Libro, Moscelli, Mosciaro: Giannone é in "cattiva" compagnia

14.02.2019 11:39 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:   articolo letto 1770 volte
© foto di Andrea Rosito
Libro, Moscelli, Mosciaro: Giannone é in "cattiva" compagnia

Libro, Moscelli, Mosciaro. E da oggi Giannone. Nella lista dei peggiori rigori della recente storia giallorossa, quello gettato alle ortiche dal centrocampista giallorosso vi entra a pieno diritto. Suo malgrado. Forse, dei quattro è il meno decisivo, ma di sicuro il peggio calciato. Un episodio destinato a segnare, forse definitivamente, la carriera di Giannone sui tre colli. A meno che, l’uomo che solo 4 giorni fa aveva aperto le danze contro la Paganese e che aveva deliziato tutti con una magia al Massimino di Catania, non segni un gol (magari su rigore) tanto decisivo quanto quello incredibilmente fallito a Castellammare. È la speranza sua, e di tutti i tifosi giallorossi, ancora arrabbiati (per usare un eufemismo) per quel tiro dal dischetto così incredibile.

Incredibile: esattamente la stessa sensazione che si ebbe 22 anni fa al “Ceravolo”. Davanti a 18mila spettatori si gioca il big match Catanzaro – Battipagliese, a quattro giornate dalla fine. Una vittoria significherebbe primo posto per i giallorossi in un campionato finalmente esaltante dopo anni di anonimato. Al quarto del secondo tempo De Min viene atterrato in area, sotto la Ovest. “Ciccio” Libro si incarica del tiro dal dischetto e, clamorosamente, si vede parare il suo tiro dal portiere campano. È la fine! La gara finisce 0-0 e il campionato con la prima cocente eliminazione ai playoff.

La seconda, ancora più bruciante, sarà col Sora in una gara caratterizzata da rigori segnati e subiti e con il portiere Di Dio, che pur non avendo tirato nessun rigore, sarà comunque per sempre ricordato a Catanzaro. Poi due anni dopo, ecco di nuovo la maledizione playoff unita a quella dei rigori. Catanzaro – Acireale: 15 giugno 2003. Ancora un “Ceravolo” stracolmo, ancora un penalty sotto la Ovest. E ancora una delusione. Fabio Moscelli tira piano e centrale e il portiere siciliano para. Finirà 0-2, Catanzaro piange, l’Acireale di Costantini (tenete a mente questo nome) vola in C1.

Esattamente come fa la Cisco Roma nella peggiore sconfitta del Catanzaro ai playoff. L’allora Fc del presidente carneade Aiello (?) e del mister Gaetano Auteri si sciolgono al caldo del Flaminio di Roma il 6 giugno del 2010. Quando, sotto già di 2-0 avrebbero anche la possibilità di riaprire il match con un calcio di rigore. Che però Manolo Mosciaro tira male, spianando la strada all’incredibile 4-0 finale, che segna di fatto la gara di ritorno. Tanto si è detto su questo match, fattostà che un altro rigore fallito ha scritto una brutta pagina di storia del calcio sui tre colli.

E poi c’è il rigore fallito per eccellenza, ma che nulla a che vedere con quelli succitati. Non fosse altro perché chi lo tira ha sì fatto la storia delle Aquile, ma nel modo più bello possibile. Per questo non si può inserire nella lista con i vari Libro, Moscelli, Mosciaro e Giannone. È il 1988, Giannone deve ancora nascere, e il Catanzaro si gioca la serie A. La perderà per un punto, quel punto perso per quel rigore indimenticabile. Siamo, ancora una volta, sotto la Ovest. In porta c’è un certo Costantini (che prende il posto del suo portiere che è stato espulso), dal dischetto Massimo Palanca, O’ Rey. Rincorsa, tiro e…palo. Un maledetto palo. Ma stavolta tutti sanno che non c’è incompetenza, paura, presunzione o dolo, ma solo sfortuna. E poi a lui si può perdonare tutto. Le lacrime scendono sincere dal viso di Massimè e il pubblico lo applaude come se avesse segnato.

Applausi fragorosi, nonostante tutto. Ecco, non se li aspetti Giannone al prossimo ingresso in campo al “Ceravolo”. Il suo errore sarà difficile da dimenticare non tanto e non solo perché può essere decisivo ma perché non ne capisci la ratio. Perché? Ecco la domanda che assale la mente di ogni tifoso giallorosso e che, complice la sosta del campionato, assillerà tutti fino alla prossima partita, e al prossimo rigore. Magari più decisivo, magari segnato da Giannone, magari sotto la “Ovest”, magari in una finale playoff. Per ristabilire definitivamente i conti con un destino che, forse, sta esagerando con le coronarie dei tifosi giallorossi. Che almeno per diverse notti avranno bisogno di qualche medicina per dormire. Un farmaco, da ingerire per via orale, per il quale non serva, speriamo, nessun cucchiaio.

FRANCESCO CALVANO