Ciro Sirignano "Non volevo andar via da Catanzaro, ma ritornerò..."

09.08.2013 20:06 di Antonio Gagliardi  articolo letto 4216 volte
Ciro Sirignano
Ciro Sirignano

Il calcio è considerato lo sport più bello del mondo per la sua imprevedibilità e per le emozioni che riesce a regalare. Fare il calciatore, soprattutto a certi livelli, ti permette di fare una professione che, seppur sacrificata, ti consente di vivere bene, di conoscere tanta gente e visitare molte città. Una vera e propria palestra di vita. Ogni anno è sempre diverso dall’altro. Si vince, si perde, si festeggia, si piange, insomma, il calcio come metafora della vita, quella vera. Perché la vita ti regala tante gioie ma anche tante delusioni e Ciro Sirignano nel giro di due anni è riuscito a vivere tutto questo intensamente. Il giocatore campano arrivò a Catanzaro il primo anno della stagione Cosentino, a campionato iniziato, con buone referenze, anche se queste non vengono sempre rispettate. Nel caso specifico, però, non ci fu alcuna sorpresa, Sirignano arrivò come un buon calciatore e dimostrò in breve tempo di esserlo conquistando la stima e il rispetto della tifoseria del Catanzaro. Un buon calciatore ma anche un bravo ragazzo. Uno mai fuori dalle righe, un ragazzo che pur giocando a pallone è riuscito a laurearsi e presto coronerà la sua felice storia d’amore con la bellissima Verdiana Galieti. Sirignano rientra in quella categoria che nel calcio si chiamano “bandiere”, non perché sventolano come va il vento, ma perché si sentono talmente parte integrante di una squadra al punto tale da sentire la maglia che indossano come una seconda pelle.

Lui e Verdiana non sarebbero mai andati via da Catanzaro, anzi, tutt’altro “Catanzaro per me è stata come una seconda famiglia – ha affermato ai microfoni di Catanzarosport24 -, ho fatto fatica ad andar via. I primi quattro giorni lontani da Catanzaro sono stati terribili, poi ci si abitua”. Scontata la domanda e forse anche la risposta sulle prime impressioni vissute a Gavorrano “Qui è tutto più tranquillo, meno blasone rispetto a Catanzaro ma ho trovato una società seria ed un gruppo di ragazzi che hanno voglia di fare. Non partiremo certo con i favori dei pronostici, ma credo che alla fine potremo dire la nostra”. Ciro Sirignano è un professionista, ma quando parla del Catanzaro e di Catanzaro non riesce a nascondere l’emozione ed un pizzico di rabbia mista a delusione per una cessione che non ha accettato di buon grado “Pensavo di essere uno dei pilastri della difesa – confessa Sirignano - soprattutto dopo le due annate importanti disputate in maglia giallorossa. Poi in ritiro ho capito che non era così. Prima non mi è stata data la fascia di capitano. Poi il direttore (Ortoli ndc) mi ha detto che non avrei avuto spazio a causa dell’età, anche se dopo sono arrivati due calciatori più grandi di me. Ma nonostante tutto non ho mai mollato. Volevo giocarmi la possibilità di restare a Catanzaro, tant’è che non ho affatto chiesto il rinnovo del contratto. Ho persino parlato con il mister  – continua il forte difensore campano – nella speranza che Brevi potesse convincere Ortoli a farmi rimanere. Ma tutto è stato vano. Evidentemente il direttore aveva già le idee chiare in testa e alla fine sono stato quasi costretto ad andar via”.

Ci sono calciatori che a Catanzaro sono venuti a svernare ed altri che hanno pensato solo a fare le comparse (Contrattopoli docet), Ciro Sirignano è uno di quelli che quando entrava in campo, nel bene o nel male, sudava la maglia e soprattutto la rispettava. “Non posso dimenticare l’anno della promozione. La partita vinta con la Vigor Lamezia all’ultimo assalto. In quella partita – dice un emozionato Sirignano – non mi vergogno di dire che al triplice fischio finale ho pianto. Ho pianto di gioia, per tutti i sacrifici che avevamo fatto, ho pianto per i nostri tifosi e per il Catanzaro. Anzi, colgo l’occasione per ringraziare non solo i ragazzi della curva che, quando entravamo in campo sin dal riscaldamento, riuscivano a darci una marcia in più, ma tutto il pubblico del “Ceravolo” perché non ci ha mai contestato, anche nei momenti bui. Infine vorrei ringraziare il Presidente Cosentino perché mi ha dato la possibilità di vestire questa gloriosa maglia, spero di aver ripagato la sua fiducia non solo in campo ma soprattutto fuori”.

Poi, prima di chiudere l’intervista, Ciro Sirignano quasi a non voler staccarsi dalla sua seconda famiglia - come ama chiamare Catanzaro -, ci fa una promessa “tornerò a Catanzaro. Io e la mia ragazza abbiamo già deciso di passare qualche settimana di vacanza la prossima estate. Ho già chiamato per bloccare la casa”. Bravo Ciro, il calcio e Catanzaro, hanno bisogno di calciatori bravi ma, soprattutto, di uomini veri come te. Ti sei ritagliato con la tua professionalità e la tua serietà un pezzo di storia di questa gloriosa squadra e niente e nessuno potrà portarti più via dal cuore dei catanzaresi che ti vogliono e ti vorranno sempre bene per quello che hai fatto per il loro e ''tuo'' Catanzaro.