I "Cristiano Ronaldo" del Catanzaro

11.07.2018 15:20 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:   articolo letto 3260 volte
Fonte: Francesco Calvano
Ronaldo Pompeu
© foto di Salvatore Monteverde/TuttoLegaPro.com
Ronaldo Pompeu

C’è un Cristiano Ronaldo in ognuno di noi. In noi che da piccoli sogniamo di fare il calciatore e di farlo diventando come il più forte di tutti. In noi che da tifosi speriamo che il più forte di tutti vesta la squadra della nostra maglia del cuore. Ma quando ti accorgi che Dio non ti ha dotato di piedi buoni e di polmoni degni e hai l’onere e l’onore di amare visceralmente una squadra di provincia sai che tutto ciò non avverrà mai.

Ma sai, altrettanto, che proprio questo ti spinge a tifare ancora di più, a sostenere sempre in maniera più forte e sperare – anzi esserne convinto – che un giorno la tua squadra batterà quella in cui gioca il più forte giocatore del mondo. Per questo, negli anni settanta, quando si giocò Catanzaro – Santos e nel Santos giocava un certo Pelè, un tifoso giallorosso chiese: “quanto è finita?” E alla risposta, “7 a 1”, chiese ancora: “sì, ma per chi?”.

Perché il calcio ti rende cieco ma ti dà speranza ed è questo il suo bello. Ti fa credere che tutto è possibile e che i tuoi giocatori siano sempre e comunque i migliori di tutti. Se poi alcuni tra i migliori calciatori arrivano davvero e tu non sei certo tra i top club, il sogno che diventa realtà rende tutto ancora più magnifico. E questo vale sempre, in tutte le categorie. Con le dovute proporzioni, infatti, c’è, c’è stato e ci sarà sempre un Cristiano Ronaldo che verrà a giocare nella tua squadra. Quel giocatore fortissimo, che piace a tanti, che costa molto, che magari gioca in una categoria superiore che decide – convinto anche dal tuo presidente – di giocare per te.

E di questi giocatori ce ne sono stati molti anche a Catanzaro: qualcuno ha rispettato le aspettative, qualcuno ha deluso, ma il loro arrivo, dal momento della voce di mercato al giorno della presentazione ha fatto sentire i tifosi giallorossi come quelli della Juve in questi giorni.

L’ultimo in ordine di tempo è stato Diomansy Kamara, dalla serie A turca – e dopo aver fatto benissimo in Premier League – a Catanzaro, terza serie italiana. Una grande operazione di mercato dell’allora duo Cosentino – Ortoli compiuta grazie anche alla volontà del giocatore e spinta dai tifosi su facebook. L’arrivo in aeroporto fu fragoroso, la presentazione allo stadio spettacolare: sogni e speranze e un turbinio di emozioni incredibili.

Le stesse che si vissero negli ultimi anni della serie B con due nomi di grido che fecero accendere le fantasie dei supporters delle Aquile. Così quando si ufficializzò che al fianco del bomber Giorgio Corona sarebbe arrivato anche un certo Benny Carbone, tutti subito a sognare caterve di gol. Un grande nome, anzi il nome, il regalo per la promozione: un calciatore di sicuro talento con esperienze all’Inter e al Napoli, il nuovo idolo, il dieci capace di far godere.

Carbone resta solo un anno, la stagione successiva serve un nuovo colpo a effetto. Così l’Us Catanzaro del duo Poggi e Parente acquista dal Bologna il nazionale Carlo Nervo, un’ala tutta fantasia e gol dal sicuro rendimento e dalla grandissima esperienza. Anche in questo caso ci si sente forti, fortissimi, ci si vanta perché un grande giocatori ha scelto il Catanzaro e questo basta a far godere ancora prima di vederlo in campo.

Saranno le stesse sensazioni che si avranno negli anni 80 per altri due attaccanti di fama nazionale e, addirittura, mondiale. Il primo è Vito Chimenti, estroso numero 9 che faceva la bicicletta ben prima di Neymar e che segnava gol a valanghe  e che solo tre mesi prima aveva fatto tremare la Juventus di Zoff, Cabrini e Scirea. E che ora avrebbe fatto coppia con  un Massimo Palanca nel massimo del suo splendore.

Chimenti resta un anno, poi anche Palanca vola verso altri lidi, e Catanzaro ha bisogno di un nuovo idolo da sostenere, un campione capace di far sognare. Ed ecco allora, negli anni del boom economico e dell’esterofilia – specialmente calcistica – dilagante arriva dal Monaco 1860 Viorel Nastase, il primo rumeno in Italia. Bomber dal gran fisico e con un sinistro che è una bomba. L’erede perfetto di Palanca, anzi no è anche meglio, si dirà nella calda estate della trattativa. Il Catanzaro sogna con colui che era considerato meglio del suo compagno di attacco Rudi Voeller, che dieci anni dopo sarà campione del mondo.

Ma anche Nastase resterà il sogno di una notte di una mezza estate, quella dell’annuncio ufficiale perché lui come i precedenti esempi a Catanzaro fallirà. Diversi i motivi per ognuno ma da queste parti il Cristiano Ronaldo di turno non ha mai veramente sfondato, rimanendo un ‘emozione fino a Settembre per poi trasformarsi quasi in un incubo. Insomma, a queste latitudini i Ronaldo non piacciono. Nemmeno quando, ti chiami come CR7. E così che il centrocampista Pompeu voluto da Cozza, considerato grande promessa, passa da Catanzaro nel 2013 senza lasciare il segno ma con un’unica grande soddisfazione per tutti i titolisti dei giornali. Perché scrivere “Ronaldo al Catanzaro” è stata un’emozione grandissima, il bello del calcio, soprattutto di quello caldo, per clima e sensazioni, di agosto.