Esclusivo: Franco Ceravolo, dalla Juventus al Queen' s Park Rangers con un cuore giallorosso!

Intervista a tinte giallorosse ad uno dei personaggi più importanti del calcio italiano,
02.10.2019 15:05 di Leonardo La Cava   Vedi letture
Esclusivo: Franco Ceravolo, dalla Juventus al Queen' s Park Rangers con un cuore giallorosso!

Esclusivo: Franco Ceravolo, dalla Juventus al Queen' s Park Rangers con un cuore giallorosso!

Intervista a tinte giallorosse ad uno dei personaggi più importanti del calcio italiano,

Premetto, per onestà intellettuale, che questa intervista mi tocca molto da vicino, non sono ipocrita e non intendo iniziare ad esserlo oggi, ma quello che mi lega al Direttore Franco Ceravolo è un rapporto datato nel tempo, di grande stima (spero reciproca) e di infinita gratitudine. Quando nel 2009 ho avuto un incarico nel Catanzaro Calcio, contattati il Direttore, chiedendogli di dare una mano nell’allestimento della rosa per il campionato 2009-2010, tenendo in considerazione un fattore fondamentale, la proprietà (Aiello-Soluri-Bove) non poteva permettersi investimenti importanti, ma il minimo necessario, un minimo molto esiguo. Ma onesto! Provai imbarazzo, perché stavo chiedendo aiuto ad uno dei più grandi Dirigenti Sportivi italiani, a colui che era stato al fianco, tra gli altri,  di Flavio Briatore nel Queen' s Park Rangers e alla famiglia Agnelli nella Juventus. Mi aspettavo un rifiuto diplomatico, seppur una breve luce di speranza mi infiammava l’anima, che affondava le radici di far leva sui sentimenti di Ceravolo da sempre tifoso del Catanzaro! Ebbi ragione, Ceravolo fu entusiasta di poter dare una mano alle Aquile del Sud, seppur non comparendo nell’organigramma ufficiale (per via di incarichi sotto contratto in altra società) si “legò” al Catanzaro con la formula del Consulente Esterno, e lo fece senza pretendere un solo centesimo!!!

Si gettarono le basi per dar vita al Catanzaro più bello di sempre (insieme a quello di G.B. Fabbri) con l’Arrivo di Gaetano Auteri allenatore e di Marcello Pitino Direttore Sportivo.

Quanto sopra è una premessa doverosa, per presentarvi l’anima giallorossa (a molti sconosciuta) di Franco Ceravolo. Nasce a Cirò Marina il 15 febbraio del 1959, si avvicina al mondo del calcio come calciatore iniziando nelle giovanili del Crotone e quando sta per fare l’esordio in Serie A con la maglia del Napoli, un brutto infortunio lo tiene lontano per tanto tempo dai campi di calcio, dove vi rientrerà in campionati minori con la maglia del Civitavecchia e della Paganese dopo.

Ma nel calcio è destinato a mietere successi, grandi successi, lo fa da Dirigente Sportivo ad iniziare nel 1984 quando intraprende a collaborare con l'area tecnica del Napoli per quattro stagioni. Nel 1988 passa al Torino e vi resta fino al 1992, per poi approdare per una stagione nella Roma. Nel 1994 è la famiglia Agnelli ad accorgersi di questo grande scopritore di talenti calcistici, e gli affida un doppio prestigioso incarico: Responsabile Tecnico e Capo degli Osservatori lanciando nel calcio che conta molti giovani tra cui Sebastian Giovinco, Criscito e Marchisio. Ma c’è anche un rimpianto, anzi tre, quando ancora giovani in erba e sconosciuti alla grande platea calcistica, il Direttore Ceravolo consigliò alla Juventus, in diverse fasi, di tesserare Cristiano Ronaldo,  Ronaldinho e Stankovic. Ma la politica di allora della Vecchia Signora del calcio italiano non era quella di fare sforzi economici investendo sui giovani.

Nel corso della sua lunga carriera puntò, ed ebbe ragione, su allenatori emergenti come Lippi, Capello, Ancelotti, Gasperini, Auteri e Semplici mentre l’attuale allenatore dell’Inter Antonio Conte, lo volle tra i suoi collaboratori affidandogli l’incarico di osservatore.

Una vita per il calcio quella di Franco Ceravolo, in grado di poter vantare un curriculum che non è da tutti, vittorie e tanti talenti scoperti (con società che hanno fatto la storia del calcio italiano) dall’Italia al Sudamerica e la grande esperienza pluri vittoriosa anche in Cina al Guangzhou con Marcello Lippi allenatore.

Lo avreste mai detto che un personaggio di così grande spessore nel panorama calcistico, ha un’anima giallorossa?!? Andiamo quindi ad interpellarlo analizzando insieme il momento dei giallorossi, tra presente e futuro

Direttore, come lei ben sa Catanzaro è una piazza di grande tradizione calcistica che nutre di ritornare nel calcio che conta, al momento sembra una impresa particolarmente difficile. Come mai?

“Vincere è difficile, sono tanti i fattori che entrano in gioco, la serie C di oggi è molto diversa da quella di alcuni anni fa, un tempo un De Laurentis non lo avreste mai trovato in queste categorie, cosi come Berlusconi al Monza ed anche lo stesso Noto a Catanzaro. Si è alzato il livello della concorrenza, De Laurentis e Berlusconi sanno bene che per trionfare, gli investimenti non sono tutto, serve una progettualità costruita attraverso un gruppo di persone serie, ed affidabili con provata esperienza. Noto al Catanzaro costituisce un elemento di grande affidabilità economica ma soprattutto di estrema serietà, caratteristiche imprescindibili per buttare le basi per un progetto importante e duraturo”.

Cosa conta nell’aspetto tecnico nel mettere su una rosa competitiva?

“Seguire le indicazioni del proprio allenatore, una volta che lo si sceglie è perché si ripone fiducia nel suo approccio tecnico, ma poi bisogna metterlo nelle condizioni di assecondarlo nella scelta dei calciatori da affidargli. Anche qui il Catanzaro ha la fortuna di avere a disposizione uno dei più grandi ed esperti allenatori, capace di vincere regalando spettacolo. Conosco molto bene Gaetano Auteri, persona all’apparenza burbera, ma dall’indiscusso valore, una volta che lo hai con te hai già un valore aggiunto di prim’ordine”.

Da queste premesse il Catanzaro sembra avere dalla sua la possibilità di vincere il torneo?

“E’ un campionato tosto, tostissimo, con diverse squadre attrezzate per il salto di Categoria, con Bari, Reggina, Catania , Casertana e Ternana che si contenderanno la promozione diretta fino all’ultimo respiro. Il Catanzaro ha quindi le carte in regola per provarci, ma ognuno dei protagonisti deve calarsi nel proprio ruolo, non sconfinare in quello degli altri rispettandosi e sostenendosi l’un l’altro. Una vita spesa per il calcio mi ha insegnato che è nel momento delle sconfitte che vengono fuori i valori delle persone che hai al tuo fianco, a salire sul carro dei vincitori siamo tutti bravi, il difficile e portarcelo fino al traguardo se non si ha rispetto per i ruoli, equivale non avere rispetto per la proprietà che ha assunto quelle figure perché le ha ritenute parte integrante di un progetto serio e costruttivo”.

Diversamente dalla Serie A, in Serie C i torti arbitrali non hanno risonanza mediatica, e proprio il Catanzaro sembra essere perseguitato da questi errori. Servirebbe maggior peso “politico” negli organi istituzionali del calcio?

“Una società forte e seria come lo è quella del Catanzaro, non può lasciarsi trascinare e coinvolgere il luoghi comuni, la serietà di Noto, anche se neofita del calcio, le garantisco che è molto conosciuta in questi ambienti. Gli errori ci sono ovunque, un arbitro può sbagliare ciò non significa che si debba pensar male. E poi il nuovo corso della dirigenza Federale di categoria, con il presidente Ghirelli in testa, è composta da persone serie, autentiche, che hanno iniziato a lavorare per levare il marcio dal calcio, e con esso anche l’errore umano arbitrale verrà meno. Ecco, il compito di alzare l’asticella di attenzione è del governo centrale, e Ghirelli e compagni viaggiano bene in questa direzione ed entro un paio di anni sono sicuro che la serie C sarà un fiore all’occhiello dell’intero sistema del calcio italiano”.

Ha  avuto modo di conoscere il presidente Noto?

“Sì, qualche anno fa, fu una chiacchierata appassionante, ebbi modo di comprendere il grande spessore, umano ed imprenditoriale del presidente, allora parlammo di un suo eventuale ingresso in società e con estremo equilibrio e razionalità mi disse che i tempi non erano maturi, ma che nulla era impossibile per il futuro. E’ stato schietto, sincero ed ha tenuto fede a quel barlume di speranza… Ecco perché credo che Noto sia una certezza assoluta per il Catanzaro, una certezza che porterà i giallorossi nel calcio che conta”.

Ultimamente ha rifiutato diverse offerte di lavoro, un paio anche in Serie A, cosa è successo?

“Mi sono concesso una pausa per problemi familiari (il direttore vive a Torino n.d.r.) ora sono pronto a ripartire”.

Con la sua esperienza vederla lavora in serie C sembra una ipotesi impossibile, e se Noto la chiamasse al Catanzaro?

 “Vuoi la verità o una frase di circostanza?”

Come sempre la verità direttore!

“Il Catanzaro è l’unica squadra dove non guarderei la categoria in cui milita, sarei onorato ed orgoglioso di dare il mio contributo per la squadra di cui sono tifoso. Ma volendo essere realisti ed altrettanto schietti, il Catanzaro ha una base seria che opera bene, il mio augurio è che, con o senza Franco Ceravolo il Catanzaro ritorni nell’olimpo del calcio italiano”.

Leonardo La Cava