Gabriele Martino: per la promozione in B Catanzaro, Bari e Catania se la giocano alla pari

Il Direttore Generale e Consigliere Nazionale dei Direttori Sportivi (A.DI.SE) in esclusiva i nostri microfoni.
12.07.2019 10:16 di Leonardo La Cava   Vedi letture
Gabriele Martino: per la promozione in  B Catanzaro, Bari e Catania se la giocano alla pari

Gabriele Martino, 68 anni, dei quali 60 vissuti nel mondo del calcio, da calciatore ed allenatore prima, e negli ultimi 28 da dirigente sportivo nelle vesti di Direttore Generale e Sportivo di (in ordine sparso) Lazio, Perugia, Barletta, Reggina e Catanzaro. Ora Consigliere Nazionale dell’A.DI.SE. (Associazione Italiana Direttori Sportivi). Un signore di altri tempi, cortese e con tanta competenza e serietà al servizio del calcio italiano.  Una parentesi sfortunata quella al Catanzaro (2005-2006) di cui il direttore Martino conserva un buon ricordo solo della tifoseria.

“Piazza fantastica – esordisce ai nostri microfoni – non lo dico per circostanza, Catanzaro ed i catanzaresi, per passione ed attaccamento ai colori è gente che ti rimane nel cuore”.

Abbiamo parlato con Martino di quella stagione, è stata una chiacchierata rétro, e la nostra impressione e che al Direttore non dispiacerebbe un giorno poter tornare ad essere utile ai colori giallorossi al fianco di una proprietà seria, come lo è quella di Floriano Noto.

Ma di quel passato in questa intervista non vogliamo parlarne, di quel passato ci riprendiamo i fuochi, e non le ceneri, i fuochi della competenza e serietà di un grande uomo di calcio il quale è Gabriele Martino, focalizzando le attenzioni sul campionato di Serie C 2019-2020 che è alle porte.

Direttore, perché è così difficile vincere questo campionato di Serie C?

“Vincere è sempre difficile, in qualsiasi categoria, ma in serie C lo è ancor di più, il motivo è perché si fa poco calcio, si pensa che si soltanto sufficiente allestire una buona rosa tralasciando tutto il resto.”

Cosa intende per poco calcio?

C’è chi è riuscito a vincere la serie C dopo diversi tentativi, ad esempio Benevento e Lecce, cosi  come lo stesso Catanzaro e Catania ci provano da anni senza fortuna. Il mancato successo logora i nervi, e l’emotività porta a sfaldare il progetto iniziale, si cambiano dirigenti, calciatori ed allenatori con troppa facilità. Io sono sempre stato dell’idea che per vincere le partite ci vogliono buoni allenatori e giocatori, ma per vincere i campionati di vogliono proprietà forti che sappiano circondarsi di gente competente e seria nell’allestimento dei ruoli della società senza dover sfaldare se il successo non arriva al primo tentativo”.

Quindi ha fatto bene il presidente Noto a confermare la coppia Logiudice-Auteri?

“Ha fatto benissimo, è la scelta più giusta e sensata. Il Catanzaro riparte da un terzo posto, (quello della scorsa stagione n.d.r.) ma non sarà facile ripetersi, o addirittura migliorarsi. Ma il Catanzaro ha l’obbligo di provarci”.

Se il prossimo girone C dovesse essere confermato sui criteri geografici attuali, al Catanzaro e al Catania si aggiunge il Bari di De Laurentis, il Bari ha già vinto?

“Assolutamente no! E’ chiaro comunque il Bari della prossima stagione è la squadra privilegiata, ha il blasone, una proprietà forte ed un pubblico passionale, ma non è l’unica.  Il Bari è si la favorita, ma sullo stesso livello, a mio parere, Catanzaro e Catania concorrono alla pari, subito dopo c’è la Reggina”. Il Catanzaro ha una proprietà forte e la serietà di affrontare ad armi pari il campionato, da uomo di calcio le assicuro che il Catanzaro è fortemente temuto dai suoi avversari".

Si preannuncia un campionato avvincente, reso ancora molto più difficile una promozione diretta e con la nuova formula dei play off che prevede due soli più le due migliori quarte classificate dei tre gironi, sarà una battaglia?

“Si sarà una battaglia, e questa nuova formula di premiare seconda e terza con l’accesso ai play off credo che sia la più giusta, rende il campionato avvincente mettendo in risalto chi riuscirà ad avere una maggiore organizzazione sia nell’allestimento della rosa che nella competenza degli uomini che formeranno le società".

Noi siamo sulla sua stessa lunghezza d’onda, ci piace questa nuova formula dei play off, ma siamo anche un po’ maliziosi, e proviamo un po’ ad indossare i panni di chi alimenta la cultura del sospetto, ovvero, alcune squadre che non avranno più nulla da chiedere al campionato potranno affrontare alcune gare diciamo con leggerezza con compagini per cui i 3 punti diventano indispensabili?

“A pensare male si fa peccato ma spesso si indovina, è un luogo comune, ma il calcio italiano sta cambiando e con esso anche la Serie C. Il presidente Ghirelli ed i suoi collaboratori vigileranno con molta attenzione, si tratta di dare una svolta che dia credibilità a tutto il sistema del calcio italiano. Non credo si possa incorrere in un calcio che appartiene alla cultura di alcuni faccendieri che per fortuna non fanno più parte di questo sistema”.

Ritornando al Catanzaro, ha avuto modo di conoscere il presidente Noto?

“Certamente, di recente sono stato a Catanzaro nella sfortunata gara de play off, ho avuto il piacere e la fortuna di conoscerlo ed ho scoperto che ha veramente a cuore le sorti del Catanzaro, è un uomo che vuole vincere e non partecipare, gode di molta stima anche in ambito nazionale dal punto di vista calcistico".


E con Pasquale Logiudice e Gaetano Auteri che rapporto ha?

“Con Pasquale mi lega una amicizia da molti anni, lo considero un professionista serio e con grandi competenze, soprattutto per questa categoria e per il girone e poi ha un attaccamento viscerale per le Aquile.

Gaetano è il migliore allenatore in circolazione, un tecnico preparato che riesce a tirare il meglio dagli uomini che gli vengono messi a disposizione. Credo veramente che il Catanzaro ripartendo dall’accoppiata Logiudice-Auteri ha confermato serietà nel portare avanti un progetto finalizzato a raggiungere obiettivi importanti adeguati al valore della piazza”.

Sappiamo che lei è in partenza per Firenze, un nuovo impegno calcistico?

 “Oltre agli impegni che mi legano con l’Associazione Italiana Direttori Sportivi nel mio ruolo di Consigliere Nazionale che mi vedono impegnato in docenze per i corsi di Direttore Sportivo, come ben sa Martedi prossimo (16 luglio n.d.r.) a Firenze ci sarà la celebrazione dei 60 anni della Serie C, un appuntamento al quale sono stato invitato e che ci partecipo con grande passione, il calcio è la mia vita… “

Leonardo La Cava

Nella foto a destra il Direttore Generale Gabriele Martino con Giuseppe Marotta presidente dell'Associazione Italiana Direttori Sportivi e Amministratore Delegato dell'Inter.