Jacopo Furlan alla corte di mister Auteri. Il DS Logiudice fa il punto della situazione

Un nuovo estremo difensore chiamato a sostituire Golubovic nel giorno della conferenza stampa indetta dalla società.
06.11.2018 20:41 di Maurizio Martino  articolo letto 2105 volte
Jacopo Furlan alla corte di mister Auteri. Il DS Logiudice fa il punto della situazione

Non c'è ancora l'ufficialità ma è praticamente fatta. Jacopo Furlan è il numero numero uno del Catanzaro. L'estremo difensore andrà a sostituire lo sloveno Golubovic che, in seguito al grave infortunio al ginocchio, di comune accordo con la società, ha rescisso il contratto che lo legava per 2 anni ai giallorossi. Conosciamo meglio il giovane neo portiere cui spetterà il non facile compito di blindare la porta delle Aquile. Nato il 22 febbraio del 1993 a San Daniele del Friuli, Furlan vanta una discreta esperienza in serie C e qualche apparizione in serie B per aver indossato la maglia dell'Empoli, Viareggio, Lumezzane (l'anno in cui fu eletto miglior portiere), Bari, Monopoli e Trapani. Di proprietà del Bari il giovane portiere in seguito al fallimento della società pugliese si è svincolato al termine della passata stagione dopo aver disputato un buon campionato con il Trapani.  Nonostante le tante offerte di accasarsi in B o in C, il friulano ha sempre cortesemente rifiutato, accettando ora di indossare la gloriosa maglia che fu dei vari Pellizzaro, Zaninelli, Zunico, giusto per citare alcuni dei suoi colleghi del passato che hanno contribuito a rendere grande la storia del Catanzaro.

CONFERENZA STAMPA DI LOGIUDUCE

Nel corso di una conferenza stampa lunga e ben articolata, la società attraverso il DS Logiudice ha voluto far chiarezza sulla situazione attuale del Catanzaro. Nonostante in periodi come questo in cui i giallorossi hanno avuto uno scarso rendimento nel gioco e nei risultati, le società in genere preferiscono adottare il classico silenzio-stampa, il Catanzaro ha scelta invece la via del dialogo e della chiarezza. Diversi sono stati gli argomenti to ti dal DS, dai motivi che hanno determinato la il calo psico-tecnico, alla classifica attuale che appare piuttosto deludente è lontana dalle aspettative generali, all'obiettivo che era e resta quello di disputare un campionato di alta classifica, non di vincerlo.
In merito a quella che ormai per tutti è da considerare un'involuzione nel gioco e nelle motivazioni, il DS cerca di placare gli animi non accettando le critiche e i fischi rivolti alla squadra al termine del pareggio contro il Bisceglie. Si dice convinto che si tr atta solo di un periodo momentaneo e che la squadra presto riprenderà il suo cammino speditamente nonostante l squadra, rimetto a corazzate come il Catania, sia ancora in fase embrionale.
Di seguito la sintesi del discorso in occasione della conferenza di oggi pomeriggio al Ceravolo. 
Vi rimandiamo ad altro articolo per il video completo.

"E’ giusto che sia io a parlare. Come la tifoseria e la squadra anche la società è dispiaciuta ma è necessario mettere bene a fuoco la situazione per capire obiettivi e stato dei lavori.
Questa squadra ha avuto un’ottima prestazione di gioco per almeno sei gare ed un ottimo possesso palla come dimostrano le statistiche; qualcosa è mancato in finalizzazione e può darsi che si tratti di problemi strutturali come può darsi che siano ancora dettami da assimilare. La verità però è che ci mancano tre o quattro punti magari per sviste arbitrali o episodi negativi. Non è un alibi, ma un dato di cui comunque bisogna tener conto. 
Ho notato che si va sempre a trovare il lato negativo delle cose e si perde di vista ciò che di buono c’è come il rendimento della difesa. Questo clima non serve e mi chiedo a chi possa giovare. Il giudizio è troppo severo visto che al contrario del Catania o di squadre di quel livello, noi siamo ancora un gruppo in fase embrionale.
Il nostro percorso è chiaro ed è stato chiaro anche attraverso il mercato. L’obiettivo era e continua ad essere quello di stare lassù, non di vincere il campionato ed in base a ciò abbiamo fatto le nostre scelte. Io sono esecutore del progetto tecnico, le scelte sono state fatte da me, in collaborazione con il mister e la società. Ulteriori accorgimenti a gennaio? Per quello che so io la società ha manifestato la volontà di intervenire".

In merito ai rapporti con il resto della dirigenza, Logiudice è stato estremamente chiaro: "Quella di screzi interni è una leggenda metropolitana. Io e la dirigenza ci sentiamo spesso e il rapporto è cordiale".
Qualche battuta anche su Auteri: "Io ho il mio carattere, lui il suo: non dobbiamo coricarci nello stesso letto ma abbiamo lo stesso obiettivo e su tutte le scelte c’è stata piena comunità d’intenti".

Maurizio Martino