L’avvocato Sabrina Rondinelli parla di contrattopoli: “Il Catanzaro è il mio cliente particolare, è il cliente del cuore”.

Dopo un anno di indagini e di continui spostamenti per i lodi arbitrali, Sabrina Rondinelli, legale del Catanzaro Calcio, racconta tutta la vicenda a Catanzarosport24.it.
29.07.2013 10:30 di Massimiliano Chiaravalloti  articolo letto 3121 volte
L’avvocato Sabrina Rondinelli parla di contrattopoli: “Il Catanzaro è il mio cliente particolare, è il cliente del cuore”.

Dopo un anno di indagini e di continui spostamenti per i lodi arbitrali, Sabrina Rondinelli, legale del Catanzaro Calcio, racconta tutta la vicenda a Catanzarosport24.it.

Come nasce questa vicenda i cui tratti ancora non sono del tutto chiari?

Il presidente Cosentino acquista il Catanzaro con un debito accertato dal curatore fallimentare. Il Catanzaro sale in C1. I primi di luglio dell’anno scorso arrivano le prime vertenze arbitrali, le cause di lavoro di questi giocatori della Fc. Questi contratti non erano stati ammessi al tribunale fallimentare di Catanzaro se non alcuni, ma con una piccola somma. Ci fanno causa, fanno causa all’Us: Di Meglio, Corapi, Bruno, Di Cuonzo, Ciano e numerosi altri giocatori.

Perché si pensa che quei contratti siano sospetti?

Parliamo di contratti stipulati a ridosso del fallimento, per somme ingenti, che il Catanzaro in quel momento non poteva permettersi, tra l’altro già c’era un curatore, quindi la situazione era nota.

Quando e come mai parte la denuncia?

Vengo a conoscenza del fatto che c’era una richiesta di rinvio a giudizio per Aiello e altri amministratori del Fc Catanzaro. Con il presidente a quel punto abbiamo deciso di fare una denuncia. I primi di Settembre avevamo a Firenze la causa per i primi contratti, quindi l’unico strumento che ci consentiva di bloccare questa situazione era la denuncia penale. Per questo chiediamo alla Procura di valutare se queste richieste economiche siano valide e soprattutto, se così non dovesse essere, richiediamo il sequestro preventivo in via d’urgenza. Il 7 settembre ci arriva la comunicazione che tutti e 13 i giocatori che ci avevano fatto causa, erano stati iscritti nel registro degli indagati per truffa e credito simulato.

A questo punto cosa succede?

L’udienza a Firenze per il primo lodo arbitrale era prevista per il 14 settembre. Il 13 la procura di Catanzaro manda la Gdf in Lega Calcio a sequestrare tutti i contratti di questi indagati. Il 14 io arrivo in Lega Calcio e mi aspettavo che mi dicessero “Avvocato l’udienza è sospesa”, invece la tengono e mi condannano pure. Il contratto era stato sequestrato e loro ci hanno condannati. “No avvocato a noi di quello che succede a Catanzaro non interessa. Noi abbiamo il contratto firmato dal datore di lavoro e dal lavoratore e ci basta”.

Una condanna pesante che costringe il presidente a pagare quasi 200 mila euro.

È stato un momento di scoraggiamento per tutti. La prima udienza, quella di Ciano, Corapi e Bruno, riguardava i contratti con somme più elevate, eravamo costretti a pagare una somma elevatissima. Il problema nello sport è che se non si paga la vertenza del lavoro, si viene anche penalizzati in classifica. Faccio un’istanza e dico alla Procura di Catanzaro che non hanno sospeso l’udienza e che noi in base alla sentenza dobbiamo pagare. La società fa il bonifico, perché entro 30 giorni bisognava pagare, altrimenti saremmo stati sanzionati. A quel punto il bonifico viene bloccato dalla Guardia di Finanza preventivamente. A Dicembre altre udienze al collegio arbitrale per altri cinque giocatori. Stessa situazione di prima.

Come mai secondo lei il collegio è stato così testardo nonostante tutto?

Secondo me non è stata capita la portata di contrattopoli. C’è da dire che nelle vertenze di lavoro si tende sempre a favorire il lavoratore svantaggiato, però io credo che il collegio abbia pensato che semplicemente il nuovo presidente non volesse pagare i vecchi giocatori.

Lei ha spesso parlato di “Attacco al nuovo Catanzaro”, che cosa intende?

È semplice. Qui abbiamo un presidente che ha una società sana, che ci tiene alla squadra, che si affida a persone competenti ognuno nel proprio settore. Che è così legato al Catanzaro che per lui contrattopoli è una spina nel fianco. Ha addirittura minacciato di lasciare il Catanzaro, più di una volta, ma per fortuna il sostegno dei tifosi e l’amore per la squadra lo fanno desistere. In fondo se dovesse pagare 800 mila euro in più sarebbe come ricomprare la squadra.

Come rientra in tutto questo la famosa partita sospetta Cisco Roma e Fc Catanzaro.

Ogni volta che incontravo un tifoso per strada questo mi diceva “Avvocato, ma perché non si fa luce su quella partita? C’è qualcosa di poco chiaro…”. Ho voluto fare chiarezza e secondo me qualcosa c’è che non va in quel match. Perché io ho denunciato quella partita come afferente al discorso contrattopoli? Perché ricade nello stesso periodo della presentazione dei contratti a nostro avviso fittizi. Secondo me c’è un nesso, perché l’Fc in quel periodo aveva bisogno di soldi, c’era un caos, nessuno aveva un ruolo e la Procura valuterà.

A fine giugno arrivano Ze Maria e gli altri…

L’allenatore negli ultimi due mesi di vita dell’Fc, che non si capisce bene nemmeno se sia mai stato qui a Catanzaro ora ci ha denunciati. Ho richiesto che l’indagine non fosse assimilata alle altre, a questo punto voglio che sia fatta luce sul ruolo dell’amministrazione in quel periodo. Per questo nasce Contrattopoli 2. Perché qui c’è un amministratore la cui posizione deve essere valutata e inserita eventualmente nel primo filone. Questo amministratore ha firmato contratti, anche con poco, sapendo la situazione in cui versava l’Fc, che garanzie pensava di dare ai giocatori? Loro oggi ci stanno facendo causa, ma se lui non avesse firmato? La Procura ha, infatti, aperto un altro fascicolo, nel quale si fa riferimento prevalentemente a tutto l’assetto societario di allora. Non si possono dividere i due aspetti, secondo me, alcune cose vanno messe insieme tra contrattopoli e fallimento dell’Fc.

Oggi però oltre ai 18 indagati tra gli ex del Catanzaro, ci sono 4 avvocati ed un docente universitario, membri del collegio arbitrale in questione, finiti nel ciclone di Contrattopoli, perché, secondo Lei, Guarascio ha deciso di procedere nei loro confronti?

Se io legale del Catanzaro ti dico che la Procura sta indagando su quei contratti, che ha aperto un’indagine per tentata truffa e credito simulato, qual è l’esigenza di garantire a tutti i costi il risarcimento, se hanno aspettato tre anni possono anche aspettare anche altri sei mesi e vedere come va a finire, no? Quello che mi auguro adesso è che si astengano dalla prossima udienza che dovrebbe essere a fine Settembre.

Quindi i membri del collegio sono sempre gli stessi?

Esatto. Nonostante io li abbia ricusati, nulla. Sono sempre loro e saranno loro anche alla prossima udienza e se ci arriviamo, vista la situazione, posso solo immaginare quale sarà la decisione. Quali sono gli umori per tutta questa situazione Ci troviamo questa tegola del passato che non ci meritiamo. Nella denuncia io ho messo anche il sospetto che questi soldi che loro pretendono vengano da passati crediti nei confronti della società. Noi vogliamo che il nuovo Catanzaro sia lontano dal passato recente e più vicino alla vecchia storia del Catanzaro Calcio, basata su un codice etico fondato sulla legalità. Vogliamo far tornare il vecchio entusiasmo e vogliamo che il Catanzaro finisca sulle pagine solo sportive dei giornali. Vogliamo voltare pagina. Grazie a Dio siamo capitati con il dottore Guarascio che ha capito l’inchiesta.

Ultima domanda. In lei da dove deriva tutta questa passione?

Io andavo allo stadio con mio padre quando ero piccolina a vedere il Catanzaro, il magico Catanzaro. Sarei bugiarda se dicessi che questo è solo il mio lavoro. Non è semplicemente così. Perché il Catanzaro Calcio è quello che potremmo definire il mio cliente particolare. Il cliente del mio cuore.