Top & flop di Sicula Leonzio - Catanzaro

 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:   articolo letto 1213 volte
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Espugnato il "Massimino", il Catanzaro ha battuto per 2-1 la Sicula Leonzio nel segno di Luigi Falcone. L'esterno ex Catania segna una doppietta nella serata del riscatto, dopo il recupero della sesta giornata di campionato. Si decide tutto nella ripresa, il vantaggio arriva a coronamento di una azione corale sporcata da una deviazione decisiva di un difensore, col pallone che arriva fortunosamente a Falcone che lascia partire il rasoterra letale per Narciso. Il raddoppio è una perla dello stesso giocatore catanzarese che raccoglie una respinta maldestra di Narciso da fuori area, calciando al volo verso la porta sguarnita. Solo nel finale i padroni di casa reagiscono mettendo a referto il gol "della bandiera" con Marano. 

Top & Flop della gara

TOP

Arcidiacono (Sicula Leonzio): Una trottola impazzita. Macchinetta inesauribile, generosa e determinata ad incidere sul match. I compagni spesso e volentieri non lo assistono come vorrebbe, gioca da solo nel primo tempo ma si spegne nella ripresa quando il Catanzaro capisce che bloccando il numero 7 bianconero, ogni fonte di gioco sarebbe stata debellata. 

Falcone (Catanzaro): Ancora in gol, stavolta una doppietta. Luigi Falcone semplicemente straordinario. In terra siciliana, forse per i trascorsi con la maglia del Catania, si esalta e tra Siracusa e Sicula Leonzio realizza tre reti in cinque giorni (e due partite).

FLOP

Rigoli (all. Sicula Leonzio): Decide di non schierare attaccanti di peso dal primo minuto, optando per Marano in posizione avanzata in tandem con Arcidiacono. Nella ripresa cambia troppo tardi, quando l'uno-due letale del Catanzaro ha già fatto il suo corso. La sua panchina non è più al sicuro, un cambio di marcia è necessario già a partire dal match, ancora in casa, contro la Paganese.

Nessuno in casa Catanzaro: Gioco di squadra, grande sacrificio nonostante le tante assenze tra squalificati e infortunati, difficile individuare qualcuno che non abbia dato il massimo per la causa calabrese