Catanzaro - Trapani è già storia. Ora testa ai play-off

06.05.2019 13:01 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:    Vedi letture
© foto di Andrea Rosito
Catanzaro - Trapani è già storia. Ora testa ai play-off

Iconica come Italia – Germania 4 a 3, bella come una Ferrari che taglia il traguardo di Montecarlo, indimenticabile come una Guzzi V7, emozionante come l’urlo di Rocky Balboa dopo la vittoria contro Ivan Drago che grida ripetutamente il nome della moglie "Adriana", insomma fate voi, scrutate nei vostri ricordi, trovate qualcosa di indimenticabile e accostatela a Catanzaro – Trapani  6 a 3. Dopo i primi 10 minuti di terrore, sembrava di assistere ad un film “horror” già visto, in molti al “Ceravolo” e a casa hanno tremato rivivendo incubi passati mai dimenticati. Ora è facile dire: “lo sapevo”. Nel calcio nulla è scontato. Sicuramente le motivazioni maggiori del Catanzaro rispetto a quelle del Trapani hanno aiutato la squadra a ribaltare una partita che, dopo il terzo gol siciliano, sembrava già segnata. Ha detto bene Gaetano Auteri al termine dell’incontro “questa gara è l’emblema del campionato del Catanzaro”, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, aggiungiamo noi. Partiamo dalle note dolenti: questa squadra subisce troppi gol. Basta distrarsi un attimo e gli avversari ne approfittano capitalizzando al massimo le poche occasioni da rete che hanno durante tutto l’arco della partita. E’ successo spesso in questo torneo e si è ripetuto ieri al cospetto di un Trapani che nelle prime tre occasioni da rete, nate tutte da altrettanti errori nostri, ha segnato inesorabilmente. Così, per rimettere in piedi una partita iniziata male, ci ha dovuto pensare il miglior Catanzaro della stagione con le sue armi migliori: il gioco e l’attacco atomico. Già! proprio il reparto avanzato, e non poteva essere diversamente, con i suoi 65 gol all’attivo è il migliore di tutti e tre i gironi della serie C e uno dei più perforanti (dopo Juventus, Atalanta, Napoli e Brescia) d’Italia. Merito, manco a dirlo, non delle individualità ma del gioco di squadra che ha portato quasi tutti gli effettivi ad aver timbrato il cartellino marcatori. Una bellissima cooperativa del gol che grazie all’afflato (termine più volte utilizzato da Gaetano Auteri nella sala stampa del “Ceravolo”) ritrovato con la propria tifoseria potrebbe tornare a scrivere una indimenticabile pagina di storia a tinte rigorosamente giallorosse.