Pilato: ''Puntate su allenatori calabresi"

Il presidente degli allenatori calabresi analizza l'inizio di stagione, "buono il rapporto con gli arbitri, va peggio per le infrastrutture", e poi lancia un messaggio alle società: "aggiornatevi e non cercate tecnici da fuori regione".
29.10.2012 18:43 di Francesco Calvano  articolo letto 1224 volte
Pilato: ''Puntate su allenatori calabresi"

Il calcio vero, quello che si gioca nei campetti di periferia, nei terreni battuti e polverosi, dove spesso non ci sono guardalinee è iniziato. E si è portato con sé la passione, l’amore, la voglia semplicemente di giocare a pallone dei suoi addetti ai lavori. Un po’ prima era cominciato un altro calcio “vero” – aggettivo su cui molto ci sarebbe da discutere – quello patinato e milionario, dove gli interessi la fanno da padrone. Ma in entrambi i “mondi”, uniti solo dalle regole del gioco, figura fondamentale è quella dell’allenatore. Un ruolo che ha importanza in campo e fuori, che deve sapere insegnare tanto i valori etici quanto le tattiche di gioco. Accade così dappertutto, accade così anche in Calabria dove la categoria, dopo le elezioni della scorsa primavera, è pronta a vivere una nuova stagione. Ce lo conferma il presidente dell’Aiac Raffaele Pilato. “In generale l’inizio di stagione è stato positivo” afferma riferendosi a diversi componenti che riguardano una partita di calcio.
 

RAPPORTI CON GLI ARBITRI
A partire dai rapporti con gli arbitri. “Quest’anno abbiamo istituito un premio – dice – per il miglior allenatore che verrà votato per metà dai direttori di gara. L’assegnazione del riconoscimento infatti non riguarda i risultati ottenuti bensì il comportamento, il loro aspetto etico e morale. Troppo spesso sentiamo gli allenatori dire che si è perso per colpa dell’arbitro, così noi vogliamo evitare questo creando nell’allenatore un modello anche per i ragazzi che vanno in campo”.
 

SITUAZIONE DELLE INFRASTRUTTURE
Ma su quali campi? L’analisi su sulle infrastrutture di Pilato è meno positiva. “In Calabria lo stato degli stadi è ancora in una fase di arretratezza anche se la legge regionale dello sport, che mancava da circa 30 anni, potrebbe dare nuova linfa a tutto il settore, fondamentale anche’esso per la crescita dei ragazzi. Così come importante è il rispetto delle regole. Come valgono le punizioni per gli allenatori devono valere per tutti quei campi “caldi” dove, una maggiore applicazione delle norme, renderebbe le situazioni più tranquille”.
 

LE SQUADRE CALABRESI
Al di là di tutto però, al centro resta la partita, il calcio giocato. I risultati. E anche qui, secondo Pilato, “abbiamo cominciato bene e stiamo facendo bella figura in ambito nazionale. Il merito è soprattutto dell’ottimo lavoro svolto sui settori giovanili anche se molto c’è ancora da fare tanto che a breve partiranno dei corsi di aggiornamento tesi proprio a migliorare questo aspetto”.
 

GLI ALLENATORI CALABRESI
Il tutto benché già molti tecnici stiano facendo bene. “Penso a Drago a Crotone o a Cozza a Catanzaro ma anche a numerosi allenatori delle categorie inferiori”. “Io credo infatti – ha detto Pilato – che gli allenatori calabresi abbiano una marcia in più anche se hanno difficoltà nell’aggiornarsi. In Lombardia, ad esempio, possono andare a seguire gli allenamenti del Milan o dell’Inter e dei loro settori giovanili, qui invece non abbiamo di queste grandi realtà. Anche per questo stiamo preparando degli importanti corsi in cui l’aspetto che mi preme sottolineare è che non verranno docenti da fuori ma saranno tutti calabresi”. E da qui il messaggio alle società calabresi. “Io dico – conclude Pilato – di avere il coraggio di investire di più negli allenatori calabresi (tra l’altro le adesioni all’Aiac sono cresciute più che nel resto d’Italia, ndr) che con il loro carattere e la loro intraprendenza possono dare grandi soddisfazioni.