Derby Cosenza - Catanzaro. Rossoblu rimandati, giallorossi promossi ma...

11.04.2018 16:56 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:   articolo letto 804 volte
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com
Derby Cosenza - Catanzaro. Rossoblu rimandati, giallorossi promossi ma...

E’ stato un Catanzaro pratico, senza troppi leziosismi ad imporre al Cosenza l’ennesimo stop al San Vito-Marulla. I silani non battono i giallorossi tra le mura amiche da 33 anni nonostante abbiano incontrato, nelle ultime stagioni, un Catanzaro quasi sempre in difficoltà. E a giudicare dai fischi finali i tifosi dei lupi non l’hanno presa bene.

RIMANDATI A DATA DA DESTINARSI

Sognavano di battere il Catanzaro ma come ogni anno devono rimandare alla prossima stagione. Un rimandare di anno in anno che ha fatto affievolire le presenze allo stadio silano, poco più di 6.000 spettatori con oltre 500 tifosi ospiti. Anche se, rispetto alla media stagionale, che prima di domenica si attestava a poco meno di 2.000 spettatori, si è avuta una notevole impennata. E già c’è chi, in riva al Crati, parla di stagione fallimentare nonostante il Cosenza sia in corsa per un posto play-off. Disarmante. Evidentemente i tifosi dei lupi vivono questo derby come se fosse il traguardo di un intero campionato, consapevoli che la storia calcistica tra Cosenza e Catanzaro è agli antipodi. Ma questo è lapalissiano, inutile specificarlo. Di contro la compagine di Pippo Pancaro ha pensato bene a contenere le sfuriate offensive dei padroni di casa che, è bene dirlo, hanno tirato in porta solo in un paio di occasioni con Pascali e Okereke. E alla fine fanno quasi tenerezza le parole di Piero Braglia che tenta di difendere i suoi dalla stampa cosentina che ha puntato il dito soprattutto sulla poca prolificità di Perez. I silani pensavano che con l’acquisto dell’ex Ascoli avrebbero avuto un’arma in più nella seconda parte di campionato invece, l’ex bianconero, si sta dimostrando un acquisto salato e poco proficuo tant'è che sul banco degli imputanti è finito il DS Trinchera. I tifosi silani ne chiedono le dimissioni. Lui chiede scusa per il derby non vinto e spera nei play-off. Come dire, rimandati a data da destinarsi...

PROMOSSI COL MINIMO SINDACALE

E se da parte silana, al triplice fischio finale, sono piovuti fischi, da parte giallorossa sono arrivati applausi. Il Catanzaro ha fatto di necessità virtù ed è andata bene. In questo campionato, avaro di soddisfazioni, aver battuto il Cosenza in casa e pareggiato in trasferta era il minimo sindacale. Per quest’anno, ovviamente. Dal prossimo ci si augura che il Catanzaro torni a fare il Catanzaro. Spetterà a Pasquale Logiudice far dimenticare il pessimo lavoro fatto da chi lo ha preceduto (Maglione e Doronzo n.d.c.). La società del Presidente Noto può tranquillamente ambire a ben altre categorie. La volontà non è mancata e, ne siamo certi, non mancherà in futuro, quella che è mancata, in questa prima stagione alla guida della compagine giallorossa, è stata l’esperienza. Colmato questo “deficit” la società del Presidente Noto può riaprire un ciclo. Questo è quello che sperano tutti. Gli ingredienti ci sono: una grande società, una tifoseria attenta e presente e persino le tanto vituperate strutture. Avere a disposizione un centro sportivo come il Poli Giovino, il campo B in erba sintetico e il Federale sono impianti che poche società possono vantare in serie C. Ora bisognerà ragionare su corsa fare del “Ceravolo”. Il Catanzaro ha bisogno di uno stadio bello e funzionale. Ma questo è un discorso che si farà successivamente.

COLORE, CALORE E FIGURACCE

Per concludere tornando all’attualità ossia al 54simo derby tra Cosenza e Catanzaro, la cosa più bella del match di domenica scorsa è stata la tifoseria giallorossa. Colorata, compatta, calorosa e qualitativamente superiore a quella di casa. Cori costanti per tutti i novanta e oltre minuti del match. I tifosi rossoblu, invece, hanno dato vita ad una coreografia decisamente inguardabile. Roba da campionati dilettanti. Coreografia visivamente brutta da vedere e anche sbagliata con uno striscione capovolto. Una situazione già vista al San Vito durante un altro derby. In quella occasione photoshop servì a mitigare l’imbarazzo, questa volta, invece, dopo un momento di confusione iniziale i tifosi della Curva Sud hanno risistemato il tutto. E a proposito di figure barbine, dispiace per il “qui pro quo” tra il Cosenza calcio, la locale Questura e la dirigenza dell’US Catanzaro. Vedere i massimi dirigenti del club calcistico più blasonato della Calabria essere ospitato in uno spicchio di curva su sedie di plastica non è stato proprio il massimo. Siamo certi che in futuro questi inconvenienti non si ripeteranno più.