Catanzaro seconda sconfitta figlia di propri demeriti ma anche di un arbitraggio scandaloso

30.09.2019 17:23 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:    Vedi letture
Catanzaro seconda sconfitta figlia di propri demeriti ma anche di un arbitraggio scandaloso

Il Catanzaro esce battuto dal Pinto di Caserta e lo fa, è bene sottolinearlo, sia per i demeriti dei suoi calciatori (brocchi a farsi superare in occasione del gol di Castaldo e ancor più brocchi nel non saper reagire con grinta nell'arco di novanta minuti), sia per i meriti della Casertana brava a sfruttare le occasioni capitate durante la partita, ma anche per colpa di una terna arbitrale incompetente e incapace. Non è la prima volta che denunciamo il dilettantismo dei direttori di gara in serie C e non sarà l'ultima. Non avevamo scritto nulla la settimana scorsa in merito all'evidente fallo di mano in area della Viterbese non sanzionato con un calcio di rigore, ma poichè le situazioni si sono ripetute e con maggiore evidenza ci chiediamo a questo punto come può un arbitro come De Santis di Lecce dirigere un incontro di un campionato professionistico e ancor di più come possono farlo gli assistenti Veronica Vettorel di Latina e Antonio Severino di Campobasso. Una terna inadatta che ha in qualche modo condizionato il risultato. Basta guardare il secondo gol della Casertana firmato Starita, il fermo immagine che vi proponiamo fa notare come erano ben 4 i calciatori (compreso l'autore del gol) in fuorigioco. Impossibile non vederli per il guardalinee che è perfettamente in linea. E ancora, al 37' sul risultato di 1 a 0 per i padroni di casa l'estremo difensore Crispino esce dalla propria area di rigore e ferma con la mano una chiara occasione da rete di Bianchimano. Superato il portiere il calciatore del Catanzaro avrebbe segnato. Ma il pessimo De Santis di Lecce ammonisce solamente Crispino invece di espellerlo. E non ci soffermiamo più di tanto sulle "sceneggiate napoletane" di Castaldo e compagni per tutto il secondo tempo e il discutibile atteggiamento della società ospitante che ha pensato bene ad un certo punto di far "sparire" i racchettapalle. Neanche in terza categoria si vedono queste scene, al "Pinto" invece sì.