Catanzaro, quando manca il cuore...

16.03.2017 13:32 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:    Vedi letture
© foto di Alessandro Mazza
Catanzaro, quando manca il cuore...

Può una squadra che deve salvarsi presentarsi a Melfi e non giocare completamente un intero primo tempo rimanendo in balia dell’avversario? Può una squadra che deve salvarsi affrontare un avversario che aveva subito ben 11 sconfitte consecutive e 56 reti al passivo tirando una sola volta nello specchio della porta? Le risposte sono, ovviamente, scontate: no! Non è possibile vedere giocare il Catanzaro senza cuore. Lo avevamo scritto in diverse occasioni: questa squadra sembra non avere sentimenti. Giocatori che si riempiono la bocca di tanti buoni propositi durante la settimana per poi, al momento di dimostrare con i fatti che davvero hanno capito che i limiti tecnici si superano con la foga agonistica, ritornano ad essere delle entità astratte. Potevamo capire se di fronte alla squadra di Alessandro Erra ci fosse stato il Real Madrid o più “semplicemente” il Foggia. Nulla avremmo potuto dire a De Lucia e compagni, ma perdere contro una squadra che fino a due domeniche fa era forse la più battuta d’Europa senza neanche provare a vincere la partita fa male. Fa male vedere il Catanzaro ridotto in queste condizioni. Una squadra che ha cambiato, ancora una volta, la guida tecnica ma che non riesce a tirarsi fuori dai bassifondi della classifica. Chiaro, quindi, che i problemi di questo Catanzaro sono di natura prettamente tecnica. La squadra allestita da Antonello Preiti non è all’altezza delle aspettative di una piazza come quella catanzarese. La cosa grave è che gli errori estivi si sono ripetuti anche a Gennaio in occasione del mercato di riparazione. Non sono arrivati giocatori capaci di dare la svolta. D’altronde basta consultare qualche almanacco di calcio, andare a leggere le carriere dei “rinforzi” arrivati per capire che ci troviamo di fronte a normali calciatori di Lega Pro. Eppure la situazione critica della compagine del Presidente Cosentino al termine del girone d’andata richiedeva giocatori leggermente sopra la media. Nessun Higuain o Cristiano Ronaldo, ma calciatori capaci di alzare il tasso tecnico della squadra. Guardando, invece, l’andamento del Catanzaro post mercato invernale si capisce che non vi è stato alcun salto di qualità. Nessun cambio di passo. E ancora più grave è che il Catanzaro ha perso tre scontri diretti contro avversari veramente alla portata. Prima a Messina durante la burrascosa settimana che precedeva il cambio societario della compagine peloritana, poi a Taranto contro un avversario al quale è bastato un solo affondo per portare a casa tre punti e, infine, a Melfi dove, al di là dell’indecisione finale di De Lucia, il Catanzaro ha giocato per il pareggio. Così non va. Non è possibile vedere squadre di bassa classifica avere vita facile contro la compagine giallorossa. Una squadra che sembra giocare svogliata e abulica. Così non va bene. Occorre ripartire subito, senza trovare ulteriori giustificazioni ad un campionato indecente da parte di Cunzi e compagni. Già domenica contro il Monopoli bisognerà mordere le caviglie e portare a casa a tutti i costi la vittoria. Quella contro i pugliesi è l’ennesima occasione per rialzarsi. Per venir fuori dall’incubo a patto, però, che finalmente si scenda in campo con quella rabbia agonistica che, finora, è mancata. Perchè chi gioca col cuore, non teme la sorte...