Catanzaro, ricominciare dalla fine...

08.05.2016 23:44 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:    Vedi letture
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Catanzaro, ricominciare dalla fine...

di Rosita Mercatante

Catanzaro-Melfi, minuto 93: Agnello porta palla a centrocampo, salta un avversario e l’arbitro fischia la fine dell’incontro. Le aquile sono salve, hanno vinto 1-0 grazie ad un gol di Razzitti al 63’. Tutti i giocatori sotto la “Capraro” ad esultare e Mister Erra a prendersi gli applausi dei ben 7000 spettatori presenti. Un pubblico di categoria superiore e che invece ha sostenuto le aquile come se dovessero giocarsi una promozione e non una salvezza in Lega Pro. Potrebbe riassumersi in queste poche righe il racconto di una giornata tra le più emozionanti di un campionato dai colori sbiaditi e dall’andatura incerta, per certi versi zoppicante. Sofferta e tanto agognata la salvezza è però arrivata, siglando l’epilogo di un’annata che aveva preso avvio in pieno clima di contestazione. Quella del popolo giallorosso verso la gestione Cosentino. Ora, all’indomani del raggiungimento del risultato sembrano essere due i punti le asserzioni da pronunciare con sicurezza: la promessa del mantenimento della categoria del Catanzaro è stata mantenuta da parte del suo Presidente che ha già parlato per il domani di una “seria programmazione”, e la tifoseria non si è mai disaffezionata dai colori della sua squadra però ha ambizioni più alte di un “campionato dignitoso” (o mediocre, come preferiscono definirlo altri). Il segreto per un futuro roseo, probabilmente, bisognerebbe intravederlo in un buon compromesso tra le due parti. Così come avviene in ogni rispettabile matrimonio. Con le spalle rivolte al passato, è tempo di guardare avanti. Quel che è stato è stato. Adesso con la salvezza in tasca, da dove e da cosa ripartire? Dall’entusiasmo dei suppoters, da Mister Erra e da Francesco Agnello, e da chi insieme a lui ha dimostrato impegno in campo. Il tecnico Erra è forse il vero artefice della salvezza. “Mi aspetta una sfida difficile ma non impossibile”. Erano state queste le parole con cui aveva esordito in quella lontana conferenza stampa datata 27 ottobre 2015, dopo la sconfitta con il Benevento che costò l’esonero di D’Urso. Un mantenimento della categoria senza neanche passare dagli spareggi può definirsi un miracolo sportivo. L’arrivo del tecnico sui Tre Colli era stato segnato dalla sconfitta interna con il Matera, mentre i suoi erano addirittura ultimi con 5 punti in classifica. Dapprima è riuscito a risollevare le sorti dell’US con ben sette risultati utili consecutivi battendo tra l’altro l’allora secondo Messina, il Lecce ed in nove la Paganese fuori casa. Il trainer ha saputo supplire anche ad un calciomercato invernale deficitario con un organico addirittura indebolito vista la squalifica per il processo Dirty Soccer a Giampà e l’infortunio a lungo termine del difensore Moi. Due capisaldi. Non sono mancati i momenti difficili con l’apice raggiunto dopo la sconfitta al “Via del Mare” di Lecce per 4-0 che fece il paio con il 3-0 di Matera. Nel “minitorneo” di sette partite finali l’allenatore giallorosso ha spronato i suoi al massimo. Il carattere di Mister Erra si è visto nei primi quindici minuti di Ischia-Catanzaro alla penultima. Le aquile avevano perso malamente in casa con il Monopoli sprecando un match point per la salvezza ed inguaiandosi terribilmente il cammino. L’US ha aggredito gli isolani creando occasioni su occasioni ed andando in rete con Agodirin. La salvezza finale grazie al successo con il Melfi è la conclusione di un capolavoro dell’allenatore campano. Erra deve essere assolutamente un punto fermo della prossima stagione. Per di più ha già dichiarato di avere di avere “obiettivi ambiziosi”, incontrando in pieno i desideri della piazza. Un altro torneo come questo non è disposto – giustamente – ad accettarlo. In campo a distinguersi è stato senza dubbio Francesco Agnello. Non un centravanti, né un fantasista, ma un centrocampista tutta corsa. Nelle trentatré partite che ha disputato avrà recuperato miriadi di palloni, andando quasi sempre oltre la sufficienza oltre che autore di tre reti importanti a Pagani, Monopoli e Benevento. Inevitabilmente nell’ingrato compito di tirare le somme bisogna bisogna annotare anche gli aspetti negativi. Se quello appena concluso è per molti un campionato da dimenticare, ci sarà qualche motivo. L’organico ha presentato troppi limiti. La spaccatura creatasi tra la tifoseria e la società non ha giovato a nessuno. Imparare dagli errori sarà molto utile: serve una programmazione seria, oculata e con scelte all’altezza. C’è ancora qualcun altro che merita di rimanere sui Tre Colli. Il primo è Matteo Grandi, uno dei migliori portieri della Lega Pro. Una volta ristabilito sarà giusto dare una seconda chance a Moi, buon difensore fin quando non è stato costretto a subire un intervento chirurgico. Maita è un regista che ha dimostrato di meritare la categoria ed è cresciuto tantissimo. Anche altri elementi di buon livello quali Squillace, Patti o lo stesso Razzitti. Il centravanti ha pagato probabilmente fra le varie cause l’aver giocato da solo per tutto il campionato. La società ha mesi preziosi da non sprecare, ma da sfruttare al meglio per pianificare una nuova stagione in cui non saranno ammessi gli stessi errori. Neppure costruire tutto da zero sembra essere, a nostro modo di intendere il calcio, la soluzione migliore. La continuità è un fondamentale. Questa rosa va integrata con i giusti interveti nei vari reparti, impartendo al gruppo che non basta la tecnica per fare delle buone competizioni. Serve soprattutto il cuore. I 7000 spettatori sono il messaggio più eloquente che la città e la Calabria ha inviato all’indirizzo del club di via Pugliese. Per un futuro degno della piazza giallorossa bisogna ripartire dalle emozioni condivise in quella straordinaria giornata finale.