Cambiando gli ordini degli addendi la Somma non cambia...

04.09.2016 23:41 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:    Vedi letture
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Cambiando gli ordini degli addendi la Somma non cambia...

Cambiando gli ordini degli addendi la Somma non cambia. Potrebbe essere questa la sintesi dell’ennesima umiliante sconfitta subita dal Catanzaro nientepocodimenoche ad opera della Virtus Francavila. Con tutto rispetto per la compagine pugliese, contro questo Catanzaro vincerebbe chiunque. E la sconfitta casalinga del Cosenza contro il Taranto ne è la dimostrazione lampante e inequivocabile. Ma per capire come mai il Catanzaro si trova in questa situazione bisogna riavvolgere il nastro di qualche mese.

Antonello Preiti è di fatto il Direttore Sportivo del Catanzaro da gennaio (clicca qui). A voglia di smentite, depistaggi e controsmentite. Preiti avrebbe dovuto essere all’opera diversi mesi prima della chiusura dell’anonimo campionato dell’era D’Urso–Erra. Un lasso di tempo abbondante per decidere chi, come e quando fare arrivare a Catanzaro. Il progetto tanto sbandierato dalla famiglia Cosentino doveva e poteva prendere piede con largo anticipo rispetto alle altre compagini. Ma evidentemente qualcosa non ha funzionato e Preiti si è trovato ad operare seriamente solo dal mese di giugno in poi. Ossia, alla stregua di tutti gli altri Direttori Sportivi, con la differenza che il budget messo a disposizione dal Presidente Cosentino evidentemente non era così sostanzioso da poter portare in giallorosso calciatori “capaci di far scaldare gli animi dei tifosi”.

Ecco allora che lo stesso Preiti si è trovato e si sta trovando a smentire sé stesso. Prima promettendo ai quattro venti l’allestimento di una squadra capace di cancellare le delusioni dello scorso torneo, poi con la vicenda Erra e, infine, con quella Spader. Lo stesso Preiti che aveva definito Giulio Spader una prima scelta, è stato capace di abiurare le sue stesse dichiarazioni nel giro di pochi giorni, cancellare in un battibaleno la conferenza stampa di presentazione del povero Spader e, durante la presentazione di Mario Somma, ammettere che già una settimana prima dell’arrivo del neo tecnico, ossia, più o meno, un paio di giorni prima del derby, Preiti era già a lavoro per dare una guida seria al Catanzaro. Nel frattempo, però, sull’altare dell’approssimazione del duo Cosentino-Preiti è stato svenduto l’orgoglio sportivo della tifoseria delle aquile, sbeffeggiata e umiliata come mai capitato nei precedenti derby con il Cosenza. E lo stesso Somma, uomo di calcio serio, nella conferenza stampa di presentazione ha ammesso che le sconfitte maturate nel modo in cui è maturata la débâcle del “Ceravolo” lasciano un segno indelebile. A voglia di scuse e promesse di qualsiasi tipo. Niente sarà più come prima. E di questo il presidente Cosentino se ne deve fare una ragione.

Ma senza divagare ancora sul derby, continuiamo a far andare avanti il nastro dei discorsi di Antonello Preiti. In occasione della conferenza stampa di investitura di Giulio Spader a tecnico del Catanzaro il DS giallorosso ha chiaramente detto che “Operazioni inarrivabili fino all’ultimo giorno, l’ultimo giorno come d’incanto succede che si può arrivare alla conclusione”. Peccato, però, che l’ultimo giorno di mercato il Catanzaro è tornato da Milano con il solito “nulla di fatto”. E ancora, Preiti ha dichiarato che il mercato è chiuso, la squadra va bene così. Salvo sondare il mercato degli svincolati. Insomma, Antonello Preiti ha tante cose da spiegare alla tifoseria catanzarese. Come mai molti giocatori non sono in forma campionato? Come mai diversi giocatori hanno problemi muscolari? E dove sono finiti gli acquisti che dovevano scaldare i cuori dei tifosi? Nel frattempo, analizzando, lo scorso campionato e quello attuale, questa squadra ha fatto peggio di quella di D’Urso. Ha incassato 4 reti e rimediato 2 sconfitte. Mentre quella messa in piedi da Carmine Donnarumma aveva subìto 2 reti (una in casa con la Casertana e una a Foggia) e conquistato un punto allo Zaccheria. In questo caso, quindi, cambiando gli ordini degli addendi la somma, purtroppo, cambia... di male in peggio.