Massimo D'Urso "ecco come sarà il mio Catanzaro"

Il neo tecnico giallorosso parla del suo nuovo incarico e della squadra che verrà
11.06.2015 15:52 di Rosita Mercatante  articolo letto 5897 volte
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com
Massimo D'Urso "ecco come sarà il mio Catanzaro"

Al timone del Catanzaro 2015/2016 c’è Massimo D’Urso. Una scelta sicura quella del Presidente Giuseppe Cosentino, che al momento di renderla ufficiale ha dichiarato di rimpiangere di non averla già presa prima, riferendosi a quando bisognava sostituire l’esonerato Moriero lo scorso novembre. Arrivato sui Tre Colli nel 2011 come vice-Cozza si è sempre distinto per la grande professionalità, essendo considerato un grande tattico e lavoratore. Il primo anno con le Aquile è stato incorniciato con la promozione in Prima Divisione. Più complicato il secondo campionato, culminato con l’esonero di Mister Cozza a tre giornate dal termine. D’Urso rimase a fare il vice anche di Mister D’Adderio per la fine del torneo. L’US ottenne una salvezza complicata, ma meritata. In particolare, nelle occasioni in cui Cozza veniva squalificato, D’Urso ha sempre dimostrato di essere all’altezza di dirigere la squadra dalla panchina, rimanendo tra l’altro imbattuto. Nel 2013/2014 passa alla guida della Primavera del Crotone, prima di tornare a Catanzaro come vice-Moriero. Il resto è storia recente con l’esonero del tecnico salentino a novembre 2014. Prima dell’arrivo di Mister Sanderra guida le Aquile a Lecce. Sotto di due reti, i giallorossi sono stati in grado di recuperare con due gol nell’ultimo quarto d’ora, rimanendo sempre molto compatti. Dopo la sconfitta con la Salernitana al “Ceravolo”, il tecnico laziale è stato squalificato per tre giornate. Ciò ha rappresentato per D’Urso un buon banco di prova. Al 2-1 interno ai danni del Lecce – che è costato di fatto i play-off ai pugliesi – sono seguiti due pari: il primo 1-1 a Barletta ed il secondo 0-0 in casa contro il Messina.

Con l’esonero di Sanderra, Mister Gicos non ha avuto più dubbi nell’assegnargli il ruolo di primo allenatore del Catanzaro. L’ “esordio” non poteva essere dei migliori con il 5-1 alla Lupa Roma nell’ultima giornata. In tutte le circostanze le squadre mandate in campo da D’Urso si sono caratterizzate per la compattezza, per l’essere molto corte, attaccando e difendendo tutti insieme.

In più è ancora imbattuto alla guida di una prima squadra. Ora, ha già le idee chiare sulle mosse da compiere per ottenere una compagine forte con cui affrontare la nuova stagione. Alcuni passi sono già stati compiuti come il tecnico ha dichiarato a noi di Catanzaro Sport 24, ma la ricerca agli elementi giusti per la squadra giallorossa è ancora in corso. “Dal punto di vista tecnico – ha spiegato -  stiamo lavorando in sinergia con il direttore e con le altre componenti della società. Siamo a caccia per tutta Italia per trovare calciatori che fanno al caso nostro, cioè funzionali al nostro modo di fare calcio. La nostra valutazione non si limita solo all’aspetto tattico ma soprattutto a quello caratteriale”. Mister D’Urso non ha dubbi sul fatto che il suo team deve essere formato da “persone che hanno voglia di lavorare sodo, con grande spirito di sacrificio e predisposizione alla sofferenza, attaccamento alla maglia e ai colori giallorossi”.

 

Mi sembra di capire che, in linea on quanto già aveva dichiarato il Presidente Cosentino, si punterà sui giovani e non c’è da aspettarsi grandi nomi, esatto?

La squadra sarà  un mix di giovani e meno giovani. S è soliti attribuire all’anziano il grande nome. Ma non è proprio così. Ci può essere anche il giocatore che non porta con sé il grande nome ma la qualità. La composizione dell’organico è formato in gran parte di giovani provenienti soprattutto dal nostro settore giovanile, frutto del lavoro importante che è stato compiuto negli anni dell’era Cosentino. Portare il ragazzo dal settore giovanile alla prima squadra ha un grande significato. Innanzitutto è la dimostrazione di un’attività seria e professionale, e poi, è l’opportunità di far emergere i talenti del posto, che spesso perdiamo perché sono altre società ad approfittarne.

Oltre a questi nuovi arrivi, ci saranno delle riconferme?

 Abbiamo riconfermato gran parte della rosa che ha disputato l’ultima parte del  campionato. Ora bisognerà trattare con questi giocatori che rimarranno al Catanzaro se riusciremo a trovare un punto d’incontro. Seguendo la nostra filosofia societaria noi ci fermeremo di fronte ad offerte più alte da parte di altre società per ottenere il calciatore.

Insisterà per avere Razzitti e Russotto?

Sono essenziali. Ma le situazioni di entrambi non sono ancora definite. Per portare dentro un calciatore occorre la sua volontà e quella della società. Queste non mancano. Soltanto che Razzitti è di proprietà del Brescia, e sarà questa società a decidere. Russotto è un giocatore di qualità, è molto richiesto, ed è una delle migliori espressioni che abbiamo all’interno del nostro organico, ma bisogna vedere che offerte dalle categorie superiori arriveranno.

Il Presidente Cosentino ha dichiarato che completerete gli acquisti poco prima della chiusura del mercato. Una decisione che la trova d’accordo?

Il mercato ci ha insegnato che per il 70 -80 % della rosa bisogna averla a disposizione per lavorare durante il ritiro, ma gli ultimi elementi possono arrivare a fine mercato, quando è possibile prendere qualche giocatore a un prezzo minore. Di sicuro il ritiro è il momento più importante del campionato, non soltanto per la costruzione tecnico tattica della squadra, ma anche per formare un gruppo che abbia le caratteristiche che stiamo cercando, cioè spirito di sacrificio, predisposizione al lavoro, tanta umiltà. Sono convinto che con questi requisiti i risultati arriveranno. Sono dell’avviso che le partite si vincono e si perdono all’interno di uno spogliatoio. Noi dobbiamo creare uno spogliatoio con altissimi valori morali, necessari per superare i momenti brutti e negativi che si incontrano durante ogni annata.

Quale sarà lo schema con cui schiererà la nuova compagine giallorossa?

Costruzione della squadra verrà fatta con una difesa a tre, quindi il modulo sarà il 3-5-2.  Ma, voglio precisare che io non sono un integralista cioè non sarà lo schema che seguiremo per tutto l’anno. Ci sono delle variabili da mettere in conto: protremmo giocare con un 3-4-3  o un 4-4-2 . Valuteremo di volta in volta le nostre condizioni e l’avversario di turno, e a seconda delle sue caratteristiche decideremo lo schieramento. Quello che interessa è di avere la filosofia di gioco. Ci sono squadre che prediligono la giocata lunga, lancio lungo sugli attaccanti. Io invece preferisco il gioco corto, con passaggi molto veloci e rari lanci lunghi, per cui bisogna essere bravi tecnicamente e stare bene fisicamente.

Da parte della tifoseria, durante lo scorso campionato, è stata sollevata qualche critica nei confronti dei calcatori che, a loro parere, hanno condotto una vita troppo “mondana” e poco indicata alla figura dell’ atleta. Cosa ne pensa?

Se quest’anno dovesse succedere questo, il primo ad aver commesso errori sarei io, perché significherebbe che le mie scelte non sono ricadute su persone affidabili. La nostra predilezione è verso persone raccomandabili prima che bravi calciatori. È nostro dovere tutelare questi colori e questa società e lo faremo puntando su un collettivo compatto che in campo si aiuta sempre, senza mai dare agli avversari opportunità per rivalersi. Dobbiamo essere un grande gruppo per annientare la corsa degli avversari.