Amo un solo Cosentino. Nel ricordo dell’ex presidente giallorosso.

scritto il: lunedì, 13 Luglio 2020 - 13:32

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Ci sono notizie che nessuno di noi vorrebbe apprendere, soprattutto quando il tam tam mediatico comincia a diffondere di tutto e tu non sai più a chi o cosa credere.

Che il presidente Cosentino fosse grave, a causa delle complicanze causate da una colonoscopia, era di pubblico dominio, ma da qualche minuto sembra che la situazione sia ulteriormente precipitata, e il suo cervello non risponda più ad alcuno stimolo.

Il suo cervello….indubbiamente grande, ma il suo cuore ancora di più. 

Lo conobbi sugli spalti del campo di Lido, qualche anno fa, mentre stava assistendo con l’allora tecnico del Catanzaro Cozza, ad un allenamento delle Giovanili giallorosse. 

Si dimostrò gentile e disponibile, ma ciò che mi colpì fu la schiettezza e l’assoluta mancanza di orpelli con cui rispondeva alle mie domande, a volte anche impertinenti. 

Lo rividi spesso durante la cavalcata degli Aquilotti che durante la sua gestione realizzarono imprese di cui sono stata diretta testimone, lo rividi palpitare per questi ragazzi che gli stavano regalando enormi soddisfazioni, e lo stavano ripagando dell’importante sforzo economico che richiede il mantenimento di un settore giovanile ai livelli più alti. Lo vedevo ogni domenica in campo, mentre faceva il giro del rettangolo di gioco, sia nei momenti da fiaba- e sono stati tanti quelli che ha regalato ai tifosi giallorossi- sia nei momenti più complessi che lo spinsero a cedere il Catanzaro all’attuale società. 

Un Catanzaro che lui amava, sebbene Reggino e per questo a volte anche criticato, un Catanzaro che grazie a lui era uscito dal pantano della C2, un Catanzaro che con Giuseppe Cosentino aveva ripreso il posto d’onore tra le compagini calabresi. 

Grande uomo, immenso padre, anche per i tanti giovani orgogliosi di vestire la maglia giallorossa; pochi i suoi uomini di fiducia, tra questi il direttore Moro della cui amicizia e fiducia spero possa andar fiero per tutta la vita, ma anche Francesco Modestia, i Tecnici, i medici, tutti gli staff che identificavano la grande famiglia allargata dei Cosentino. Perché il progetto Catanzaro, per loro, non ha rappresentato solo un investimento economico, anzi, sicuramente non lo è stato. Cosentino non lesinava su nulla, ha sempre tenuto un comportamento da buon padre di famiglia con una passione che solo un uomo d’onore e dignità avrebbe potuto mantenere integra anche quando lo si è voluto allontanare. 

Ma i tifosi non hanno dimenticato, i tifosi veri sapevano che per 

Giuseppe Cosentino il Catanzaro è stato soprattutto una questione di cuore, del suo e di quello delle sue donne. 

A loro il nostro abbraccio personale ed una sola raccomandazione: non dimenticate mai chi siete e chi vi ha generato, a lui il mio personale ed immenso grazie. Nel mio sangue scorre anche sangue reggino, e mai come oggi ne sono fiera ed orgogliosa. 

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