Serie C: il bilancio delle 20 protagoniste

scritto il: mercoledì, 08 Luglio 2020 - 13:09

Quella attuale è stata una stagione a dir poco anomala condizionata dall’emergenza Coronavirus che ne ha costretto la sospensione per oltre 3 mesi. Vogliamo ugualmente analizzare qual è stato il rendimento delle 20 squadre del girone C, quello che riguarda strettamente il Catanzaro, prima che venisse cristallizzata la classifica in vista dei play off in corso di svolgimento. Campionato al quale è stato dato seguito solo da una decina di giorni con la disputa degli spareggi per decretare la promozione in B della quarta squadra che farà compagnia alle già promosse Monza, Vicenza e reggina.

Facciamo un bilancio assegnando i voti per ciascun club:

REGGINA – voto 10: partita senza i favori dei pronostici per la promozione diretta, ha dimostrato di essere un collettivo ben strutturato e completo in ogni reparto, composto da elementi di esperienza che hanno calcato anche i campi della massima serie. Gli amaranto devono molto all’esplosione dell’attaccante Corazza, cecchino infallibile nella fase ascendente della stagione. Ottimo il lavoro del presidente Gallo che, iniziato nel corso della passata stagione, già dal suo insediamento a capo della società dello Stretto, non ha lesinato acquisti mirati e di elevato spessore tecnico.

BARI – voto 8,5: la società di Luigi De Laurentis era senza dubbio la squadra che, alla vigilia del campionato era da tutti di gran lunga la più accreditata alla vittoria finale. Dopo la “passeggiata” della scorsa stagione in serie D, il Bari si è reso conto ben presto che la serie C è tutt’altra cosa. I valori tecnici contano ma non possono fare la differenza in assoluto. Ha perso terreno dalla testa della classifica non riuscendo più a recuperare il gap che si è determinato con gli amaranto calabresi.

MONOPOLI voto 10: l’autentica sorpresa non solo del girone meridionale ma oseremmo dire dell’intera categoria. I pugliesi sono guidati da un allenatore del quale siamo convinti sentiremo parlare a lungo anche in categorie superiori. Scienza, di lui stiamo parlando, a inizio stagione sollevato dall’incarico senza comprenderne i motivi al netto di quanto di buono aveva fatto l’anno precedente, al suo ritorno sulla panchina biancoverde ha saputo dare un gioco bello e lineare alla squadra confermando di avere grandi capacità. E’ riuscito a valorizzare giocatori di media levatura tecnica che hanno saputo rendere al massimo portando i biancoverdi pugliesi lì dove nessuno avrebbe osato immaginare.

POTENZA voto 8: la società dell’esuberante presidente Caiata  ha rispettato in pieno i propositi di disputare un campionato di alta classifica puntando al miglior piazzamento possibile in vista dei play off. Tutto come previsto, grazie anche alla sapiente regia di un tecnico, Giuseppe Raffaele, conteso da diverse società nonostante i rossoblu siano ancora impegnati a disputare i play off.

TERNANA voto 8: è forse la squadra che tra quelle di prima fascia, dopo il Catanzaro, ha deluso maggiormente. Gli umbri erano tra i favoriti alla promozione, la squadra che avrebbe dovuto contendere al Bari la promozione diretta in B. Al pari dei pugliesi hanno disilluso i propri tifosi. Le fere hanno disputato un campionato dal rendimento pressocchè costante sia tra le proprie mura, sia lontano dal “Liberati”. La Ternana dispone di una rosa certamente in grado di poter puntare al salto di categoria ma dovrà farlo, per forza di cose, ricorrendo agli spareggi nei quali è tuttora impegnata.

CATANIA voto 7: la squadra etnea rappresenta un capitolo a parte. La società sull’orlo del fallimento e nonostante i problemi di natura economica, è riuscita a disputare un campionato che l’ha vista costantemente presente nella parte medio-alta della graduatoria. Ciò dimostra la professionalità della rosa (coloro che ovviamente hanno ritenuto di non rescisso anzitempo il contratto) e dell’allenatore Lucarelli. Non ce ne voglia nessuno ma i rossazzurri rientrano in quel novero di società che con problemi di siffatta natura hanno avuto comunque la possibilità di condurre a termine il campionato, riuscendo addirittura a disputare i primi due turni della fase a gironi dei play off. Al di là degli aspetti amministrativi le cui valutazioni lasciamo ad altri,  il Catania ha avuto comunque il merito di crederci anche quando ad un certo punto della stagione sembrava tagliata fuori dalla corsa play off. Elementi come Curiale, giusto per citarne uno, possono fare la differenza in questa categoria.

CATANZARO voto 6: e arriviamo alle dolenti note che riguardano purtroppo proprio il nostro Catanzaro. È la squadra che. tra quelle che aspiravano alle posizioni di vertice, è senza dubbio quella che ha maggiormente deluso le aspettative generali. Altalenante il suo rendimento tra vittorie interne e sconfitte (tante) (tante) lontano dal “Ceravolo”. La causa è da ricercare nel cambio in corso d’opera che ha riguardato sia la guida tecnica sia l’organico.

Stagione caratterizzata dall’allontanamento di mister Auteri sostituito da Grassadonia per poi essere richiamato a febbraio a seguito di diversi risultati negativi frutto di prestazioni deludenti e a volte imbarazzanti (Teramo, Potenza). I giallorossi non sono mai riusciti a impensierire i diretti concorrenti a quella che tutti auspicavano potesse essere la vittoria del torneo, se è vero come è vero che hanno sempre perso contro chi li precedeva in graduatoria. Il cambio quasi totale della rosa nel corso della campagna acquisti invernale non ha apportato alcun beneficio, anche se a parziale scusante c’è da dire che dall’arrivo dei nuovi un solo mese è trascorso prima dello stop forzato. Non si può dire come sarebbe andata se il campionato fosse regolarmente proseguito ma si sa con i sé e con i ma non si arriva da nessuna parte.

TERAMO voto 6: anche per gli abbruzzesi vale il discorso fatto per il Catanzaro. Le loro velleità di lottare per i piani alti sono state accantonate fin da subito, conseguenza di un rendimento molto altalenante e nonostante la presenza in rosa di elemento del calibro di Magnaghi e soprattutto Bomabgi, vero tallone d’Achille per le difese avversarie VOTO 6

V. FRANCAVILLA: ottimo il campionato della società pugliese. Ormai da qualche anno presente nel girone meridionale della terza serie, i biancazzurri hanno confermato quanto di buono espresso in particolare nella passata stagione. Guidata da uno dei migliori tecnici della categoria, Trocini, i pugliesi annoverano tra le proprie fila elementi di sicuro affidamento. Il duo d’attacco Vazquez-Perez si è rivelato uno dei più costanti e prolifici del girone. Gente esperta come Nunzella e Calcagno hanno fatto la differenza nei loro rispettivi ruoli.

AVELLINO voto 6,5: la formazione irpina è stato lo specchio del suo allenatore, Eziolino Capuano, persona vulcanica ed esperta. Il tecnico è stato chiamato alla guida dei biancoverdi durante la prima fase della stagione quando la squadra era a ridosso della zona play out. Formazione tenace e mai arrendevole, gli irpini sono riusciti a recuperare diverse posizioni ottenendo il pass per disputare i play off, sia pur raggiungendo uno striminzito 10° posto.

VIBONESE voto 6: i rossiblu calabresi hanno disputato il solito campionato caratterizzato da buone prestazioni tra le proprie alternate ad altrettante del tutto negative fuori casa. Le 8 sconfitte esterne  e gli 8 successi ottenuti al “Razza” danno un quadro chiaro di come sia stato un continuo Sali-scendi il rendimento della squadra del presidente Caffo. Nel complesso comunque i cugini rossoblu meritano la sufficienza per quanto espresso in campo.

VITERBESE voto 5,5: i laziali, dopo la tormentata stagione dello scorso anno caratterizzata dalla volontà di iscriversi in un altro girone, decisione poi rientrata, hanno disputato una stagione nel complesso incolore, molto al di sotto dei reali valori di cui dispone la rosa gialloblu.

CAVESE voto 5,5: i campani hanno disputato un campionato dagli elevati contenuto agonistici. Classica squadra campana che, dotata di modesto tasso tecnico, ha sopperito con un tasso agonistico tipico della categoria. Senza infamia e senza lode la stagione per i campani, tra le cui fila ricordiamo uno degli ex giallorossi più rimpianti degli ultimi anni, Andrea Russotto.

CASERTANA voto 5: i rossiblu campani hanno dimostrato anche per quest’anno di essere “solo fumo e niente arrosto”. Molto deludenti le prestazioni di Castaldo e compagni. Le otto vittorie complessive (6 in casa e 2 fuori) ne sono una chiara testimonianza.

PAGANESE voto 6,5: altra squadra campana che, al pari della Cavese, ha onorato il campionato disputando una stagione gagliarda nella quale ha spesso messo in difficoltà formazioni più quotate. E’ stata una mina vagante del girone ben allenata da un tecnico che a Catanzaro conoscono bene, mister Erra, uno dei più quotati se si punta ad una salvezza tranquilla.

AZ PICERNO voto 6,5: la matricola lucana, per il tipo di campionato che aveva programmato, si è cpmportata decisamente bene. Tra le squadre di ultima fascia è quella che ha espresso il miglior calcio. Non ha pagato lo scotto del noviziato anzi, si è fatta rispettare in diverse occasioni anche contro formazioni sulla carta più quotate. Raggiunto il quintultimo posto il Picerno è riuscito a mantenere la categoria dopo lo spareggio con il Rende. Onore e meriti ai lucani!

S. LEONZIO voto 5: i bianconeri siciliani, già da un paio di anni in serie C, hanno di fatto disputato un campionato-fotocopia rispetto a quello della passata stagione. Partiti con l’unico obiettivo di mantenere la categoria, i siciliani sono riusciti ad ottenerla, come lo scorso anno, dopo aver disputato i play out e al termine di una stagione decisamente sofferta.

BISCEGLIE voto 4,5: la solita squadra spigolosa che lotta sempre e solo per un unico obiettivo: la salvezza. Vale per i pugliesi il discorso fatto per la Sicula Leonzio, con la differenza che per i nerazzurri il rendimento è stato inferiore. Al termine della passata stagione i pugliesi sono riusciti a mantenere la categoria da ripescati dopo aver perso lo spareggio, quest’anno le cose sembrano ripetersi, almeno per ciò che concerne il risultato ottenuto sul campo. Per eventuale ripescaggio ormai dalla Lega Pro c’è da aspettarsi di tutto.

RENDE voto 4: molto al di sotto delle aspettative e delle proprie potenzialità il rendimento dei cosentini. Costantemente nei bassifondi della classifica, i biancorossi calabresi non sono riusciti mai a tirarsene fuori. Sono lontani anni-luce i tempi della bella squadra che tanto bene ha fatto sotto la guida di mister Trocini. Lo spareggio perso in malo modo con la matricola Picerno dimostra la pochezza di questa formazione. Dispiace che sia andata così trattandosi di una nostra corregionale.

RIETI voto 3: e veniamo alla Cenerentola del torneo. Campionato condizionato fin dall’inizio dai gravi problemi societari (era il caso di di concedere ai laziali la possibilità di disputare il campionato di terza serie?) che hanno tormentato la sua stagione. Le tante difficoltà economiche cui è andata incontro la società amarantoceleste sono state la vera causa della pessima stagione disputata.

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