INTERVISTA ESCLUSIVA / "Ringhio" un calabrese nell'Olimpo del calcio

Catanzarosport24 ha incontrato oggi a Catanzaro uno dei calciatori simbolo del calcio calabrese. Un uomo vero e visceralmente legato alla sua terra. Gennaro Gattuso "orgoglioso di avere sempre ragionato da calabrese"
02.09.2013 23:31 di Gea Brescia  articolo letto 1793 volte
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
INTERVISTA ESCLUSIVA / "Ringhio" un calabrese nell'Olimpo del calcio

In un mondo omologato, globalizzato, uniformato dalle stesse scelte, indotte da un mercato sempre più massificato, l'unico elemento che diversifica l'essere umano è sicuramente la sua personalità. Puoi avere il timbro di voce di Barry White, il fisico di Brad Pitt, le gambe di Usain Bolt, ma se non hai carattere, nel mondo dello sport sei uno dei tanti che, per carità, si cimentano, ma non potranno mai fregiarsi del titolo di campioni.

Non li incontri per strada i campioni, perchè loro non sentono il bisogno di fare una bella passeggiata, non li incontri al supermercato perché loro non fanno la spesa, non li incontri in ospedale, perché loro vanno nelle cliniche private.
Invece no: i campioni veri non hanno bisogno di mettere il mondo tra te e loro, i campioni veri se cadono si rialzano, più forti e combattivi, proprio come chiunque non accetta che la vita gli possa togliere ciò che tanto generosamente gli ha donato.
Io posso dire di avere conosciuto un campione. Registrato all'anagrafe di Corigliano come Gennaro Gattuso, questo campione è soprannominato "Ringhio" dagli amici, i compagni di squadra e soprattutto dagli avversari. 35 anni, calciatore, centrocampista a voler essere precisi, più di 10 anni di militanza in una delle squadre più blasonate del mondo, quel Milan che fa tremare gli avversari e gioire tutti i suoi tifosi, sparsi in ogni dove. In Canada c'è un Gattuso Day a giugno....a Catanzaro, in un giorno di settembre  Gattuso  ha incontrato noi.
Nessun appuntamento, nessuna domanda preparata, nessun capannello di persone, solo noi, lui e qualche passante incuriosito.
In realtà  potrebbe essere considerato un pluralia maiestatis, perché il noi in effetti è da considerarsi esteso a chi scrive e nessun altro. Lo vedo da lontano, mi avvicino con incedere deciso e, mentre le ginocchia diventano di burro, gli tendo la mano e mi presento.  Aggiungo, inoltre: " Se non la disturbo vorrei farle un paio di domande." 
Mi guarda incuriosito e per un attimo mi scorrono davanti le immagini dei mille trionfi, delle coppe alzate, delle cadute, degli infortuni e delle sue rinascite.
Ha giocato dovunque, Gattuso, ha marcato Ronaldo, ha alzato la coppa del mondo, ha indossato la fascia che è stata di Maldini o Fabio Cannavaro, ha rimesso in sesto ginocchia e disputato partite storiche incurante di quei rischi che lo hanno poi costretto ad interrompere una carriera stellare. Oggi allena il Palermo, ma mi rivela:
"Dovunque sia stato, con chiunque abbia parlato, qualunque decisione abbia  dovuto prendere, l'ho fatto ragionando da calabrese; ho portato con me la mia terra e continuo a portarla. Se così non fosse stato non avrei potuto superare determinate difficoltà ed affrontare tutto ciò che ho vissuto come ho fatto. È vero, sono testardo e determinato, e non ho mai fatto mistero di quanto sia contento di esserlo, non mi dispiace quando qualcuno me lo fa notare, lo considero un pregio ed un punto di forza importante."
Nessun dubbio: l'orgoglio di essere calabrese traspare da ogni singola frase, così come la certezza di avere ricevuto tanto da questa terra:
" Ho vissuto la mia infanzia in una regione dove dicono che non si sta bene. Per me non è stato così: ho ricevuto tanto, anche se magari, oggi, può sembrare poco. La verità è che sono cresciuto sereno e tranquillo, giocavo con gli amici, facevo le cose che tutti i ragazzi facevano. Sarà che a me bastava quel poco che avevo ed ero felice così".
Lo ascolto e penso a tutti i ragazzi che ho incontrato da quando ho iniziato a seguire i giovani delle varie scuole calcio di questa città.
Chissà se sono felici o pensano che la felicità sia solo sinonimo di fama e ricchezza!!! Davanti a me non c'è un uomo distante, distaccato o arroccato in una torre d' avorio. Non c'è uno sborione altezzoso e presuntuoso. Davanti a me c'è un figlio, un padre, un eroe per tanti ragazzi, uno sportivo serio e dedito alla professione, un esempio positivo, un campione di spessore. Non ho voluto una foto per ricordo, non mi serve: quegli occhi, che hanno sfidato, hanno provocato, hanno incitato, hanno incoraggiato, hanno inneggiato alle vittorie, hanno accettato le sconfitte, bastano a lui, figuriamoci a me!!