Catanzaro-Cosenza, una storica rivalità calcistica

01.10.2015 12:42 di Rosita Mercatante   Vedi letture
© foto di Alessandro Mazza
Catanzaro-Cosenza, una storica rivalità calcistica

di Rosita Mercatante

E’ la partita. Per i tifosi del Catanzaro e del Cosenza non c’è sfida più importante. Il match fra aquile e lupi per le due piazze può valere una stagione intera. Ogni volta che un torneo mette di fronte le due squadre, il clima inizia a diventare teso almeno un paio di settimane prima e la data dell’incontro viene segnata con un cerchietto sul calendario da tutti i supporters. La vittoria regala la supremazia, mentre la sconfitta è un boccone durissimo da mandar giù. Questa domenica alle 14:30 sarà nuovamente Catanzaro-Cosenza. Un’occasione più unica che rara per i rossoblu di dare il colpo di grazia ai giallorossi, che in questa stagione stanno incontrando più di una difficoltà. Vittorio Bernardo, è lui l’ultimo calciatore ad aver deciso il derby. La scorsa stagione, il 15 febbraio, dopo 29 secondi dall’inizio della ripresa, su perfetto cross di Squillace, il centravanti dell’US è svettato più in alto di tutti, battendo il portiere cosentino ed esultando emulando i baffi di Massimo Palanca sotto la curva dei lupi. All’andata era finita 0-0, ma il Cosenza si è tolto una bella soddisfazione, vincendo al “Ceravolo” in Coppa Italia di Lega Pro. Mister Moriero scelse di giocare la sfida con le riserve, mentre i rossoblu si schierarono con la squadra titolare. Risultato finale 1-3, e pubblico giallorosso in guerra contro il tecnico che da lì a poche settimane venne esonerata. Quella partita probabilmente creò una crepa irreparabile fra piazza giallorossa ed allenatore, con conseguente ricaduta su un organico già deficitario a livello fisico e tattico. Ma a quando risale la vera nascita della rivalità fra giallorossi e rossoblu? Era in corso la stagione 1982-1983, le aquile erano in Serie A e quando si trattava di scegliere un campo neutro, spesso si optava proprio per il “San Vito”. Le due compagini, specie da quando le aquile giocavano stabilmente tra Serie A e B, non si incrociavano da molto tempo. Le due piazze avevano un rapporto di indifferenza. Il 20 marzo 1983 in programma c’era Catanzaro-Cagliari. Il match fu disputato proprio a Cosenza. Per le aquile quella fu l’ultima stagione nella massima serie. Infatti a quella gara i giallorossi si presentarono ultimi e molto staccati dalla zona salvezza. Al termine del campionato mancavano 6 giornate e con una vittoria l’US poteva ancora sperare nell’aritmetica. Le probabilità di mantenere la categoria erano ridotte al lumicino. Le gare precedenti disputate sul neutro di Cosenza erano state accolte con una certa enfasi dalla piazza rossoblu. Quella volta fu diverso ed i tifosi dei lupi si schierarono dalla parte del Cagliari. La gara terminò 1-2 con un rigore di Piris, un’autorete di Venturini e gol inutile nel finale di De Agostini per il Catanzaro. Da quel momento nacque lo storico antagonismo fra le due tifoserie. In passato, fino agli anni ’60 le due società si erano incontrate in molte stagioni, dando vita a 30 partite. Ma dalla stagione ’84-’85 la vittoria sul campo cominciò a valere doppio, in quanto la partita veniva sentita particolarmente dalle due piazze. Il 18 novembre 1984 le aquile si imposero sonoramente per 4-1, condita con una tripletta di Surro e gol di Gregorio Mauro; per i rossoblu, rete della bandiera di Del Rosso sul 3-0. Al ritorno i lupi si presero la loro vendetta vincendo 1-0 con marcatura di Aita. A festeggiare, però a fine stagione furono le aquile con la promozione in B. Nella serie cadetta le aquile rimasero una sola stagione. Nell’86-’87 fu ancora Catanzaro-Cosenza. Stavolta la prima partita si disputò al “San Vito”, con la trasferta negata ai tifosi giallorossi. Quella gara sancì il vero ritorno di Massimo Palanca. Sull’1-1 per effetto delle reti  di Tavola e pareggio casalingo di Mirabelli, entrò O’Rey, che realizzò due reti. Finale 1-3 e festa giallorossa. Al “Ceravolo”, al ritorno ancora Tavola e Benetti inchiodarono il risultato sul 2-0. Anche in quel campionato i giallorossi furono promossi in Serie B, mentre i lupi sfiorarono solamente il salto di categoria. Nella serie cadetta le due compagini si sfidarono nell’88-’89. Le aquile finirono a centro classifica, dopo aver accarezzato l’anno prima il ritorno nel calcio che conta; il Cosenza arrivò a pochi punti dalla prima storica promozione nella massima serie. In quel torneo al “San Vito” finì a reti inviolate, mentre al “Ceravolo” una tripletta di Massimo Palanca schiantò i lupi con un secco 3-0. Da lì in poi cinque 0-0 di fila prima del gol di Bernardo dello scorso torneo di Lega Pro. Infatti sia nella B dell’89-’90  che nella Seconda Divisione del 2008-2009 non ci fu nessun gol. In quest’ultimo torneo a festeggiare fu il Cosenza con la promozione in Prima Divisione, mentre l’US terminò la sua corsa ai play-off per mano del Pescina. Quello di questo fine settimana  si presenta come una sfida molto importante, che seppur disputata ad inizio stagione è già una gara decisiva, specialmente per il Catanzaro, vista la situazione più che delicata. Se da un lato i lupi vogliono infierire e portare a casa 3 punti, che in campionato mancano dal 1950 (0-1 con gol di Begnini); dall’altro lato le aquile vogliono riprendere da quella rete di Bernardo. Giallorossi e rossoblu, domenica, sono pronti a scrivere un’altra pagina di storia del calcio calabrese.