L’opera donata dalla Città di Catanzaro allo Stadio dei Marmi di Roma

scritto il: mercoledì, 08 Luglio 2020 - 20:10

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Le sessanta statue intorno allo Stadio dei Marmi a Roma guardano perplesse i passanti. Sessanta discipline sportive diverse, lo stesso marmo: il pregiatissimo marmo di Carrara. L’Olimpico come vicino di casa che fa sentire minuscolo quel piccolo grande stadio che nel bene o nel male ha rappresentato anni di sport della città di Roma.

E tra le 60 opere d’arta c’è anche  “giocatore di calcio” opera realizzata dallo scultore  Marescalchi Bernardo, statua, donata dalla città di Catanzaro.

Lo scultore, originario di Carrara, giunse a Roma nel 1915 per studiare presso la R. Scuola della Medaglia, qui ottennne il pensionato di scultura ed iniziò ad esporre nelle mostre degli Amatori e Cultori e alle Biennali. Nel 1929 eseguì due coppie di angeli per la chiesa di S. Carlo al Corso. Dal 1934 al 1939 insegnò scultura all’Accademia di Napoli e partecipò ai lavori per il Palazzo di Giustizia.

Lo stadio, progettato nel 1928 da Enrico Del Debbio insieme al primo piano generale dell’allora Foro Mussolini, venne portato a termine e inaugurato nel 1932.

Le gradinate perimetrali in marmo bianco di Carrara furono ottenute sopraelevando il terreno di 5,50 m. I due corpi di fabbrica affiancati che delimitano l’accesso al campo sono destinati ai servizi e ai magazzini per gli attrezzi. Infine, sulle gradinate furono poste 60 statue (in realtà 64) raffiguranti le diverse attività sportive.

Gli artisti prescelti per la progettazione dello stadio avrebbero anche dovuto sovrintendere, dietro compenso di 10.000 lire, alle successive fasi della lavorazione. Il progetto prevedeva che, per le caratteristiche sue proprie, fosse possibile utilizzarlo solo per manifestazioni ginnico-sportive e non per il calcio, per il quale fu appunto costruito lo stadio Olimpico di Roma. La sua capienza è di circa 5.280 posti. Dalla fine degli anni ‘50 il campo di gioco della Stadio fu destinato all’hockey su prato in vista delle Olimpiadi di Roma del 1960. Durante i Giochi Olimpici lo Stadio dei Marmi ospitò numerose partite dei gironi di qualificazione e delle semifinali. Dopo le Olimpiadi, fino alla metà degli anni ’70, il terreno di gioco restò prevalentemente utilizzato per incontri internazionali e per le partite della serie A di hockey su prato.

Nel 2011, presso lo Stadio dei Marmi, si è svolta la Finale Nazionale di Gazzetta Cup 2011, il più grande torneo nazionale di calcio a 5 e a 7 organizzato da La Gazzetta dello Sport in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano. Per l’occasione, la cornice dello Stadio dei Marmi fu gremita da centinaia di bambini, mentre gli spalti furono riempiti da centinaia di spettatori.[1]

Dal 12 settembre 2013 lo stadio dei Marmi è intitolato al velocista Pietro Mennea

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