Tornare ad essere il Catanzaro, tornare ad essere la regina del sud...

 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:   articolo letto 1569 volte
© foto di Alessandro Mazza
Tornare ad essere il Catanzaro, tornare ad essere la regina del sud...

Se non segni non vinci. Chiaro, semplice, banale. E se non segni, alla fine, rischi di perdere. Il calcio è così: spietato, cinico, crudele. E il Catanzaro di Mario Somma ha pagato sulla propria pelle tutto questo. Le sconfitte con Paganese, Virtus Francavilla, Messina e per certi versi anche quella di Lecce, hanno come concausa la carenza delle bocche di fuoco giallorosse. Stesso discorso, e non poteva essere altrimenti, per il pareggio con l’Akragas. D’altronde da quando esiste il gioco del calcio, le squadre più forti sono quelle che hanno gli attaccanti migliori. Certo c’è sempre l’eccezione che conferma la regola, ma non è il caso del Catanzaro. Solo tre gol all’attivo in sette giornate, tutte nella stessa partita conclusasi, guarda caso, con una vittoria, la sola, per il momento, della compagine di Mario Somma.

Se prima quello che preoccupava l’ambiente giallorosso era la tenuta difensiva e la carenza di uomini a centrocampo, ora, quello che dicono i freddi numeri del campionato, è che l’attacco è il reparto sul quale bisogna lavorare di più. Perché se Giovinco non si fosse divorato una doppia ghiotta occasione all’Esseneto, perché se Tavares non avesse sbagliato a porta praticamente vuota contro il Messina, perché se l’attaccante portoghese non avesse buttato alle ortiche un calcio di rigore con la Paganese, perché se Cunzi a Lecce non avesse sbagliato la rete del possibile pareggio, forse oggi il Catanzaro avrebbe qualche punto in più in classifica e l’ambiente sarebbe decisamente meno amareggiato.

In queste settimane non abbiamo risparmiato nulla al Presidente Cosentino, al DS Preiti e a mister Somma, ma non sono loro che vanno in campo. A questa società possono essere addebitate tante colpe in questo campionato, ma i calciatori devono assumersi le proprie responsabilità. Vestire la maglia del Catanzaro dev’essere per loro un onore. Indipendentemente dalla categoria in cui giocano. Grandi e compagni devono capire, una buona volta per tutte, che giocare con il giallorosso addosso dev’essere motivo di vanto. Ecco perché devono dare tutto in campo, fino alla fine. E chi non è da Catanzaro deve avere l’onestà intellettuale di fare un passo indietro e chiedere alla società di essere ceduto il prima possibile.

A Catanzaro abbiamo bisogno di calciatori che hanno rabbia in corpo e voglia di vincere. Le mezze figure non servono. Un inizio di campionato anonimo non è da Catanzaro. Un pareggio ad Agrigento muove solo e di poco la classifica, ma dev’essere il punto di partenza di un nuovo campionato a cominciare da domenica prossima quando al “Ceravolo” scenderà in campo il Taranto. I rossoblu ionici a memoria d’uomo non hanno mai vinto a Catanzaro. Un tempo lo stadio comunale era uno dei campi più ostici d’Italia. Oggi, purtroppo, non è più così e questo non è accettabile. Il Catanzaro deve tornare ad essere il Catanzaro e il “Ceravolo” deve tornare ad essere un bunker inespugnabile. Quindi, basta "brodini" e mezze figure, concentrazione alta e torniamo ad essere la regina del sud…