ESCLUSIVA CZS24/ Pesce, un andriese che a Catanzaro ha lasciato il cuore

 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:   articolo letto 4008 volte
ESCLUSIVA CZS24/ Pesce, un andriese che a Catanzaro ha lasciato il cuore

Giovani di buone speranze e con tanta voglia di fare. Ognuno con il suo passato e le sue origini, tutti con il grande sogno del calcio. Un sogno che per molti si è realizzato  proprio a Catanzaro. Una città che ha saputo accogliere questi figli “adottivi” nel migliore dei modi, riuscendo anche a compensare, con maestria, attraverso l’affetto e la spontaneità della sua gente, anche l’inferiorità strutturale ed economica rispetto ai grandi centri del nord Italia. Ed è stato amore vero, quello che ti lega profondamente ad un luogo e che non si affievolisce neppure a distanza di tanti anni. Non è una storia nuova alle nostre orecchie. Lo hanno raccontato al mondo intero e con particolare trasporto le ex glorie del Catanzaro del Presidente Nicola Ceravolo. Ma non sono gli unici ad aver vissuto questa esperienza. Per chiunque ha vestito la maglia delle aquile, difatti, schiacciare sul tasto dei ricordi significa aprire un mondo carico di emozioni, di affetti, di conquiste, di soddisfazioni.

La conferma arriva anche dalle parole pronunciate dall’ex centrocampista giallorosso Salvatore Pesce, che abbiamo raggiunto telefonicamente in vista della prossima partita. In questa occasione, per la terza giornata di campionato, ad arrivare sui Tre Colli è la squadra della sua città d’origine, l’Andria dove attualmente vive e ricopre il ruolo di direttore tecnico del settore giovanile dei biancoazzurri pugliesi.

Per il classe ’61 - che con la maglia del Catanzaro vanta 15 presenze in Serie A (1982-1983), e 18 in serie B (1988-89), mentre con le aquile in serie C1 (stagione ‘84-’85) ha disputato ben 29 gare realizzando 5 gol -  fare un salto nel suo passato giallorosso è “roba da brividi”. La sua voce non mente, trapela chiaramente una grande emozione nel ricordare i suoi compagni di squadra, il Presidente Merlo e Albano, il “Ceravolo” ruggente che ha ospitato squadre come la Juventus e i suoi campioni come Platini. Racconta di anni felici per il Catanzaro a cui “i suoi tifosi erano attaccati morbosamente”.  Non ha mai smesso di prestare attenzione alle notizie che giungono dal pianeta giallorosso, (purtroppo non sempre positive) e si definisce un buon tifoso quando c’è da commentare amaramente una sconfitta casalinga con il Cosenza troppo stridente con il glorioso passato delle aquile.

Che ricordi ha degli anni trascorsi sui Tre Colli?

Sono stati anni intensi, i più belli di tutta la mia carriera. In particolare quelli sotto la guida del tecnico Giovan Battista Fabbri. Hanno avuto un ruolo molto importante nel mio percorso di vita e di professionista anche le due figure del Presidente Merlo e del Presidente Albano, che ricordo con particolare affetto e stima. Per me Catanzaro rappresenta la mia seconda casa e ancora oggi ho molti amici là, tra cui ex calciatori come Banelli, Silipo e Sabadini. Di tanto in tanto ci sentiamo anche. Quello con i compagni di squadra resta un legame indissolubile. Dopo vent’anni ho ritrovato Sassarini, qualche settimana fa in occasione del matrimonio di mia figlia che è stato celebrato proprio a Catanzaro.

Che piazza era quella di Catanzaro?

Calda, passionale. La tifoseria era molto attaccata ala squadra e a noi calciatori che sapevamo ricambiare ottenendo buoni risultati in campo (si vincevano i campionati per alimentare l’entusiasmo). Inoltre mi sento di dire che noi ci tenevamo ad onorare la maglia, ed eravamo consapevoli che quella che indossavamo non era una maglia qualunque, era quella del Catanzaro, insomma una maglia gloriosa.  

Nel calcio di oggi esiste ancora l’attaccamento alla maglia?

Oggi il mondo del calcio è totalmente cambiato, ci sono interessi diversi ed è difficile trovare calciatori o allenatori che rimangono nello stesso posto per più di un anno e mezzo. Si assiste ad un “giro” veloce e continuo, ai miei occhi abbastanza antipatico.

Ha continuato a seguire le sorti del Catanzaro?

Non troppo da vicino ma alcune notizie mi arrivano. Ad esempio quella negativa del derby alla prima di campionato in cui si è perso con il Cosenza. Mi ha lasciato l’amaro in bocca. Il Catanzaro non ha mai perso con questa squadra da quando io ne ho memoria, nel peggiore dei casi ha pareggiato. Sessantacinque anni sono tanti. Non si può sopportare, non si può proprio sentire che il Cosenza ha vinto al Ceravolo. Lo so sono parole da tifoso (ride).

Si è fatto una sua idea sulla situazione attuale del club del Presidente Cosentino?

Non la conosco nei dettagli ma posso dire che reputo il Presidente una persona seria e il nuovo allenatore Somma molto preparato e quotato, anche se da un pò di anni fuori dal giro. Penso che farà bene. La squadra per grandi linee  è discreta e può dire qualcosa disputando un campionato quantomeno decente.

Che partita sarà quella di domenica contro l’Andria?

L’Andria ha conquistato un punto dopo il pareggio in casa con il Catania, mentre il Catanzaro ha già rimediato due sconfitte, e non può permettersi la terza. Sarà dunque una partita tattica in cui nessuna delle due squadre vorrà perdere. Per quanto riguarda i biancoazzurri quella allestita per questo campionato è una squadra tecnicamente valida, manca qualcosa ma ha le carte in regola per un campionato tranquillo. 

Intervista a cura di Rosita Mercatante per l'inserto sportivo della rivista mensile Catanzaro City Magazine 

 

Foto tratta da Internet