U.S. Catanzaro: al vaglio la posizione del Ds Logiudice?

scritto il: domenica, 12 Luglio 2020 - 22:13

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Cosa succede in casa Catanzaro? La passione della famiglia Noto è davvero giunta al capolinea? E’ sufficiente che per un allenatore si prospetta un’altra destinazione per scatenare il putiferio sui social? A queste domande cerchiamo di dare una risposta passando sotto la lente di ingrandimento una serie di situazioni che nelle ultime ore si sono succedute.

Partiamo da una considerazione da cui non si può prescindere: nell’U.S. Catanzaro comanda la proprietà, così come succede in tutti i club, e la proprietà dell’U.S. Catanzaro è rappresentata dalla famiglia Noto, che ha nel presidente Floriano il punto di riferimento, colui che nel bene e nel male ci mette sempre la faccia in tutte le situazioni, e nel calcio si sa, si fa presto a passare dalle stelle alle stalle e viceversa.

Nell’intervista che ci ha consesso mister Braglia il tecnico toscano chiude con una considerazione che è un dato di fatto e che rafforza una serie di elementi raccolti da catanzarosport24.it che ci fanno giungere ad una analisi importante.

Procediamo con ordine e vediamo in chiusura di intervista che cosa ci ha dichiarato Piero Braglia.

Mister, ma lei è mai stato contatto dal presidente Floriano Noto?

“No, mai, assolutamente e si sa che senza l’intervento del presidente di un club non può concretizzarsi nessuna operazione soprattutto se si vuole scegliere un allenatore”.

Può essere che tra la proprietà e il Ds ci siano vedute diverse sulla scelta di Braglia?

“Questo non lo so e non mi pongo il problema dal momento che, ripeto, il Catanzaro non mi ha cercato, ognuno fa il suo mestiere, posso solo aggiungere che in questo momento il Ds del Catanzaro Pasquale Logiudice non ha nessun potere decisionale”

L’esperienza ci ha insegnato una cosa, di analizzare con molta razionalità gli eventi cercando di essere il più distaccati possibile dalla passione, cercando di focalizzare una situazione sotto più punti di vista.

E’ dunque un Catanzaro che sia avvia a recitare un ruolo da semplice comparsa nella prossima stagione? La famiglia Noto ha già abbandonato i sogni di gloria alla guida dell’Uesse, ha già gettato la spugna? Cosa che invece non ha mai fatto con le proprie attività imprenditoriali al punto da diventare uno dei gruppi più solidi e di maggiore espansione dell’imprenditoria italiana. Siamo davvero così ingenui da pensare che un gruppo così importante non ha avuto anche nella loro espansione momenti di grande criticità? Il successo imprenditoriale, così come i successi sportivi si creano con  una motivazione che affonda le radici in propositi virtuosi e sostenuti da una convinzione personale accompagnata comunque da una professionalità e competenza dalle quali non si può prescindere.

Basta la ventilata ipotesi di qualche cessione (Pinna e Kanoutè ad esempio!!!) per aprire lo scenario di ridimensionamento dei programmi? E’ sufficiente una settimana di silenzio della proprietà (a due mesi dall’inizio del torneo e ad un mese dal via alla ripresa degli allenamenti) per immaginare uno scenario catastrofico?

Per noi le cose viaggiano invece in una direzione diversa, il Catanzaro non si ferma ad un Ds o ad un allenatore, va ben oltre in un contesto di programmazione che a torto o a ragione fino ad oggi è stata assente ingiustificata nella quale si è creduto che si stesse andando nella giusta direzione. Tutto in buona fede ci mancherebbe altro, soprattutto quando a mettere i soldi è la proprietà.

E in che direzione le cose stanno andando oggi in casa Catanzaro è presto detto, e lo avevamo anticipato qualche giorno fa: il presidente Floriano Noto è fortemente motivato e deciso a dare un nuovo assetto societario, ed oggi tra questi incarichi potrebbe anche non essere scontata la riconferma del Ds Pasquale Logiudice il cui contratto è scaduto il 30 giugno.

Se così fosse non ci sarebbe nulla di male perché rientra nei pieni poteri decisionali della proprietà, non se ne abbia a male nessuno, ma il Catanzaro ha una sola certezza che non può fare a meno della famiglia Noto. Dirigenti, allenatori, e calciatori passano, anche i presidenti passano, ma questo presidente non si può concedere il lusso di passare senza aver fatto la storia, non è solo una nostra supposizione di arroganza, ma crediamo, per una serie di fatti, che sia anche una stessa prerogativa della famiglia Noto.  

Non servono le parole di un Ds, non servono le chiacchiere di un allenatore, non servono i pettegolezzi di qualche portaborse, servono i fatti del presidente fatti che a quanto ci risulta sono in via di programmazione e potrebbero portare ad una rivoluzione nei quadri dirigenziali che prenda la fisionomia di una società di calcio e non di una accozzaglia di improvvisati dirigenti. Che poi diciamola tutta, alcuni spargono ai quattro venti di lavorare gratis e se gli domandi: “perché?” ti dicono “per una questione di prestigio”, come dire l’importante è apparire e non essere.

A Gennaio quando scrivevamo delle trattive di Carlini, Tulli, Di Piazza (alcune annunciate in esclusiva) ci davano per pazzi, però alla fine sono arrivati. Lo ribadiamo per confermare la bontà di quello che scriviamo lo andiamo a scovare, senza aspettare la classica velina. Abbiamo avuto ragione a gennaio nel riporre fiducia nella proprietà e lo facciamo anche oggi convinti che la stessa non deluderà le aspettative.

Animo e passione presidente Floriano Noto e ripartiamo più forti di prima!!!

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