Osservatorio Stadio Ceravolo: ecco cosa ne pensa il collega Carlo Talarico

continua il dibattito sllo stadio Ceravolo
24.02.2020 09:17 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:    Vedi letture
Osservatorio Stadio Ceravolo: ecco cosa ne pensa il collega Carlo Talarico

Città intorno allo stadio o stadio con la città intorno. In Europa si ragiona su questi concetti redigendo studi approfonditi che danno prospettive ad entrambe le realtà. A Catanzaro, molto più modestamente, ragioniamo su “Ceravolo si” o “Ceravolo no”, senza prestare molta attenzione ad un progetto più globale di sviluppo della città e del quartiere in cui il vecchio stadio è incastonato da sempre.

Avere un impianto nuovo, funzionale, facilmente raggiungibile è il futuro, su questo non c’è da discutere, e laddove si verificano queste condizioni l’impulso per l’economia locale è sensibile e porta anche alla nascita di zone residenziali.

Per la nostra città l’importante però sarà evitare di costruire la classica cattedrale nel deserto, tipo lo stadio dei “Due Mari” che possiamo eufemisticamente “ammirare” ad una ventina di chilometri dal Sansinato. Serve, invece, un progetto che sappia coniugare un impianto funzionale col resto del tessuto urbano. Che si pensi di costuirlo in zona Germaneto (ben raggiungibile) o altrove non spetta a noi suggerirlo, ma è fondamentale guardare a quanto accade in altri centri italiani o europei per orientarsi nella scelta migliore che significa futuro.

Ovviamente ci sarà da pensare a cosa fare della vecchia Piazza d’Armi, palazzina inclusa, manufatto totalmente fuori contesto che ha dato il colpo di grazia definitivo ad un impianto che da quando è diventato stadio è stato un unicum mondiale, basti pensare ai pini marittimi, parte integrante della curva Ovest-“Massimo Capraro” per decenni. Catanzaro e il suo impianto calcistico è sempre stata fuori dagli schemi ma, col tempo, ha dovuto piegarsi alle norme via via emanate rinunciando all’ombra-ombrello del suo pino, dotandosi di seggiolini di recente adeguati per rimettersi alla pari con gli standard, mantenendo una copertura del tutto inadeguata, ormai pericolosa e praticamente fuorilegge.

Il nostro vecchio e caro stadio ormai ha fatto il suo tempo nel luogo in cui si trova. Fondo Corallo non è più aperta campagna, è città a tutti gli effetti e non può dare sicurezza e comodità a nessuno spettatore e tanto meno può continuare a condizionare la vita dei residenti quando giocano i giallorossi. E’ duro dirlo, ma non si può più essere attaccati alle tradizioni, per quanto belle e gloriose.

Il “Ceravolo” deve trovare una location diversa e diventare altro rispetto ad oggi. Non serve scimmiottare “Marassi” o altri modelli di stadio ristrutturandolo, sarebbero gli ennesimi soldi pubblici spesi male, come gli ultimi “investiti” per la famigerata palazzina. Guardiamo oltre e avanti, iniziamo a ragionare con prospettive diverse e meno arroccate esclusivamente sui tre colli.      

Carlo Talarico

giornalista Corriere dello Sport