Catanzaro: il rammarico per diventare più competitivi

08.05.2018 10:55 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:   articolo letto 2965 volte
Catanzaro: il rammarico per diventare più competitivi

Il rammarico è un sentimento che nel calcio si ripete in continuazione. Quando una squadra fallisce un obiettivo piomba nel rammarico, che deriva dalla consapevolezza di possedere le potenzialità di potercela fare, disciolta nella delusione per non avercela fatta. Il Catanzaro ha concluso la stagione zero, la prima della gestione condotta da Floriano Noto. Una stagione sperimentale, una sorta di rito di iniziazione, caratterizzata da alti e bassi, da certezze e dissolute illusioni, da ambizione ed errori svelati dalla realtà dei fatti. Il campo è spietato, ragiona solo sui numeri e sui risultati. Racconta verità che non possono mai essere ignorate.

Ed il campo, nella stagione zero del Catanzaro, ha raccontato una verità oggettiva: centrare i playoff era un risultato decisamente alla portata della rosa assemblata dalla società. Il lavoro che Noto ha alacremente portato avanti con l’ausilio di Francesco Maglione e Pietro Doronzo non è stato da buttare, perché i giocatori del Catanzaro valevano i playoff ed oggi, a campionato finito, è proprio questa consapevolezza a lasciare l’amaro in bocca. In corso d’opera, il patron giallorosso, ha avuto anche il coraggio di mettersi in discussione, rivedendo le sue scelte ed accettando le dimissioni di Maglione e Doronzo, oltre che di Dionigi, allenatore di quel momento. L’arrivo di Logiudice è stata una decisione presa in prospettiva futura, per la stagione numero uno, quella che verrà, e che dimostrerà quanto la società giallorossa sia cresciuta e pronta a centrare obiettivi tanto attesi dai tifosi. A guardare indietro il primo ed importante errore commesso, ma oggi è facile dirselo, è stato iniziare con Erra nel ruolo di allenatore. Il tutto nuovo avrebbe potuto generare migliori risultati ad inizio stagione, ma questo non può essere dimostrato, pertanto resta il rammarico, come detto, di un percorso rivelatosi più insidioso del previsto.

Tanti gli infortuni avuti nel corso dell’anno, che hanno messo in difficoltà tutti gli allenatori che hanno guidato il gruppo. Alcuni giocatori sono stati cambiati, ma anche questo non ha dato scossoni rilevanti. L’altalena di prestazioni e risultati è forse l’unica costante vissuta dal Catanzaro in questo campionato. La vicenda Money Gate ed il lungo processo sulla presunta combine di Catanzaro-Avellino, giocata il 5 maggio 2013 e totalmente estranea alla dirigenza attuale, ha tenuto con il fiato sospeso società e tifosi, creando magari un pizzico di preoccupazione che può aver pesato in alcuni momenti della stagione. Insomma, nell’anno zero di Floriano Noto le cose accadute sono tante. Ecco perché, dinnanzi a tanto fermento, c’è da immaginarsi una società già al lavoro per la prossima serie C, con tanta voglia di creare le condizioni per vivere un campionato da protagonisti, con il sogno di puntare alla serie B, traguardo mai nascosto. Ma cosa potrebbe servire al Catanzaro lo suggerisce l’implacabile oggettività del campo. Come detto, è il campo a raccontare i numeri da analizzare e da considerare per tentare di individuare i punti deboli espressi in questa stagione. Innanzitutto, il dato principale sul quale soffermarsi è il numero esagerato di sconfitte: il Catanzaro ha perso 16 partite su 36 giocate, e solo le ultime tre in classifica hanno fatto peggio. Se solo si fossero pareggiate cinque di queste sedici partite i playoff sarebbero stati centrati. Sono state undici le vittorie del Catanzaro e nove i pareggi, ma c’è chi ha vinto di meno, dieci volte, e pareggiato di più, sedici, e va ai playoff, come nel caso della Virtus Francavilla.

Un altro dato numerico che può spiegare il motivo per cui il Catanzaro non ha centrato i playoff è la differenza reti: -10, con 35 gol fatti e 45 subiti. Si tratta del quarto peggior dato, meglio solo rispetto alle ultime tre. La quinta peggior difesa ed il quattordicesimo attacco del campionato non hanno consentito ai giallorossi di trovare quei cinque punti che avrebbero eliminato il rammarico attuale. Condizione fisica e mentale hanno fatto la differenza ed hanno pesato come un macigno sul risultato finale. Ma era l’anno zero, ecco perché nell’ambiente si è vissuta maggiore tolleranza rispetto al passato. Tuttavia, il presidente Noto è il primo a sapere che il forte desiderio di calcio che conta dei tifosi giallorossi deve essere esaudito e per farlo tenterà di caricarsi il bagaglio di esperienze accumulato in questa prima stagione, che in aggiunta all’esperienza del lavoro del ds Logiudice, punterà a rendere concreto il progetto immaginato nel momento in cui ha scelto di rilevare il Catanzaro Calcio. Ripartire dal rammarico per diventare più competitivi.

Alessandro Manfredi