Catanzaro, le considerazioni di un tifoso "è tempo di fare il nostro dovere"

25.07.2019 08:39 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:    Vedi letture
© foto di Alessandro Mazza
Catanzaro, le considerazioni di un tifoso "è tempo di fare il nostro dovere"

In concomitanza con l’apertura della campagna abbonamenti, da giovane tifoso giallorosso – nonché abbonato – che vive con passione, coinvolgimento ed una buona dose di apprensione le vicissitudini della nostra amata squadra, mi permetto di condividere il mio pensiero sul “progetto Catanzaro”.

Innanzitutto, vorrei porgere un sentito ringraziamento alla famiglia Noto che, dopo i primi momenti esaltanti seguiti all’acquisizione del pacchetto di maggioranza nel luglio di due anni or sono, ha dovuto far fronte al non poco scetticismo, per non dire l’enorme delusione – del tutto ingiustificata -, maturata nel corso del primo anno di gestione. La cosa non mi sorprende, infatti, una delle cose che ho imparato nei circa ventuno anni di “carriera sportiva” sulle gradinate del “Ceravolo”, è come Catanzaro sia una piazza caratterizzata da una passione viscerale, a tratti ossessiva, che alterna momenti di smisurato entusiasmo a periodi di ingiustificato sconforto. In virtù di tale peculiarità, lo sforzo del Presidente risulta essere ancora più mirabile, in quanto capace di garantire solidità ed allo stesso tempo permetterci di gettare uno sguardo al futuro con moderata positività.

        Ritengo, inoltre, che il “progetto serie B” sia la prova tangibile dell’ambizione di una proprietà che si è materializzata quale risposta alla smisurata voglia di calcio che alberga in ogni tifoso giallorosso e, per ciò solo, meritevole di un gesto d’amore. Perché questo rappresenta la sottoscrizione dell’abbonamento, un gesto d’amore incondizionato, non soltanto una forma di apporto al potere economico della società, ma la scelta di contribuire fattivamente alla realizzazione di un sogno.

Per tale motivo chiedo all’intera città di mettere da parte lo scetticismo, per ritornare ad essere quella tifoseria di eterni sognatori, capaci di sopperire alle delusioni maturate sul campo con lo spettacolo che ogni domenica si materializza sugli spalti gremiti del “Ceravolo” e che ci vede come attori protagonisti.

Non è semplice e banale retorica, d’altro canto sono figlio di quella generazione nata e vissuta in serie C (ad eccezione della breve parentesi 2004-2006 in cadetteria), dei racconti del Papà e di amici più grandi, testimoni privilegiati di una grandezza che, sono certo, TORNERA’.

Mi auguro che ogni tifoso ritrovi quella voglia insaziabile ed incondizionata che si ha da bambini quando, indipendentemente dal risultato, uscendo dallo stadio, l’unica domanda che sorge spontanea rivolgere al proprio accompagnatore è “quando sarà la prossima partita?”.

Non mi permetto di entrare nel merito del mercato, in questioni gestionali o squisitamente tecniche, perché mi hanno insegnato che per raggiungere un obiettivo è importante il gioco di squadra, in cui ognuno svolge il proprio compito al meglio. Il mio, anzi il nostro, è certamente il più complicato, perché il tifoso è espressione ultima dell’amore verso una città, verso un accostamento di colori capace di suscitare emozioni. Ebbene, non sono abituato a venir meno ai miei doveri, che non sono verso le innumerevoli dirigenze che si sono succedute negli ultimi anni, ma nei confronti della mia città, della passione che mi costringe ad attendere la domenica con impazienza, nei confronti di quella maglia che è come una seconda pelle.

Sarò pazzo, ma ho ancora voglia di soffrire e gioire, esattamente come quei 10.000 cuori giallorossi presenti all’ultima partita contro la feralpi.

Che altro dire, “con lo scudo o sullo scudo”.

Antonio Strongoli

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​Vi ricordiamo che questa rubrica è interamente dedicata alle opinioni, i saluti, gli auguri dei tifosi dell'Us Catanzaro 1929. Tutti coloro che vorranno essere "protagonisti" per un giorno sul nostro portale potranno inviare una mail a redazione@catanzarosport24.it