Trapani-Catanzaro 3-3: i giallorossi a dimensione Dionigi

24.10.2017 08:50 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:   articolo letto 1432 volte
Trapani-Catanzaro 3-3: i giallorossi a dimensione Dionigi

di Alessandro Manfredi - E' il Catanzaro di Davide Dionigi. Dopo appena due gare, giocate contro due ottime squadre, Matera e Trapani, che puntano in alto, la formazione giallorossa sembra aver intrapreso la giusta strada verso la ricerca di una dimensione di squadra, che alle buone caratteristiche tecniche sappia inserire la giusta dose di carattere e agonismo, caratteristiche che venivano considerate troppo spesso latitanti nel Catanzaro di Alessandro Erra.

Dionigi ha raccolto in eredità una rosa di qualità che da ieri, dopo il match serale del Provinciale di Trapani, è consapevole di avere anche ben altre risorse da gettare in campo quando si gioca.

Già con il Matera, nonostante la sconfitta determinata da reti di notevole fattura e da episodi poco benevoli, i giallorossi avevano fatto intendere che la mano di Dionigi stesse da subito plasmando i suoi ragazzi. Perchè che il Catanzaro di Floriano Noto sia una società ambiziosa lo si era capito, ma quanto sia stato valido l'assemblamento dei giocatori deve raccontarlo il campo.

Con Erra alla guida il tappeto verde aveva svelato un Catanzaro quasi a salve, apparentemente ben armato ma sprovvisto di una concretezza e di una rabbia agonistica che in serie C fanno troppo la differenza. E' un campionato di corsa e carattere, più che di qualità, anche se nella stagione in corso, grazie a formazioni ben strutturate, il tasso qualitativo sembra essersi elevato.

Chi si è di certo elevato, però, da ieri, è il Catanzaro, che con Dionigi nei panni di mental coach più che di allenatore ha segnato il solco tra ciò che si credeva potesse essere e ciò che in realtà è.

Sotto di 3-0 nel primo tempo, per le reti di Reginaldo, Bastoni e Maracchi, arrivate nell'arco di 10 minuti dal 23' al 32', i giallorossi sono rientrati in campo notevolmente arrabbiati e con il solo obiettivo di riscattarsi, senza più brutti pensieri nella testa.

Un match simile a quello del Ceravolo di poche settimane fa, contro il Lecce. La differenza è stata che mentre contro i pugliesi sventolava bandiera bianca, contro il Trapani ha sventolato la bandiera giallorossa e riscatto c'è stato.

Zanini, Infantino e Onescu, nell'arco di 14 minuti hanno ripreso il match, concretizzando 30 minuti di calcio giocato ad altissimi livelli dalla formazione di Dionigi. Poi al minuto 77 ancora Zanini ha sfiorato il clamoroso 4-3 ed in quel momento si è compreso quanto il Catanzaro sia diverso da due settimane fa. E' il Catanzaro di Dionigi, perchè tanto a lui somiglia e lo si è visto in poco tempo. Grinta e determinazione hanno dato tanto alla carriera di Davide Dionigi, ecco perchè sa più di tutti quanto esse facciano la differenza nel calcio e nella vita.

Ora il lavoro da fare è ancora tanto, ma Dionigi stesso, a fine gara, ai microfoni di RaiSport, ha messo in evidenza tutta la sua soddisfazione per il risultato e per la prestazione. Ha ammesso di essere consapevole di avere una rosa fatta da buoni giocatori e giovani più che promettenti, per questo è sembrato convinto di poter raccogliere altre soddisfazioni con la sua squadra, proprio come a Trapani.

Un'impresa che stimola i giocatori a dare il massimo, proprio perchè soprattutto loro da ieri sanno di poter centrare qualsiasi risultato.

Sabato al Ceravolo arriva l'Andria, un test importante per capire da subito se la prestazione di ieri sia stata solo di rabbia o se il Catanzaro ha finalmente trovato la giusta via anche in campo.

Per Dionigi l'obiettivo è una salvezza tranquilla, ma anche lui sa che se il Catanzaro può essere sempre quello del secondo tempo di Trapani, a cui si somma il buon primo quarto d'ora di gara con l'occasione d'oro di Onescu, qualcosa in più potrebbe arrivare.