Antonio Imborgia: Forza Aquile, Catanzaro-Catania è il mio derby!

L'ex giallorosso in esclusiva ai nostri microfoni
15.11.2019 09:42 di Leonardo La Cava   Vedi letture
Antonio Imborgia:  Forza Aquile, Catanzaro-Catania è il mio derby!

Se vuoi toccare sulla fronte il tempo che passa, di come il padre di oggi sia stato il ragazzo di ieri, tu chiedigli chi era il Catanzaro della stagione 1984-85, lui ti risponderà il più bel Catanzaro di sempre! Quello che vinse, divertendo ed entusiasmando, il campionato di C1.

Tra le sue fila militava un giovane palermitano di 26 anni Antonio Imborgia. Un gigante di stopper, 184 cm un leader della difesa, impegno ed abnegazione costante, serietà e professionalità fuori e dentro dal campo.

Ed eccolo qua ai nostri microfoni, Antonio ricordi ancora quel Catanzaro?

“Non potrei mai dimenticarlo, la mia carriera è stata ricca di soddisfazioni, ma l’esperienza di Catanzaro è quella che più di ogni altra mi ha legato a tal punto da potermi definire un tifoso del Catanzaro”.

Quale fu il segreto di quel successo?

"Un insieme di componenti che ci ha reso davvero forti, perché quel Catanzaro era davvero forte. E quando vinci nel modo in cui abbiamo vinto noi, il merito non può che essere di tutti".

Ad iniziare dal presidente Albano, un vulcano di passione, un uomo che prima di essere presidente era per tutti noi come un padre. Non ha mai speculato sulla nostra professione, a Catanzaro con Albano in Serie C prendevamo quanto prendevano i nostri colleghi che militavano in squadre di serie A di bassa classifica. Per non parlare dei premi partita che metteva ogni domenica a disposizione. Ma il suo ruolo andava oltre, amava confrontarsi con tutti noi come se fosse il padre di ognuno, era sempre presente e disponibile anche per problemi fuori dal campo.

Questo suo modo di fare – prosegue Imborgia – ha fatto si che non ci fossero figli e figliastri, soprattutto pur essendo il presidente, non ha mai avuto la presunzione di scavalcare il mister, se voleva invitare qualcuno di noi a cena, chiedeva il permesso all’allenatore".

E G.B. Fabbri che allenatore era?

“Il meglio che ci fosse in circolazione, pretendeva oltre il 101% dai suoi calciatori, in campo ci andava chi gli dava le garanzie maggiori, quel Catanzaro era davvero forte, tutti calciatori di categoria superiore,  e con un allenatore di grande livello, era impossibile fallire. Anche perché il contorno era gente competente ed appassionata, tra tutti ricordo con grande affetto Masino (Masino Amato storico massaggiatore dell’UESSE n.d.r.). E per ritornare al temperamento di mister Fabbri, c’è un aneddoto che vi voglio raccontare, in quella stagione perdemmo poche partite, era un campionato difficile con squadre ben attrezzate come Palermo e Messina, ed una sconfitta di queste fu proprio a Messina per 1-0 uscì dal campo rammaricato perchè avevamo disputato una grande partita ed ero comunque soddisfatto della mia prestazione. Alla ripresa degli allenamenti mister Fabbri mi trattenne negli spogliatoi dicendomi che se volevo continuare ad essere titolare avrei dovuto giocare a calcio. Rimasi perplesso, non capivo che cosa avessi fatto di sbagliato nella trasferta siciliana, e lui mi disse, che non mi sarei più dovuto permettere di calciare palloni in tribuna come avevo fatto in due occasioni a Messina. Ecco perché quel Catanzaro era spettacolare, noi vincevamo divertendo ed entusiasmando” davanti a migliaia di tifosi in casa ed un vero e proprio esodo ogni qualvolta giocavamo fuori dal “Ceravolo”.

Hai detto che ti ritieni un tifoso del Catanzaro, quindi continui a seguire le vicende giallorosse?

“Certo, e non capisco davvero cosa sia successo a questa piazza che sembra perseguitata da eventi sfavorevoli, e se mi consenti voglio dire che non mi è piaciuta come è stata gestita la situazione Auteri, innanzitutto perché è un allenatore di grande livello, che avrà pure un caratteraccio, ma di certo conosce meglio di qualsiasi altro il suo mestiere e il girone meridionale. A volte l’impulsività fa commettere errori di cui poi ci si pente”.

Domenica sera arriva al Ceravolo un Catania che viaggia a braccetto con il Catanzaro per aver deluso un po’ le aspettative. Che partita sarà?

“Per me sicuramente un derby, visto che sono palermitano, e che seguirò da casa tifando per il Catanzaro. Sono due squadre cha hanno l’assoluto bisogno di fare punti, il Catania mi pare sia messo peggio per una serie di infortuni, una grossa occasione per il Catanzaro di centrare la vittoria, serve molto cinismo e mettere in cascina più punti sapendo approfittare anche dalle disgrazie altrui. Il Catanzaro non può permettersi passi falsi soprattutto davanti al proprio pubblico. Mi aspetto quindi una squadra motivata con la capacità di ottenere il risultato pieno”.

Entrambe le squadre sono completamente tagliate fuori per la vittoria finale?

“Per il primo posto credo di si, troppo il divario dalla prima posizione, anche se il Catania può alla lunga ottenere qualcosa in più rispetto al Catanzaro, soprattutto per l’esperienza di Pietro Lo Monaco, mentre i giallorossi hanno una rosa molto ampia che non ha grosse qualità e bisognerà pensare a sfoltirla con il mercato di riparazione e puntellarla per non perdere di vista le prime posizioni che garantiscono un accesso più comodo ai play off.”

Parliamo un po’ di te, la tua carriera di calciatore si è fermata  a 28 anni dopo un brutto infortunio, ma quella nel calcio è proseguita con risultati gratificanti, iniziando da Procuratore Sportivo e tra i tuoi assistiti addirittura un certo Gabriel Batistuta!

“Mi ritengo un uomo fortunato, che ha dato molto e ricevuto altrettanto dal calcio, non è stato facile abbandonare il campo a soli 28 anni, però il calcio è stata sempre la mia vita ed ho saputo ritagliarmi un posto di rispetto in questo ambiente, prima da Procuratore, poi da dirigente e adesso di nuovo da agente”.

Tra le tue esperienze di dirigente c’è quella dove addirittura sei stato proprietario di un club belga l’Eupen, che esperienza è stata?

“Fantastica, ho rilevato il club ad un passo dalla retrocessione in terza serie e dopo essersi salvato sul filo di lana l’anno successivo ho ottenuto la promozione nella massima serie”.

Tu hai un rapporto particolare con il calcio estero, se non sbaglio vivi anche fuori dai confini italiani.

“Sì, infatti vivo in Svizzera da 5 anni, da quando sono ritornato a fare a tempo pieno il Procuratore. E’ vero comunque ho una predisposizione per andare a pescare giovani talenti all’estero. Ne ho diversi sotto la mia procura e godono tutti di grandi attestati di stima”

Qualcuno di questi può fare al caso del Catanzaro?

“Guarda non so se è una fortuna… ma tutti i miei assistiti militano in campionati che equivalgono alla serie A e Serie B italiana, alcuni anche in Italia quindi mi auguro di vedere presto il Catanzaro almeno in serie B perché è una categoria che la città e la tifoseria meritano”.

Leonardo La Cava