Rai Sport: "scontro" tra il progressista Noto (U.S. Catanzaro) ed il conservatore Andreoletti (U.C. Albinoleffe)

Tiene banco una eventuale riforma della Serie B
18.05.2020 23:28 di Leonardo La Cava   Vedi letture
Rai Sport: "scontro" tra il progressista Noto (U.S. Catanzaro) ed il conservatore Andreoletti (U.C. Albinoleffe)

Il calcio post CoronaVirus dovrebbe mettere tutti d’accordo visto che ormai una sana riforma è inevitabile. Soprattutto dovrebbe trovare il consenso di chi è consapevole di esserci dentro ed ha i mezzi di un’analisi molto più seria ed approfondita che l’industria calcio gli offre, cercando di renderla una industria migliore.

Catanzarosport24.it già il 14 marzo (lCLICCA QUI PER LEGGERE COSA SCRIVEVAMO IL 14 MARZO) aveva in maniera pratica evidenziato che il Covid-19 dava una grande opportunità ai potenti del calcio italiano, quella di attuare una riforma concreta e sostanziale.  Si è detto e scritto da più parti che una Serie C articolata su 60 società oggi non è più sostenibile ma per qualcuno che la vive continua ad essere una mission che per certi versi riveste i panni di una associazione benefica no-profit. E’ il caso del presidente dell’Unione Calcio Albinoleffe Gianfranco Andreoletti che nella trasmissione CSIAMO versione Web trasmessa su Rai Sport ha dato vita ad un vero è proprio "scontro" con il presidente dell’Unione Sportiva Catanzaro Floriano Noto. Divergenze di vedute tra un progressista Floriano Noto ed un conservatore Gianfranco Andreoletti. Il tema assai sentito che ha dato spunto a due visioni completamente diverse è quello di una probabile riforma ad una serie B allargata a due gironi.

Da un lato il progressista Noto, da tre stagioni nel mondo del calcio che sposa la causa di una probabile Serie B allargata a due gironi, dall’altra il conservatore Andreoletti da 21 anni presidente dell’Albinoleffe assai radicato nella mission (a suo modo di vedere) che la serie C ha per il calcio italiano.  La visione del presidente bergamasco è molto semplice, se giochi in Serie C lo fai perché devi rivestire quel ruolo sociale che si prefigge lo scopo di convogliare nel calcio più giovani possibili forgiandoli per le grandi squadre e tal proposito ha preso l’esempio dell’attaccante Bellotti cresciuto nella sua società ed arrivato in Nazionale.

Completamente diverso il quadro disegnato dal presidente Noto, che al suo collega ha ricordato di essere il presidente dell’U.S. Catanzaro, ovvero di una piazza che al pari di Bari, Terni e  Catania non può considerare la Serie C la massima aspirazione, ed ha sottolineato anche che il calcio per il grande fascino che riveste in queste piazze deve svilupparsi come fonte di spettacolo principalmente per il rispetto dei tifosi garantendo agli stessi una platea più soddisfacente ed in linea con il progresso che il calcio offre anche sulle piattaforme televisive.

 Se è vero come è vero che le promozioni si conquistano sul campo, e che a più riprese dalle colonne di questa testata non ci siamo mai nascosti nel criticare alcune scelte operative della proprietà giallorossa, va anche detto che pagato lo scotto del noviziato il presidente Noto per primo ha focalizzato di quanto sia importante e necessario uscire da questo limbo, e lo ha dimostrato nel mercato di riparazione di gennaio. In questo contesto è arrivata anche una “stilettata” del conduttore Giacomo Capuano all’indirizzo del presidente Noto, al quale ha detto: “Se volere una riforma di una Serie B allargata non sia un escamotage per conquistarla dopo che si è falliti sul campo”. Il buon Capuano però dimentica un aspetto fondamentale, che ad oggi, dalla Serie A alla Serie C nessuno sul campo ha avuto la certezza di vincere matematicamente nulla, e che il blocco dei campionati di fatto toglie quella residua speranza di potersi fregiare di un successo anche attraverso la vincita dei play off e lo dimentica soprattutto nel rispetto di quelle società come Catanzaro, Bari e Ternana che hanno messo mani al portafoglio con investimenti importanti. Una uscita poco felice quella del conduttore Capuano che se fosse stato più attento avrebbe avuto modo di ascoltare e capire cosa Noto aveva detto solo qualche minuto prima, ovvero: “Parliamoci chiaro, se non si fosse interrotto il campionato per cause di forza maggiore saremmo andati avanti ed ognuno avrebbe fatto i conti con le proprie scelte per quello che avrebbe raccolto, è chiaro che questa situazione ha messo tutti nella condizione di rivedere l’assetto organizzativo richiamando l’attenzione a quelle riforme che non possono essere circoscritte a chiedere un aiuto al Governo, il calcio deve avere la forza e la capacità di darsi una ristrutturazione ormai inevitabile”.

La visione di Noto non trova il consenso del collega Andreoletti, che al presidente dell’Uesse ricorda che lui in Serie B ci è stato per 10 anni e che poi non sia questo eldorado da tanti sognano tant'è che il mantenimento della categoria gli è costato 100 volte di più. Un discorso molto riduttivo che il presidente Noto ha contro replicato mettendo sul piatto della bilancia due entità diverse come quella nel contesto in cui opera l’Albinoleffe che ha un seguito di tifoseria molto ristretto rispetto a piazze come Catanzaro, Catania, Terni e Bari (per citarne qualcuna) dove una Serie B inevitabilmente ricopre un fascino ed un seguito più importante sia per le piattaforme televisive che per le stesse società, lasciando intendere al suo collega (ma non crediamo che lo abbia recepito) che una gestione di una categoria maggiore può essere anche affrontata con attività dirette a promuovere il prodotto (leggasi merchandising ad esempio).