Catanzaro nulla è perduto. Juve Stabia cotta e fortunata. Giallorossi più forti

14.02.2019 11:14 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:   articolo letto 1392 volte
© foto di Andrea Rosito
Catanzaro nulla è perduto. Juve Stabia cotta e fortunata. Giallorossi più forti

Com’è strano il calcio. La capolista Juve Stabia festeggia per un pareggio ottenuto al Menti, mentre il Catanzaro si rammarica per aver portato a casa solo un punto. Il calcio è proprio strano anche guardando la doppia sfida tra aquile e vespe, i campani hanno ottenuto più di quanto avrebbero meritato. E non è un caso, la squadra del Presidente Manniello ha qualche punto in più in classifica più per la dea bendata che per propri meriti, la lista degli episodi fortuiti potrebbe essere lunghissima ma ne elenchiamo solo alcuni: il pareggio ottenuto i extremis a Vibo, la vittoria facile contro un Matera in disarmo, la vittoria fortunosa di Rende, il pareggio di ieri. Ma tant’è, per vincere i campionati ci vuole anche una buona dose di fortuna. Ma non bisogna scoraggiarsi,  ancora mancano dodici partite (una vita) per decidere chi sarà la squadra che andrà in serie B direttamente. La Juve Stabia che, al momento, ha nove punti di vantaggio sul Catanzaro non può dormire sonni tranquilli anche alla luce del calendario che si trova davanti. La squadra di mister Caserta sembra cotta e ieri non ha dimostrato di essere più forte del Catanzaro, tutt’altro! Le uniche occasioni create dai padroni di casa sono arrivate su calci piazzati mentre le azioni più clamorose per sbloccare il match le ha avute proprio la squadra di mister Auteri. Se poi aggiungiamo che i giallorossi si sono presentati al Menti dopo aver giocato tre giorni fa a discapito di una Juve Stabia con dieci giorni di riposo nelle gambe e, ancora, che il Catanzaro ha giocato senza Fischnaller, Bianchimano e Kanoute ed ha perso Figliomeni dopo dieci minuti mentre le vespe erano in formazione tipo si capisce benissimo che i campani quest’anno hanno raccolto più del dovuto. Ecco perché nulla è perduto. Vero: se Giannone avesse trasformato il calcio di rigore (netto a discapito di quello che qualche addetto ai lavori ha sostenuto) saremmo qui a parlare di altro. Ma Giannone, come tutti i calciatori con grandi qualità tecniche, è croce e delizia. Ieri si è procurato il calcio dagli undici metri e lo ha sprecato malamente. A Catania ha realizzato una magia che ha permesso di mettere al sicuro il risultato del Massimino e, domenica scorsa, con la Paganese ha sbloccato il risultato. Certo i tifosi delle aquile ce l’hanno un po’ con lui, ma nel calcio capita, succede, purtroppo è capitato a noi ma in questa fase del campionato non si possono fare processi e alimentare sospetti. Giannone ha sbagliato ma, ne siamo certi, non avrebbe voluto farlo. Inutile piangere sul latte versato, c’è ancora un campionato da giocare e da vincere. La Juve Stabia, a discapito di quello che ne pensano i colleghi campani, non se la vedrà solo con il Trapani per la vittoria finale. Il Catanzaro deve ancora recuperare la partita d’andata con la Viterbese al “Ceravolo” e il distacco da 9 potrebbe essere di 6 lunghezze, le stesse del Trapani. E inoltre, altro dato da tenere in considerazione, il calendario dei giallorossi sembra decisamente più agevole con tutte le sfide clou: con Catania e Trapani da giocare tra le mura amiche. E poi è ancora aperto il caso Matera. I lucani non avevano i requisiti (leggi fidejussione irregolare) per essere iscritti al campionato sin dall’inizio e con la loro condotta (leggi schierare la berretti in diverse partite del girone d’andata) hanno letteralmente falsato (leggi commenti del Presidente Lamberti) il torneo. Le NOIF tanto sbandierate in questo periodo dal Presidente Manniello centrano fino a un certo punto, è una questione più di sostanza e soprattutto di lealtà sportiva che impone alle squadre di scendere in campo con le migliori formazioni possibili e non con le giovanili. Siamo certi che questa volta Ghirelli e Gravina dimostreranno serietà e raziocinio. Una motivo in più per il Catanzaro di ripartire dalla prova maiuscola di Castellammare facendo sentire il fiato sul collo dei più forti a chi già si considera erroneamente in serie B.