Date una calcolatrice a Tommasi (AIC): la differenza tra serie A e Serie C

Il presidente dell'Aic sul nodo taglio degli stipendi tira in ballo il contratto collettivo con la Lega Pro
20.03.2020 20:32 di Leonardo La Cava   Vedi letture
Date una calcolatrice a Tommasi (AIC): la differenza tra serie A e Serie C

Con una nota ufficiale pubblicata sul sito dell’AIC il presidente Damiano Tommasi è intervenuto, tra l’altro, sul nodo stipendi, dichiarando: “i primi interessati alla sostenibilità del sistema calcio sono gli stessi calciatori e tutte le persone che ci lavorano. Siamo consapevoli che quello inerente i contratti sia un tema da affrontare, ma non adesso. Prima vanno quantificati i danni e questo procedimento è possibile solo quando sapremo se la stagione finirà o no. Il problema del taglio degli stipendi va posto a tempo debito. L’AIC non può imporre ai calciatori di accettare eventuali tagli. Possiamo dare una linea, ma sulle rinunce decidono i singoli. Noi troviamo un'intesa sull'accordo collettivo e sul minimo federale di 30.000 euro lordi all'anno che è molto usato in Lega Pro. Non capisco che tipo di accordo ci propongono anche perché, ripeto, non siamo in grado di obbligare gli associati ad accettarlo. Siamo d'accordo con la Lega dì anticipare le ferie estive e di considerare questi giorni come vacanze per ridurre le ferie a luglio. Su questo nessun problema. Sugli stipendi vedremo...” 

In sostanza il buon Damiano non ci mette la faccia, o se ce la mette lo fa solo per proclamare scioperi quando le cose non girano per come dovrebbero girare per i calciatori. E’ stato sempre in prima linea nelle rivendicazioni, per carità tutto giusto e sacrosanto, ma ora è arrivato anche il momento di esporsi per loro chiedendo un sacrificio.

E ci lascia sorpresi che tiri in ballo l’accordo collettivo valido per la serie C dove lo stipendio Lordo minimo federale è pari 26.664,00 € con una incidenza del -37,23% rispetto ai colleghi di Serie A il cui minimo federale è pari a 42.477,00 € mentre l’incidenza percentuale con i colleghi di Serie B è del 7,36% delle tabelle minime federali pari 28.783,00 € lordi per i contratti destinati ai calciatori dal 24° anno di età.

Ma nella realtà le tabelle non trovano una applicazione su larga scala, salvo rarissime eccezioni. Ce lo vedreste un Ronaldo che prende quella cifra? Un Paratici (diesse Juventus) lavorare per uno stipendio lordo di 37.017,00 € che sarebbe il minimo federale per i Direttori Sportivi, o un Conte allenare l’Inter al minimo federale per gli allenatori che è di 28.164,00 €? Le cifre sono note: Ronaldo si porta a casa 31 milioni di euro netti all’anno, Paratici 1,5 milioni di euro netti (escluso bonus) mentre Conte 11 milioni netti a stagione. E Tommasi tira in ballo l'accordo collettivo per la Serie C?!?

In serie C siamo distanti anni luce da quelle cifre, in rarissime eccezioni (si contato sulle dita di una mano) si arriva ad un ingaggio che supera le 200,000 €, scendendo troviamo un nutrito gruppo che si attesta tra i 110/140 mila euro, mentre il gruppo più folto va dai 60/80 mila € a stagione.

In Italia la proprietà delle società professionistiche è in mano per il 100% a soggetti privati, nessuna delle 100 società professionistiche dalla Serie A alla Serie C vanta partecipazioni pubbliche, e tra i presidenti di queste società non ci risulta che ce ne sia uno che abbia di proprietà una parallela zecca dello Stato. Sono tutti imprenditori con aziende alle spalle, con stipendi per operai e con famiglie da mantenere.

Quello che vorremmo anche ricordare al presidente Tommasi, è che la Serie C produce appena il 3,5% del valore produttivo del calcio italiano professionistico che corrisponde a 126 milioni di euro, su un totale di 3 miliardi e 71 milioni e spiccioli (300,000) che produce invece la Serie A.