Osservatorio Stadio Ceravolo: si alla nuova tribuna, ni al terreno. Nuovo Stadio? Parliamone

Abbiamo incontrato l'assessore Longo e l'ing. Gnasso discutendo su quali sono gli interventi immediati previsti per il Ceravolo
19.02.2020 20:21 di Leonardo La Cava   Vedi letture
Osservatorio Stadio Ceravolo: si alla nuova tribuna, ni al terreno. Nuovo Stadio? Parliamone

Il dibattito aperto da catanzarosport24.it con la nascita dell’”Osservatorio Ceravolo” questa volta coinvolge direttamente l’Amministrazione Comunale di Catanzaro, che si è dimostrata molto attenta al problema che pubblicamente abbiamo lanciato ed ha voluto essere parte integrante recependo il clima di cooperazione che abbiamo invocato, costruendo un laboratorio di idee, progetti e quanto altro possa servire per rendere efficiente uno stadio che vanta ben 101 anni di vita. A 15 giorni esatti dal nostro articolo che aveva richiamato l’attenzione sulle criticità urgenti che riguardano la tribuna coperta ed il terreno di gioco l’Assessore alla Gestione del Territorio Franco Longo e l’ingegnere civile Rosanna Gnasso dello staff del sindaco Abramo ci hanno ricevuto a Palazzo De Nobili per mettere a fuoco i problemi della struttura. Una struttura, che è bene ricordare, soprattutto dal 2009 ad oggi, anche in virtù delle nuove norme di sicurezza sugli stadi, è stata oggetto di diverse opere di riqualificazione con un importo complessivo di spesa che oscilla dagli 8 ai 9 milioni di euro.

Si parte con la Giunta Olivo nel 2009 con i lavori che hanno comportato una spesa di due milioni di euro, la capienza definitiva di 14.650 posti a sedere numerati, l’installazione di 13 tornelli, e fu anche necessario realizzare un nuovo tunnel di accesso agli spogliatoi, una nuova cabina elettrica, i servizi igienici per la curva ovest e i “distinti”.

La stessa giunta aveva poi approvato una ulteriore spesa di 1 milione 658 mila euro per l’adeguamento sismico della tribuna stampa e il rifacimento degli spogliatoi del “Nicola Ceravolo”. Una spesa poi mai utilizzata e sostituita dal finanziamento regionale di 5 milioni di euro con la Giunta Abramo che sono serviti a realizzare la “famosa” palazzina, a riqualificare gli spogliatoi, il settore “Distinti”, l’area della biglietteria e il “Campo B”. Insomma tanta roba ma anche tanta approssimazione, perché se si vanno a guardare con attenzione quelli che sono i criteri strutturali e infrastrutturali per ottenere la concessione delle Licenze Nazionali, a seconda del campionato disputato (Serie A, Serie B, Serie C) le stesse, seppur in sottigliezze hanno qualcosa di diverso. E quelle diversità costringono il proprietario dello stadio, il Comune di Catanzaro in questo caso, ad intervenire di volta in volta con lavori di adeguamento che poi si traducono in euro spesi.

Uno stadio di Serie C non può avere le stesse caratteristiche di uno stadio di Serie A, e fin qui siamo tutti d’accordo e consapevoli, per questo motivo gli stadi hanno dei coefficienti di classificazione che vanno da Uefa 1 , 2, 3, 4 e 5. Il problema del Ceravolo è che chi ha avuto potere politico, i vari assessori che si sono succeduti, ad eccezione di 1 o al massimo 2 di loro, gli altri non hanno mai messo piede in uno stadio, e questo ha fatto si che lo stesso non fosse visto come un obiettivo di sviluppo. Se è pur vero come è vero che al timone della società dell’U.S. Catanzaro, prima della proprietà Noto era come se ci fosse il vuoto, è altrettanto vero che uno stadio moderno, funzionale rappresenta un enorme ricaduta economica su tutta la città, non solo per il potenziale messo a disposizione dalla locale squadra di calcio, ma perché permetterebbe di ospitare eventi internazionali come Olimpiadi, Europei e Mondiali.  E poi diciamola tutta, quell’orrenda palazzina costruita a ridosso del settore “distinti” di fatto vieta una eventuale copertura dello stesso settore. Ed a proposito di coperture nell’incontro di stamane a Palazzo De Nobili abbiamo preso conoscenza che in fondo ad un cassetto giace un progetto di una semi-copertura che a nostro avviso ha del mostruoso. In pratica questo progetto, prevede la copertura della tribuna e metà delle due curve “Est” ed “Ovest” che nell’intenzioni del progettista (rimasto a noi ignoto) dovrebbe invece essere una grande scenografia con questa semi-copertura che dovrebbe disegnare la lettera “C”. E qui rimarchiamo ancora una volta che questa gente in uno stadio di calcio non è mai entrata, oppure è più avanti di noi immaginando che un giorno gli stadi saranno deserti, le tv satellitari saranno sostituite da un grosso network che trasmetterà partite di calcio sulla falsa riga di Google Earth.

Ma che sia un progetto futuristico o legato alle criticità attuali, una cosa è certa, senza euro non si muove un mattone. E quando si parla di euro, l’amministrazione Abramo ha le idee ben chiare (per ammissione dello stesso primo cittadino) l’unico modo per realizzare opere in questa città è quello di rastrellare finanziamenti regionali e/o europei. E’ categoricamente vietato accedere ai finanziamenti agevolati, come quelli del Credito Sportivo in collaborazione con l’ANCI. Perché poi in qualche modo si dovranno restituire in quanto non sono a fondo perduto ma a tasso agevolato.

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Allora gli interventi strettamente necessari tra cui la “tribuna coperta” ed il terreno di gioco, si fanno? Quando? E con quali fondi? A queste domande ci hanno risposto l’Assessore Longo e l’ing. Gnasso.

"Intanto stiamo ultimando alcuni interventi ritenuti necessari per ordine pubblico – precisano – tra cui l’installazione di ulteriori telecamere con annesso audio. Ovvero, il ministero richiede che il settore più caldo dello stadio, la curva sia attenzionata anche attraverso intercettazioni audio. Questo intervento va a completare un lotto di 420 mila euro recuperati dal governo Abramo, senza che ciò ricadesse sulle tasche dei cittadini. Una spesa investita anche per adeguare il potenziamento della illuminazione e dei nuovi seggiolini".

Si interverrà sulla “Tribuna coperta” che oggi vive con una deroga concessa dalla Commissione Provinciale fino alla fine del 2021?

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“Assolutamente si, è un problema che riconosciamo esserci e per il quale bisogna intervenire con una soluzione definitiva, attraverso un finanziamento della Regione Calabria”

Al momento da quello che risulta a catanzarosport24.it non esiste un progetto realizzato dai tecnici del comune, ma uno invece realizzato dall’U.S. Catanzaro che prevede una struttura in legno lamellare con l’ausilio di pannelli fotovoltaici. E’ così?

“In linea di massima sì, convocheremo a breve la società del Catanzaro calcio per dar seguito al progetto che ci avevano illustrato in linea di massima ma che però sulle nostre scrivanie non è mai giunto. L’intento è quello di attivarci immediatamente in sinergia con la società, ed anche attraverso l’”Osservatorio Ceravolo messo in piedi dalla vostra testata, per ragionare tutti insieme su cosa è possibile fare per rendere il “Ceravolo” più funzionale possibile sia per le esigente dell’U.S. Catanzaro che per i suoi tifosi”.

In che tempi può essere realizzata la Tribuna Coperta?

“E’ un impegno prioritario che come Amministrazione Comunale vogliamo affrontare e risolvere, diciamo che nel giro di 1 anno pensiamo di poter dare vita alla nuova tribuna.

Restando in tema di riqualificazione dei settori, si è molto parlato, in un recente passato, di buttare giù la “Curva Ovest” e ricostruirla avvicinandola al terreno, è un progetto fattibile?

“Lo stadio Ceravolo ha i settori realizzati in cemento armato e concatenati l’un con l’altro, va da se che quando si parla di rifare la curva va anche e soprattutto considerato che è un intervento che coinvolge sia la “Tribuna Coperta” che i “Distinti”, la fattibilità dell’opera va vagliata attraverso analisi di vario genere e al momento, anche per l’eventuale costo è un intervento che non possiamo considerare prioritario”

Come ogni cosa che riguarda lo Stadio Ceravolo c’è un po’ da mettere mani ovunque, il manto erboso del rettangolo verde si era detto che sarebbe  stato sostituito da un prato in erba sintetica di ultima generazione, anche per ovviare alla problematiche sia di drenaggio e per l’ombra che la palazzina proietta sulla fascia sotto i “distinti” rendendo lo stesso terreno quasi impraticabile in quella zona.

“Non sono previsti interventi di questo genere nell’immediato futuro, l’unico intervento che il comune effettuerà sul terreno è quello di adeguarlo alle norme per la licenza nazionale concessa in Serie B e che riguarda solo ed esclusivamente delle variazioni “morfologiche”

La tribuna stampa richiederebbe anche qualche correzione in corsa laddove il Catanzaro dovesse disputare un campionato maggiore della Serie C.

“Anche in questo caso abbiamo già definito quali sono le piccole variazioni da apportare ed essendo una spesa esigua rientra nelle 420 mila euro già stanziati. Accorgimenti che comunque riteniamo di affrontare e terminare subito dopo la fine dell’attuale stagione agonistica”

Il “Ceravolo” al di là delle problematiche strutturali sopra accennate ne presenta una che forse è la più critica, quella della viabilità. Già oggi si fa fatica a gestire un afflusso di 5000/6000 persone e con un Catanzaro in Serie B il problema dell’affluenza manderebbe in tilt la zona nord della città. Si può ragionare su un nuovo Stadio che coinvolga diverse sinergie imprenditoriali per la costruzione?

“E’ una valutazione che va fatta, e bisogna avere il coraggio di farla. Prima o poi è una questione da affrontare, valutando diversi fattori. Una cosa è certa, il Comune di Catanzaro non ha la forza economica per addossarsi una spesa del genere, bisognerebbe studiare una formula che coinvolga diversi soggetti per una eventuale realizzazione”.

Leonardo La Cava