16 e 17 maggio 1980: dall'Europeo di Palanca al ripescaggio del Catanzaro

Dalle pagine più nere del calcio italiano emergono i valori di una squadra e del suo simbolo
17.05.2020 20:31 di Leonardo La Cava   Vedi letture
16 e 17 maggio 1980: dall'Europeo di Palanca al ripescaggio del Catanzaro

Sono passati ben 40 anni da quel 17 maggio del 1980 che segnò uno dei primi verdetti di una delle pagine più nere della Storia del Calcio Ialiano: il grande scandalo del calcio scommesse. Il 17 maggio il Milan fu riconosciuto colpevole e condannato alla retrocessione in Serie B e al suo posto venne ripescato il Catanzaro. Una vicenda cominciata esattamente il 23 marzo del 1980 quando la polizia piombò nella metà degli stadi italiani e trasse in arreso giocatori, dirigenti e faccendieri vari. Tutto partì da un commerciante romano di orto-frutta all'ingrosso, Massimo Cruciani, il primo Marzo del 1980 presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Roma. Dice d'essere stato truffato.

Cruciani è il fornitore del ristorante "Le Lampare" di proprietà di Alvaro Trinca. Tramite Trinca è venuto in contatto con alcuni giocatori della Lazio che lo hanno indotto a scommettere clandestinamente su alcune partite truccate di Serie A. Non tutti i risultati concordati, però, si sono verificati e lui ci ha rimesso centinaia di milioni, così come molti altri scommettitori clandestini.

Sono coinvolti giocatori, allenatori e dirigenti. Tra questi figurano tesserati di Avellino, Bologna, Genoa, Juventus, Lazio, Milan, Napoli e Perugia.

E quel 23 Marzo 1980, le auto delle forze dell’ordine: Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza fanno irruzione negli spogliatoi, scattano le manette. Pellegrini dell'Avellino, Girardi del Genoa, Cacciatori, Giordano, Manfredonia e Wilson della Lazio, Merlo del Lecce, Albertosi e Giorgio Morini del Milan, Magherini del Palermo, Casarsa, Della Martira e Zecchini del Perugia, vengono arrestati e tradotti nel carcere romano di Regina Coeli. Paolo Rossi del Perugia, Giuseppe Savoldi del Napoli, Giuseppe Dossena del Bologna e Giuseppe Damiani (detto Oscar) del Napoli, ricevono ordini di comparizione.

I giocatori arrestati sono presto scarcerati e in estate arriva la sentenza della "giustizia" sportiva. Lazio e Milan sono retrocesse in Serie B, Avellino, Bologna e Perugia sono penalizzate di cinque punti per il campionato 1980/81. Felice Colombo, presidente del Milan, viene inibito a vita; Tommaso Fabbretti, del Bologna, per un anno. 6 anni di squalifica per Pellegrini (Avellino), 5 per Cacciatori (Lazio) e Della Martira (Perugia), 4 per Albertosi (Milan), 3 e mezzo per Giordano (Lazio), Manfredonia (Lazio), Petrini (Bologna) e Savoldi (Napoli), 3 per Wilson (Lazio) e Zecchini (Perugia), 3 per Paolo Rossi (Perugia), 1 e 2 mesi per Cordova (Avellino), 1 per Giorgio Morini (Milan), 6 mesi per Chiodi (Milan), 4 per Montesi (Lazio), 3 per Colomba (Bologna) e Damiani (Napoli). In B, penalizzati di 5 punti Palermo e Taranto, lunghe squalifiche per Magherini (3 anni e mezzo), Massimelli (3 anni) e Merlo (1 anno).

L'unica squadra coinvolta a non essere penalizzata dalla "giustizia" sportiva è la Juventus. Niente retrocessione, nessun punto di penalizzazione, neppure un giocatore squalificato. Eppure la sua colpevolezza è evidente.

Tra le partite "sospette" c'è anche Pescara-Fiorentina, in cui risultano coinvolti Antognoni (Fiorentina) e Battistini (Pescara). Paolo Ziliani, in merito, dichiarerà: "L'inquirente federale Ferrari Ciboldi ci raccontò che né il magistrato (di Prato) De Biase, né il presidente federale (di Siena) Artemio Franchi gradivano la squalifica di Antognoni, e allora fu consigliato alla moglie Rita, allora incinta, di scrivere una lettera aperta al Presidente della Commissione Disciplinare, nella quale Rita giurava “sul bambino che portava in ventre” che il marito era innocente".

L'inchiesta della magistratura ordinaria si chiude il 23 dicembre 1980 con un'assoluzione generale: "il fatto non sussiste". Cioè: gli scommettitori clandestini non sono stati truffati. La frode sportiva, nel 1980, non è ancora considerata "reato penale".

Il giorno prima della condanna del Milan, esattamente il 16 maggio il Catanzaro ha un altro motivo per festeggiare, il suo calciatore più rappresentativo Massimo Palanca viene inserito nella lista dei 40 calciatori sotto osservazione per la spedizione della Nazionale Azzurra di Enzo Berazot agli Europei. Questa la lista dei 40 osservati tra cui compare O’Rey Palanca:

Portieri: Zoff (Juventus), Bordon (Inter), Galli (Fiorentina), Conti (Roma) e Corti (Cagliari). Difensori: Cabrini, Cuccureddu, Gentile e Scirea (Juventus), Collovati, Franco Baresi e Maldera (Milan), Giuseppe Baresi e Bini (Inter), Bellugi e Ferrario (Napoli), Osti (Udinese). Centrocampisti: Pecci e Zaccarelli (Torino), Beccalossi, Marini e Oriali (Inter), Antonelli e Buriani (Milan), Antognoni (Fiorentina), Tardelli (Juventus), Casagrande (Cagliari), Benetti (Roma), Moro (Ascoli), D’Amico (Lazio). Attaccanti: Bruno Conti e Pruzzo (Roma), Bettega e Causio (Juventus), Altobelli (Inter), Graziani (Torino), Giordano (Lazio), Bagni e Paolo Rossi (Perugia), Palanca (Catanzaro).