Cosentino prendere o lasciare Catanzaro non può più aspettare

 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:   articolo letto 3727 volte
Cosentino prendere o lasciare Catanzaro non può più aspettare

Catanzaro dottor Jekyll e mister Hyde. Nel giro di una settimana i giallorossi sono riusciti nell’impresa di passare dalle stalle alle stelle grazie alla rotonda vittoria contro la Fidelis Andria, rimanere sulla “luna” nonostante la sconfitta contro il Lecce giocando, comunque, per larghi tratti agli stessi livelli della capolista, ritornare nelle stalle dopo l’inopinata sconfitta casalinga con la Paganese. Quello che è successo in questi sette giorni è l’emblema di quello che è successo nella gestione Cosentino in questi anni: tutto il contrario di tutto. Dal campionato vinto in C2 con Ciccio Cozza in panchina, ai play off raggiunti con Oscar Brevi, alla caduta in picchiata dall’avvento di Checco Moriero fino ai giorni nostri. Tutto il contrario di tutto, appunto.

Inutile sottolineare la mancanza di programmazione e di organizzazione a livello societario. Lo abbiamo scritto e riscritto, detto e ridetto. Diventa persino inutile arrabbiarsi per una sconfitta contro una squadra, come la Paganese, messa in piedi pochi giorni prima dell’inizio del campionato, formata da calciatori di esperienza, ma fuori forma (alcuni con una pancetta degna dei campionati “amatori”). Così come è inutile controbattere alle parole di Mario Somma che, a chi gli chiede se questo organico ha bisogno di rinforzi immediati, risponde “abbiamo individuato calciatori di serie B che arriveranno a gennaio, salvo imprevisti” oppure fargli notare che la partita contro la Paganese è stata un aborto tattico con inspiegabili cambi in attacco (vedi sostituzione di Campagna con Tavares) quando i problemi erano evidenti a centrocampo e in difesa. Diventa inutile chiedersi che fine ha fatto Antonello Preiti, perché non viene lui alla fine delle partite a parlare alla stampa del progetto che ha messo in piedi in questi mesi di lavoro. Diventa inutile chiedersi dov’è finita Gessica Cosentino. Ma ancor più inutile è chiedersi perché Giuseppe Cosentino sta perseverando a collezionare errori su errori. Perché?

Eppure Giuseppe Cosentino è stato accolto sin dal suo arrivo con grande rispetto dai catanzaresi. Non era lui che faceva ogni domenica il giro di campo per raccogliere gli applausi dei tifosi allo stadio? Non era lui che veniva osannato con cori di incitamento e striscioni d’amore? Giuseppe Cosentino non si rende conto di quanto siano stati pazienti i tifosi del Catanzaro nei suoi confronti. A nessun suo predecessore sarebbe stato permesso di comportarsi come ha fatto finora l’imprenditore di Anoia. Ma nonostante tutto tra i tifosi giallorossi c’è ancora chi crede in lui e lo difende contro i cori di scherno che si alzano dalla curva Ovest. “Divide et impera” avrebbe detto Filippo il Macedone, ma qui, ormai, rimane veramente poco dell’impero giallorosso. Non c’è più il grande popolo delle aquile, ridotto ai minimi storici dalle scellerate gestioni di Giuseppe Cosentino. Lo stadio è sempre più vuoto. A memoria d’uomo la curva ovest non è mai stata così poco frequentata come nelle ultime due disastrose stagioni dell’era Cosentino.

E nel vedere quello che sta succedendo al Catanzaro calcio c’è da chiedersi come ha fatto Giuseppe Cosentino a far diventare la sua azienda leader a livello mondiale. Un vero esempio di organizzazione, un vero vanto per la Calabria e i calabresi. All’inizio si era pensato che la poca esperienza nel mondo del calcio fosse la causa di alcuni macroscopici errori nella gestione di una società sportiva importante come quella giallorossa. Oggi, invece, questa scusante non tiene più. Giuseppe Cosentino non ha voglia di fare il presidente del Catanzaro calcio. Non c’è altra spiegazione. Solo così si può spiegare per il secondo anno di fila l'allestimento di una squadra fatta chiaramente al risparmio. E allora inutile perdere tempo, non gliel’ha ordinato mica il medico, metta in vendita le sue quote. Lo faccia chiaramente, con una dichiarazione pubblica o in alternativa vada subito dal sindaco e molli questa “patata bollente” al primo cittadino. Il Catanzaro calcio non è un giocattolo, il Catanzaro calcio è qualcosa di estremamente serio. C’è gente che sta male per questa maglia e questi colori. Gente che ha perso il sorriso, che non vive più serenamente. Gente che pur non venendo allo stadio per protesta contro il modus operandi di Giuseppe Cosentino, soffre terribilmente.

Se poi Giuseppe Cosentino vuole dimostrare a tutti noi che stiamo sbagliando, che stiamo prendendo un abbaglio, esca con una dichiarazione pubblica forte, vibrante, vera. Dica cosa vuole realmente fare. Dica se vuole continuare ad essere o meno il presidente di questa gloriosa squadra. In caso affermativo, però, faccia parlare i fatti. Il tempo delle parole è finito…