Gianluca Procopio, "allenatore patentato"

Il tecnico della Berretti consegue a Coverciano il patentino per allenare in Lega Pro
08.02.2015 21:42 di Gea Brescia  articolo letto 3476 volte
Gianluca Procopio, "allenatore patentato"

Nella vita, si sa, gli esami non finiscono mai, e proprio in questi giorni, l'allenatore della Berretti Gianluca Procopio, ha conseguito, a Coverciano, il patentino di seconda categoria (licenza UEFA A), per allenare in Lega Pro, ed essere vice in Serie A e B. Gianluca è un giallorosso nato e cresciuto nelle giovanili del Catanzaro, passato in prestito alla Paolana, all'etá di 17 anni- per quello che viene chiamato in gergo addestramento tecnico- e poi di nuovo a Catanzaro, che quell'anno stava disputando il campionato di C2. 
"Sono stato un pò in giro e, per quanto faticosa, la vita che facevo mi piaceva perché ho sempre amato giocare a pallone, e quando ripenso al mio ultimo anno con l'Igea Virtus, mi assale una ridda di emozioni tali, che solo chi ha vissuto per giocare a calcio può capire quanto sia stato combattuto nel momento in cui ho deciso di ritirarmi. Eppure, quando ho accettato di intraprendere l'avventura che mi avrebbe portato ad essere un tecnico di settore giovanile, sapevo che sarebbe stata un'esperienza che avrebbe contribuito a darmi nuovi stimoli e migliorarmi. In effetti avrei continuato ancora, ma ho creduto immediatamente nel progetto di rifondazione del Settore Giovanile del Catanzaro e so che ringrazierò per tutta la vita il Presidente Cosentino, che ha avuto fiducia nelle mie capacità e mi ha investito di un'enorme responsabilità".
 Sono passati tre anni da quando mister Procopio è entrato a far parte di questo staff tecnico e non si può certo dire che siano stati anni improduttivi; già nella prima stagione, con i suoi Allievi, è approdato al Final Eight a Chianciano e lo scorso anno, ha mancato il medesimo obiettivo solo per un soffio e dopo avere condotto un campionato sempre al vertice, realizzando record su record, contribuendo a forgiare dei calciatori, non solo dotati di buoni piedi, ma anche di gran cervello.
"Sono ripartito da zero con un gruppo di ragazzini che avevano tutti un grosso potenziale, ma dovevano imparare a diventare squadra, a costruire un gruppo che oggi tutti rispettano e vengono a vedere giocare, con la consapevolezza che c'è davvero tanta qualità.
Diventare un "allenatore patentato" significa avere ancora più responsabilità; per quanto debba essere considerato un punto di partenza e certo non un punto d'arrivo, anche se sono relativamente giovane ( 39 anni), sono consapevole del fatto che aumenteranno le responsabilità specifiche di un tecnico e probabilmente anche le aspettative. L'esperienza maturata nel settore giovanile del Catanzaro- dopo esservi cresciuto da ragazzo- e la mia carriera da calciatore, sono il vissuto che cerco di trasmettere ai miei ragazzi, per quelle che sono le mie possibilità, cercando di mediare le mie competenze con le esigenze derivanti dalla loro crescita, che li porterà a rapportarsi in un mondo calcistico davvero molto difficile. A Coverciano si parla di calcio, ma anche del rapporto che bisogna avere sia coi ragazzi che con gli adulti: questi mesi hanno rappresentato una formazione determinante, che mi ha consentito di comprendere alcune cose, soprattutto sotto l'aspetto psicologico, importanti tanto quanto un gesto tecnico".

Di Gianluca si dice che sia un grande motivatore, lo sostengono le famiglie dei suoi ragazzi, lo confermano tutti i suoi "uomini" con profonda ammirazione: "Vero! Mi piace motivarli e stimolarli, soprattutto perché hanno un serbatoio importante che a volte anche loro stessi dimenticano: è compito mio ricordarglielo durante la settimana, in modo che possa venire fuori, al meglio, durante le partite". 
In questi anni mister Procopio ha allenato tanti ragazzi, molti sono ancora con lui e si fregiano, a pieno titolo, del soprannome di Vichinghi, e anche se qualcuno si è perso per strada:" In tutti i ragazzi che ho avuto ho cercato di trasmettere quanto in mio potere per farli migliorare. Oggi penso di esserci riuscito e questo è l'obiettivo più emozionante per un allenatore: al di là dei risultati e della classifica, ciò che conta è la loro crescita e se ripenso a com'erano quando li ho presi e a come sono oggi, posso dire che i progressi sono stati notevoli".
Ad ora la Berretti di Gianluca Procopio è seconda, in un girone in cui nessuno è disposto a rinunciare alla possibilità di arrivare alla fase finale del torneo; non chiediamo previsioni, al nostro tecnico, ma ci piacerebbe conoscere il segreto che si cela dietro a questo gruppo straordinario:" A costo di ripetermi e sembrare monotono, il segreto è solo uno: avere sempre  fame e mantenersi umili, valutando ogni cosa giorno dopo giorno, partita dopo partita, settimana dopo settimana. Se riusciremo a mettere in pratica questo credo, forse, arriveremo lontano, altrimenti in questo campionato si rischia anche con l'ultima del girone. Lo scopo è sicuramente fare bene, ma l'obiettivo principale è che qualche ragazzo arrivi in prima squadra, o che trovi fuori sbocchi importanti, come è successo a Domenico Vitale ( in prestito al Bologna fino a fine campionato), che per noi tutti, tecnici e società, non è solo un motivo d'orgoglio, ma anche la riprova che ciò che si è costruito, comincia a produrre dei frutti davvero importanti".
Termina qui la nostra chiacchierata con mister Procopio, a riposo per questo fine settimana, ma al lavoro già da martedì, con voglia ed entusiasmo mai sopiti, anzi pronti per essere indirizzati verso nuovi traguardi, che noi continueremo a supportare con la convinzione che Gianluca Procopio riserverà ancora molte belle sorprese.