Derby, parla la storia. Leo Surro: "Quella tripletta non la cambierei con nessun titolo"

03.10.2015 09:00 di Francesco Calvano  articolo letto 4576 volte
Derby, parla la storia. Leo Surro: "Quella tripletta non la cambierei con nessun titolo"

Più di Fofana, Bernardo e D’Anna messi assieme. Più anche di Pino Tortora e Giorgio Corona. Uguale solo a un certo Massimo Palanca. Leonardo Surro da Ariano Irpino è l’uomo catanzarese dei derby per eccellenza. L’icona delle straregionali incastonata nella mente di ogni tifoso giallorosso, l’immagine insostituibile dei match contro il Cosenza, il simbolo marchiato a fuoco sulla pelle di chiunque ricordi quel pomeriggio di novembre di trentuno anni fa e quel ritornello diventato un mantra: “(Mauro), Surro, Surro, Surro”.

Lui, uno dei carneadi del calcio giallorosso diventato immortale grazie a quella storica tripletta. Perché sì, anche O’Rey ne ha fatti tre ai cugini, ma la storia di Surro è diversa. Perché Surro per Catanzaro non è Palanca, perché era una riserva, perché li segnò in venti minuti, perché contribuì in maniera determinante alla più larga vittoria nei derby col Cosenza dell’era moderna.

Un evento storico che Surro non può dimenticare: “Entrai all’inizio del secondo tempo che già vincevamo 1-0. Da quel momento in venti minuti feci tre gol: qualcosa che non si può scordare, quel pomeriggio è rimasto sempre nel mio cuore”. Insieme a quello striscione di qualche tempo dopo: “Cosenza sogna, Surro segna”… e si emoziona perché “vedere il proprio nome accostato alla gioia di una tifoseria è un grande orgoglio per qualsiasi calciatore”.

Ancora oggi, a tre decadi e poco più da quel giorno in cui lui diventa indimenticabile. Una “qualità” che Surro non baratterebbe per nulla al mondo: “ogni calciatore vuole lasciare un ricordo di sé, per questo quei gol non li scambierei con nessun titolo”. Unico rammarico? “La seconda stagione in cui retrocedemmo nonostante una buonissima squadra”.

Un Catanzaro totalmente diverso – per moltissimi aspetti – da quello di oggi che Surro segue “come tutte le squadre in cui ho giocato. Ma per  i giallorossi spero nel ritorno in B perché la tifoseria lo merita”. Quella stessa tifoseria – tra cui Surro ha anche qualche amico – che ringrazia e che invita ad andare allo stadio in vista del derby e a sostenere la squadra stringendosi con essa “in un caloroso forza Catanzaro”.

“Forza ragazzi” è invece l’urlo che invia alla compagine di D’Urso convinto che “la squadra sente l’aria e l’importanza della gara”. Speriamo sia così e che la partita si concluda nel migliore nei modi, non per forza con un 4-1 e una tripletta. Sarebbe davvero chiedere troppo ma se fosse la giornata di un nuovo Surro certo non ci dispiacerebbe per niente.