSSOTTO  – chiedere per conferma ad Andrea Russotto che più volte nella sua esperienza a Catanzaro ha parlato di Cosentino come un padre e oggi, in occasione della sua scomparsa, lo ricorda cosi: “il tuo ricordo resterà per sempre scolpito nel cuore di tante persone…soprattutto nel mio”. Il riferimento ai tanti anni passati insieme e a tutte le volte che il presidente ha perdonato qualche bizza del fantasista giallorosso che, di contro, sapeva come farsi perdonare con le sue giocate. In particolare torna alla mente quel Catanzaro  – Foggia di cinque anni fa quando in sala stampa Andrea riceve il bacio del presidente Cosentino e poi confessa la promessa che gli ha fatto: “passerò di più la palla e crescerò”, il tutto dopo che nella settimana precedente la gara lo stesso Cosentino lo aveva rincuorato telefonicamente per un rigore sbagliato.

Russotto ma non solo, e fa positiva impressione come molti messaggi giungano da calciatori rimasti a Catanzaro solo un anno o qualche mese. Tra questi Giacomo Zappacosta e Leandro Campagna, ma anche Tommaso Scuffia e Simone Icardi, oppure ancora Fabio Catacchini e Nicola Fiore, che posta anche una foto con mister Gicos.  E poi c’è il messaggio del calciatore che con i suoi gol ha salvato l’ultimo Catanzaro targato Cosentino, Manuel Sarao e quello di Manuel Giandonato, solo sei mesi in giallorosso ma che di Cosentino ricorda “gran sorriso e grande passione”. Bello anche il ricordo di uno dei protagonisti della cavalcata in C1 del primo anno di gestione, Alberto Quadri: “voglia ricordarti così sotto la curva felice dopo una bella vittoria”.

LA “FAMIGLIA” FUORI DAL CAMPO – tanti calciatori è vero ma anche molti tra dirigenti, collaboratori e staff in generale nella moltitudine di messaggi di cordoglio e ricordo. “Forza, simpatia e generosità” sono le doti ricordate da Rosario Scarfone, mentre per Saverio Arena è “stata una fortuna conoscerla”. Un po’ più semplice Giulio Spader che pubblica una foto sorridente del presidente che lo fece esordire come allenatore tra i professionisti. Cordoglio anche dalla Reggina sul sito ufficiale, di cui Cosentino è stato sponsor per molti anni (oltre che essere reggino di nascita) e della Paganese calcio.

Maurizio De Filippo: Ho avuto l’occasione di conoscere il Presidente Giuseppe Cosentino nell’estate del 2011, in un momento difficilissimo per il Catanzaro Calcio. La FIGC aveva appena revocato il titolo sportivo, spegnendo d’un tratto a tutta la tifoseria il ritrovato entusiasmo conseguente all’acquisto della proprietà da parte dell’imprenditore di Polistena.

Appena conosciuto, ci intendemmo immediatamente. Si creò da subito una forte intesa, tanto da ricevere da parte sua un mandato ampio, quasi “carta bianca” su ogni cosa a me demandata – segno, questo, di una fiducia che poi, nei fatti, fu fortunatamente ripagata, tanto che iniziamo a vincere su ogni fronte.

Vincemmo insieme, e con il prezioso contributo del caro amico Avv. Ulisse Corea, l’arduo contenzioso con la Federazione per l’attribuzione del titolo sportivo e, poi vincemmo anche il campionato nonostante i ritardi della “partenza” e sebbene la nuova società fosse ancora in una fase di “start up”.

Il Presidente Cosentino aveva entusiasmo e capì immediatamente cos’era il Catanzaro Calcio e cosa esso rappresentasse per tutti noi tifosi, tastando con mano l’attaccamento di tutta la città ai suoi colori – tanto da innamorarsene subito e da non tentennare un attimo quando si trattò di acquistare il nostro glorioso marchio, in quel momento di proprietà di una procedura fallimentare. Ricordo come se fosse ora. Non dovetti ripeterlo una seconda volta, mi disse: procedi.

Oltre che un imprenditore di vecchio stampo e con saldi principi, il Presidente Cosentino era soprattutto una persona attenta e buona. Il nostro rapporto professionale fini proprio perché qualcuno, abusando forse della Sua bontà, “si era messo in testa di fare tutto, ricoprendo nello stesso tempo vari ruoli”. Ciò non era compatibile con la mia personale visione manageriale – così come con quella dell’ottimo dirigente Angelo Sorace – ragion per cui i nostri rapporti si interruppero .

Da allora, purtroppo, non ci furono altre occasioni per incontrarci, ma ciò nonostante lo ricordo ancora con grande affetto e stima, perché persona determinata e professionale quanto appassionata e curiosa .

Addio Presidente, addio Pino.

LA GIOVANE PROMESSA – Un fiume in piena di ricordi, di emozioni, aneddoti o semplici saluti. Ovviamente anche la tifoseria si stringe intorno all’unico presidente che, come viene ricordato da molti, ha fatto vincere qualcosa al Catanzaro e ha lasciato la società senza un debito e per anni ha consentito di dormire sonni tranquilli nelle calde notti d’estate, rese roventi negli anni precedenti ai suoi, per la paura di non potersi nemmeno iscrivere al campionato.

Ma tra tutti colpisce il messaggio di Carlo Tassoni, un classe ’94 che ha giocato nelle giovanili del Catanzaro durante l’era Cosentino. “Chi ti ha vissuto da dentro sa”: un messaggio intimo, speciale ma indicativo di come Cosentino fosse amato anche dai ragazzi di quel settore giovanile che proprio con lui ha ricominciato a essere importante e a ristrutturarsi. E mette in evidenza, una volta di più, come Cosentino fosse davvero sentito vicino da tutti, rispettato e ben voluto perché sapeva farsi rispettare e voler bene. Un presidente e un uomo che ha lasciato segni di professionalità e umanità, cosa rara nel calcio e nel mondo del lavoro in generale al giorno d’oggi.

Commenti da Facebook